PHP decoder

Facebook, appello bufala per gruppi pedoporno

5 febbraio 2010

di Paolo Attivissimo

Questa è una delle catene di sant’Antonio più ridicole che m’è capitato di vedere. Verificarla richiede tre secondi: il tempo di andare su Facebook e cercare se esiste quel gruppo. Che non esiste.

Secondo la segnalazione del gruppo Le Bufale su Facebook, al 30 gennaio scorso il gruppo esisteva ma era “un gruppo con un membro solo e un solo amministratore e niente dentro.

Inutile far girare il messaggio, se volevano fare uno scherzo a quella persona ci sono riusciti benissimo. Tantissime segnalazioni e l’hanno già chiuso. Contenuti non ce n’erano nel gruppo per dire se c’era pedofilia o meno dentro.”

Ma evidentemente c’è molta gente che non ha tre secondi da spendere per verificare un appello e preferisce inoltrarlo a tutti i propri amici. Però tre secondi da spendere su Facebook li trova. Suvvia. Consoliamoci con una bella foto di un gatto affaticato dalle troppe ore spese nei… sorcial network.

Articolo completo da Il Disinformatico;

Delitto di Garlasco: Alberto Stasi assolto, non ha ucciso Chiara Poggi

18 dicembre 2009

di Daniele Particelli

AlbertoStasi2

Alberto Stasi è stato assolto. Il gup di Vigevano Stefano Vitelli, dopo cinque ore di camera di consiglio, ha stabilito che il giovane non è l’assassino di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco, in provincia di Pavia.

Si è così concluso un calvario durato più di due anni e ben 24 udienze. Stasi, con le lacrime agli occhi, ha esclamato: “Lo sapevo: hanno riconosciuto che ho sempre detto la verità. Sono uscito da un incubo.”

Articolo completo da CrimeBlog.It;

Idiozia, pazzia o terrorismo … il risultato non cambia: è un vile attacco ad un uomo compiuto da un altro uomo

14 dicembre 2009

Aggressione Berlusconi, Tartaglia: “Attratto dalle urla dei contestatori”

Piena confessione di Massimo Tartaglia: il grafico ha raccontato agli investigatori di essersene andato prima della fine del comizio ma di essere stato attratto dalle urla dei contestatori; nella sua borsa trovati diversi oggetti contundenti.

berlusconiferito-large

Quattro ore di interrogatorio per Massimo Tartaglia, il grafico che nella serata di domenica 13 dicembre ha aggredito a Milano Silvio Berlusconi.

Tartaglia, che nella notte è stato trasferito nel carcere di San Vittore, ha confessato ed ha spiegato agli inquirenti che le motivazioni del suo gesto sono politiche: forte dissenso dalle posizioni del Pdl e in particolare del presidente del Consiglio.

Articolo completo da BlitzQuotidiano;

———————————–

Berlusconi: Tartaglia fermato da due abruzzesi

Berlusconi: Tartaglia fermato da due abruzzesi

LANCIANO (CH) – Due giovani abruzzesi sono stati testimoni oculari in Piazza Duomo a Milano quando Berlusconi e’ stato colpito al volto con una miniatura del Duomo da Massimo Tartaglia. Si tratta di Giampiero Iannone, 28enne, e Pierluigi Peri, 24enne.

“Prima ero al lato del palco – racconta Giampiero- siccome conosco le abitudini del presidente del Consiglio, che al termine dei comizi si avvicina alla gente, mi sono sistemato dietro al palco, dove stringeva le mani.

La stava dando proprio a me mentre scattavo le foto, quando l’ho visto accasciarsi a terra. Giratomi ho visto questa persona con una giacca grigia, che ha tentato una fuga. E’ stato il mio amico, Pierluigi a indicare l’aggressore alle guardie del corpo e a fermarlo.

Articolo completo da NotiziarioItaliano;

———————————–

Silvio Berlusconi aggredito: la scorta ha fallito?

di Gabriele Ferraresi

berlusconi aggredito tg2

Berlusconi aggredito tg2Ieri Massimo Tartaglia, uno squilibrato di Cesano Boscone, ha aggredito in piazza del Duomo a Milano Silvio Berlusconi, attuale capo del Governo.

Berlusconi, dopo il suo discorso, stava facendo il consueto bagno di folla, e tra i tanti applausi è apparsa anche la mano dell’attentatore, che ha tirato al Presidente del Consiglio una statuina del Duomo di Milano. E la scorta?

La scorta ha fallito miseramente: ed è strano, perché Berlusconi è seguito da  

Articolo completo da CrimeBlog.It;

Personalmente mi dissocio da quanto nel titolo dell’articolo, che riporto come parte della cronaca.
Il lavoro che svolgono questi operatori professionisti, merita il massimo plauso.
Quanto fanno di cui non si sa nulla ? Troppo facile puntare il dito e dare giudizi.

Con immutata stima agli addetti alla sicurezza del Premier
Franco

———————————–

Il doppio errore nel sistema di protezione

Una falla nell’ultimo cerchio della scorta. La Questura aveva avvertito: possibili incidenti

ROMA — Una ventina di uomini schierati in doppio anello per fare scudo mentre è in mezzo alla folla. La falla nel dispositivo di si­curezza di Silvio Berlusconi si è aperta nel cer­chio più stretto, quello che ha il compito di proteggerlo dalle eventuali aggressioni diret­te o dal lancio di oggetti.

