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Il futuro è già qui: i Robot che verranno

27 maggio 2010

BigDog

Capace di portare 150 chili di carico su terreni accidentati e scivolosi come e forse meglio di un mulo: è BigDog, un robot militare in grado di camminare per 20 km e di riprendere l’equilibrio quando qualcuno lo urta o calcia.

Articolo completo da Il Disinformatico;

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LittleDog, il robot che zampetta e salta

L’agilità dell’ultima versione di LittleDog, la versione ridotta del robot da soma BigDog, è semplicemente impressionante. Nel video qui sopra scavalca ostacoli, sale le scale e riconosce i punti più stabili d’appoggio. Non si sa se è già in grado di rintracciare Sarah Connor.

Articolo completo da Il Disinformatico;

Sette atomi per un transistor

26 maggio 2010

di Alfonso Maruccia

Ricercatori australiani mettono a punto quello che a loro dire potrebbe essere il primo mattone per la costruzione di un computer quantistico. Si usa ancora il silicio, ma gli switch fisici si incidono operando sui singoli atomi

Roma – Chip a base di DNA, memristori, o grafene nei computer di domani? Niente di tutto questo, sostiene un gruppo di ricercatori australiani: il futuro dell’informatica sono i computer quantistici “a stato solido” in cui il silicio gioca ancora la parte del leone, ma solo come substrato utile a ospitare transistor nanoscopici modellati agendo sui singoli atomi con il microscopio elettronico.

Il professor Michelle Simmons dell’Università del New South Wales spiega infatti che lei e il suo team hanno messo a punto “il primo dispositivo elettronico al mondo in silicio sistematicamente creato sulla scala dei singoli atomi”, aprendo potenzialmente la strada allo sviluppo di microprocessori cento volte più piccoli ed enormemente più potenti di quelli attuali.

Articolo completo da Punto Informatico;

Forse una soluzione per il disastro petrolifero: Kevin Costner contro la marea nera

24 maggio 2010

di Claudio Tamburrino

Un eroe del cinema per catastrofi reali. La tecnologia sviluppata coi fondi di Waterworld per tentare di fermare il petrolio nel Golfo del Messico

Roma – Kevin Costner avrebbe convinto la British Petroleum (la compagnia petrolifera proprietaria della piattaforma petrolifera vittima di un incidente a largo della Lousiana) a provare il suo sistema di depurazione per l’acqua marina. A detta dell’attore, una panacea per arginare la catastrofe causata dai migliaia di litri di petrolio che si stanno estendendo a macchia d’olio (sic) in mare.

L’attore ha ricordato al mondo l’esistenza di una centrifuga ad alta velocità, chiamata “Ocean Therapy” che funziona succhiando grandi quantità di acqua inquinata e separando il petrolio restituendo acqua al 97 per cento pulita. Solo uno dei prodotti sviluppati dalla Costner Industries Nevada Corp, fondata dal divo di Hollywood e dal fratello Dan per perseguire una serie di progetti di tecnologia ecologica.

Articolo completo da Punto Informatico;

È la vita artificiale

24 maggio 2010

di Giorgio Pontico

Genoma creato al computer, trapiantato in una cellula vivente.

Il risultato di anni di studi e ricerca, di un team guidato da Craig Venter. Soddisfazione nel mondo scientifico, ma anche attenzione ai risvolti etici

Roma – Dietro il nome di Mycoplasma mycoides JCVI-syn1.0 c’è un invenzione che potrebbe rivoluzionare la biologia: si tratta di una cellula sintetica realizzata da un team di 25 ricercatori diretti da J. Craig Venter, scienziato famoso per aver creato il primo cromosoma artificiale nonché capo dell’equipe che ha decodificato il genoma umano.

I lavoro realizzato nei laboratori di San Diego è consistito nel prendere un batterio della specie Mycoplasma Capricolum rimpiazzandone successivamente il genoma originale con uno codificato al computer, che di fatto lo ha trasformato in una variante della stessa specie, la Mycoplasma Mycoides, assemblando centinaia di migliaia di basi di adenina, guanina, citosina e timina, in una sequenza di DNA differente da quella che aveva originato il microorganismo.

Articolo completo da Punto Informatico;

Laser a punti quantistici trasmette dati a 25 Gbps

21 maggio 2010

di Manolo De Agostini 

Fujitsu e l’Università di Tokyo svelano un laser a punti quantistici che promette una velocità di trasmissione dati a 25 Gbps.

Fujitsu e l’Università di Tokyo hanno annunciato il primo laser a punti quantistici (quantum dot laser) in grado di trasmettere dati a 25 Gbps. I laser a punti quantistici sono un tipo di laser in grado di gestire trasmissioni ad alta velocità consumando pochissimi energia.

Fujitsu ha scoperto che un incrementando il numero di punti quantistici si può migliorare la velocità operativa del laser. Per raggiungere questo scopo i ricercatori hanno raddoppiato la densità dei punti quantistici usando arsenuro di indio su un substrato di arsenuro di gallio. Infine, Fujitsu ha sovrapposto otto strati di punti quantistici rispetto ai tradizionali cinque, raddoppiando la velocità operativa rispetto alle precedenti generazioni.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

Gabinetti spaziali: l’allineamento è tutto

18 maggio 2010

“L’importante non è far centro … ma metterla dentro”

Questa frase l’ho trovata in toilette in un poligono, ma mal si adatta alla situazione che descrivo di seguito :)

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Finalmente spiegato in dettaglio come funzionano i gabinetti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Come si fa quando non c’è la gravità a far scendere quello che deve scendere? Ci vuole un gabinetto speciale, con funzioni aspiranti (e relativi adattatori per maschietti e femminucce), e bisogna imparare a usarlo leggendo attentamente le procedure e facendo prove a terra, sia con un esemplare funzionante sia con un simulatore.

