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La mano bionica che ‘parla’ con il cervello

2 dicembre 2009

Impiantata su un italo-brasiliano, gli permette di controllare il movimento e ricevere stimoli sensoriali.

La mano bionica realizzata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (Ansa)

MILANO – La mano bionica è una realtà: il modello messo a punto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e impiantato su un giovane italo-brasiliano nell’università Campus Biomedico di Roma funziona. Nel senso che l’uomo riesce a comandare l’arto con il cervello.

COME FUNZIONA – La mano bionica ha cinque dita indipendenti e dialoga con il cervello per mezzo di quattro elettrodi impiantati nel polso e nell’avambraccio. In questo modo l’uomo non soltanto controlla il movimento, ma riceve stimoli sensoriali.

È il frutto di un grande progetto, chiamato “LifeHand”, che prevede impianto e sperimentazione di interfacce neurali su un soggetto amputato al braccio, finanziato con fondi europei per circa due milioni in cinque anni.

I quattro elettrodi, messi a punto dall’azienda tedesca Ibmt, sono stati impiantati su due nervi del braccio: sono minuscoli filamenti flessibili e biocompatibili spessi 10 milionesimi di millimetro (nanometri) e lunghi 180 nanometri.

Ognuno di essi ha otto canali (localizzati su altrettanti siti in paltino) che permettono il passaggio dei segnali fra cervello e mano. Di conseguenza il dialogo cervello-mano avviene grazie a 32 canali.

Articolo completo da Corriere della Sera;

Staminali per riparare i reni

13 novembre 2009

di Dozarte

fonte http://salute.aduc.it/notizia/staminali+riparare+reni_113792.php

http://www.smartbank.it/cellule-staminali.jpg
foto tratta da SmartBank

Un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Bari ha scoperto su cellule staminali umane isolate da reni la presenza di un recettore, chiamato TLR2, che potrebbe funzionare da antenna o sensore di danno, facendo percepire alle cellule staminali stesse la presenza di un danno nei tessuti circostanti e quindi anche nel rene ed attivando quindi processi riparatori.

La scoperta, appena pubblicata dall’autorevole rivista americana Faseb Journal e coordinata da Fabio Sallustio, e’ stata fatta presso il laboratorio di Nefrologia del Policlinico di Bari.

I ricercatori hanno dimostrato, tra l’altro, che lo stimolo di questo recettore attiva le cellule staminali residenti nel rene e le induce a proliferare e a secernere una serie di fattori che potrebbero direttamente concorrere al riparo del danno renale o, a loro volta, indurre altri tipi di cellule ad intervenire nei processi di rigenerazione.

I ricercatori sono riusciti a far differenziare le cellule staminali in cellule renali in tempi molto piu’ brevi del normale, propro inducendo la stimolazione del recettore TLR2.

Articolo completo da Dozarte;

Giappone, esoscheletri per tutti

16 aprile 2009

di Giorgio Pontico

http://www.livescience.com/images/060928_powersuit_diagram_02.jpg
(foto esempio tratta da LiveScience)

Roma – Il Giappone si conferma all’avanguardia della ricerca robotica e guarda con interesse al mercato statunitense. Honda ha infatti in programma di presentare a Detroit due nuovi prototipi il prossimo 20 Aprile, durante il prossimo SAE 2009.

Denominati rispettivamente Stride Management Assist e Bodyweight Support Assist questi congegni sono progettati per supplire ad alcune carenze fisiche: in particolare il primo modello dovrebbe facilitare, a detta di Honda, la capacità deambulatoria di persone i cui arti inferiori non siano pienamente funzionali.

Non è la panacea tecnologica – viene specificato – per menomazioni permanenti: l’utente deve essere in grado di camminare anche senza l’ausilio del robot.

Articolo completo da Punto Informatico;