Il simulatore, in particolare, è molto, molto importante, perché spiega un concetto fondamentale dell’evacuazione siderale: l’allineamento preciso è indispensabile.

Il foro del water della Stazione è molto più piccolo di quello di un gabinetto normale, perché è dotato di un sistema aspirante e un foro grande produrrebbe un effetto ventosa molto rischioso. Di conseguenza, la parte anatomica va collocata con precisione in modo da combaciare con il foro, altrimenti i risultati possono essere poco piacevoli.

Articolo completo da Il Disinformatico;

Chip al DNA a base di luce

18 maggio 2010

di Alfonso Maruccia

Una ricerca statunitense dimostra che è possibile usare la doppia elica per costruire circuiti logici e, in ultima istanza, microprocessori perfettamente funzionali. Con tempi e costi più che convenienti.

Roma – Se i candidati più promettenti per il passaggio di consegne con il silicio “puro” degli attuali circuiti integrati sono il grafene, i memristori e la nanofotonica, un altro potenziale contendente al titolo di elemento funzionale della nuova era del computing arriva da molto più lontano. E precisamente da qualche miliardo di anni fa, quando i primi aminoacidi si combinarono dando origine al DNA che governa ogni manifestazione di vita in natura.

I chip al DNA sono più che possibili, dice ora Chris Dwyer della Duke University, sono di una convenienza senza precedenti. Nella sua nuova ricerca Dwyer sostiene che il DNA offre qualità estremamente convenienti per la produzione di massa, dal momento che sarebbe teoricamente possibile sfruttare la naturale capacità di auto-assemblamento su pattern precostituiti del composto per realizzare, in un singolo giorno, più circuiti logici di quanti l’intera industria del silicio potrebbe produrre in un mese.

Articolo completo da Punto Informatico;

L’autopsia con lo scanner

29 marzo 2010

L’Università di Berna sta utilizzando Virtorobot, un macchinario automatico che non solo analizza ‘virtualmente’ corpi umani, ma crea una vera e propria ‘copia digitale’ di un deceduto per poterla immagazzinare in archivio.

Virtorobot utilizza una tecnologia basata sulla Risonanza Magnetica e su uno speciale software topografico: l’obiettivo è avere la completa ‘mappa’ di un corpo umano senza nemmeno inciderlo.

Michael Tali ed il suo team utilizzano con ottimi risultati quello che può essere a buon diritto definito il più importante strumento di medicina legale del prossimo futuro: con una telecamera HD vengono filmati l’aspetto esteriore dell’individuo e la grana della pelle. Successivamente, le immagini vengono ‘armonizzate’ con quelle relative all’interno del paziente, permettendo una visione completa dell’intero corpo.

Articolo completo da InvasioneAliena;

info suggerita da Carmelo Zaffuto

Al MIT il desalinizzatore si fa micro

26 marzo 2010

di Giorgio Pontico

Scienziati statunitensi e coreani hanno realizzato uno strumento potenzialmente rivoluzionario per la produzione di acqua potabile. Da assemblare in batteria per adeguarsi alle esigenze degli utenti.

Roma – Un team di scienziati provenienti dal MIT e dalla Corea del Sud hanno realizzato un desalinizzatore a energia solare, le cui caratteristiche potrebbero seriamente cambiare le condizioni di vita di chi vive in aree dove l’acqua dolce è il più delle volte ottenuta con fatica e mezzi poco efficienti.

Si tratta di un dispositivo di dimensioni estremamente contenute e con capacità quindi limitata, tuttavia i ricercatori prevedono di disporre in una griglia quadrata 1600 unità, dando luogo a un desalinizzatore da 60 watt lungo 20 centimetri per lato.

Articolo completo da Punto Informatico;

Metti un nanotubo nel motore

11 marzo 2010

di Luca Annunziata

Il grafene si rivela anche capace di produrre elettricità. Dal calore. Lo hanno scoperto al MIT, e adesso pensano a come introdurre una tecnologia derivata in apparecchi dalle dimensioni ridotte

Roma – Un nanotubo “in fiamme” per generare elettricità: i ricercatori del MIT, guidati dal professor Michael Strano, hanno scovato un nuovo campo di utilizzo per il derivato del carbonio. Dopo circuiti elettronici di ogni tipo, ora il grafene potrebbe fare il suo debutto anche nel campo degli accumulatori d’energia, con un’efficienza e una efficacia capaci (come ormai abitudine per questo materiale) di far impallidire le soluzioni precedenti.

“La densità di energia è alta” conferma Strano, arrivando a ipotizzare una capacità 100 volte superiore a quella delle attuali batterie agli ioni di litio.

Inoltre, al contrario delle batterie e dei condensatori, non dovrebbero sussistere i fastidi tipici legati alle correnti parassite e di autoscarica: in questo modo, elenca il ricercatore, “apparecchi per la diagnosi medica, transponder, segnalatori, razzi e satelliti, e ogni altro apparecchio a basso assorbimento” potrebbe incorporare questa nuova fonte di alimentazione.

In prospettiva, sensori microscopici e nanomacchine alimentate potrebbero circolare nel sistema circolatorio umano per scopi medici

Articolo completo da Punto Informatico;