Il dispositivo deve essere a maglie strettissi­me perché nel contatto con la folla il rischio altissimo è quello di un ordigno oppure un colpo d’arma da fuoco. Ma in piazza del Duo­mo qualcosa non ha funzionato e dopo il feri­mento provocato da Massimo Tartaglia c’è sta­to quello che i tecnici ritengono sia stato il se­condo errore.

L’auto con il presidente del Con­siglio è infatti rimasta ferma, Berlusconi è ad­dirittura sceso e ha mostrato il volto insangui­nato. In caso di pericolo la personalità dovreb­be invece essere portata immediatamente via per scongiurare rischi maggiori.

Articolo completo da Corriere della Sera;

———————————–

Otto «moschettieri» e auto corazzate: la scorta privata di Berlusconi

Maestri di arti marziali, ex paracadutisti del «Tuscania». Il leader protetto anche dalle forze dell’ ordine Otto «moschettieri» e auto corazzate: la scorta privata di Berlusconi MILANO – Doppia tutela. Le spalle coperte da quella privata, la strada aperta da quella pubblica.

Silvio Berlusconi conta su un sistema di sicurezza con pochi precedenti nella storia italiana: ci sono sia le bodyguard caratteristiche di un grande imprenditore, sia gli agenti speciali che scortano gli ex presidenti del Consiglio. Ma anche su questo fronte, il Cavaliere ha sempre prediletto gli uomini di fiducia e i mezzi di proprietà.

A partire dalle automobili. È stato l’ unico inquilino di Palazzo Chigi a non utilizzare le Lancia presidenziali: si muoveva solo sulle sue Mercedes corazzate. Nel 1994 cercò di creare un’ unità speciale per la protezione del premier forte di 400 persone. Ma oggi come allora, la scorta a distanza ravvicinata è affidata a una squadra di uomini della sua vigilanza personale. Sono in otto ad alternarsi in questo compito.

La selezione segue i criteri utilizzati per il Gis, il Gruppo intervento speciale dei carabinieri. E infatti la maggioranza proviene dai ranghi dell’ Arma: ex paracadutisti del Tuscania, il battaglione di punta nelle missioni internazionali e nella protezione delle personalità di Stato. Tutti maestri di arti marziali, tutti esperti di tiro, spesso provenienti dal Nord Italia. Il look è impeccabile: si mimetizzano perfettamente con l’ entourage.

Mai un’ arma in vista, mai una cravatta stonata, vietati occhiali e pettinature da gorilla hollywoodiano. Solo in occasione di comizi e bagni di folla, vengono traditi dall’ auricolare delle trasmittenti che li collegano al caposquadra. Gli otto «moschettieri» di Berlusconi sono l’ élite di un reparto più grande, che difende anche i familiari del Cavaliere e le loro residenze.

Solo il nucleo centrale è composto da specialisti ingaggiati direttamente; gli altri vengono «affittati» a seconda delle esigenze e del livello di pericolosità. Nessuno sa quanti siano. Anche perché talvolta vengono affiancati da altri dipendenti Fininvest, che come tutte le grandi imprese ha una società specializzata per la sicurezza aziendale. Ovviamente i dati sul «Consorzio Vigilanza» sono segreti.

Articolo completo da Corriere della Sera;

———————————–

Rischio-mitomani segnalato dai Servizi. Copasir: chiarire cosa non ha funzionatodi

di ALBERTO CUSTODERO

ROMA – “Il rischio di un’aggressione da parte di mitomani era stato da tempo annunciato dai servizi di sicurezza. Al Copasir attendiamo una relazione dettagliata sull’esatta dinamica dell’aggressione a Berlusconi per verificare come mai i servizi segreti, deputati alla sicurezza del presidente del consiglio, non abbiano garantito in questo caso la sua incolumità”.

Emanuele Fiano, deputato pd e componente del Comitato parlamentare per il controllo dell’intelligence, vuole vederci chiaro sull’aggressione di ieri a Berlusconi. Era stato lo stesso Fiano a metà ottobre, a presentare un’interrogazione urgente sull’allarme attentati al Cavaliere dopo aver letto a metà ottobre su Repubblica, la preoccupazione di Berlusconi di essere colpito durante un comizio.

In quel periodo, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, “profondamente turbato”, aveva sollecitato un intervento della magistratura per mettere sotto inchiesta i gruppi Facebook intitolati “Uccidiamo Berlusconi”. La procura di Roma aveva avviato un’indagine per minacce, mentre il gestore americano del social network aveva imposto di cancellare solo il titolo (giudicato offensivo), ma non i contenuti, ritenuti innocui.

Articolo completo da Repubblica;

———————————–

Berlusconi, Tartaglia e il “popolo di Facebook”

di Giacomo Dotta

Berlusconi, Tartaglia e il "popolo di Facebook"

In poche ore Massimo Tartaglia è divenuto fulcro tanto per gruppi anti-Berlusconi, quanto per gruppi pro-Berlusconi. Ed ora sono già in molti a puntare il dito contro Internet e contro Facebook, quali ricettacoli di odio: si chiede vigilanza e censura

Il popolo di Facebook ha creato gruppi pro-Tartaglia, il popolo di Facebook ha istigato gesti violenti, il popolo di Facebook ha commesso apologia di reato, il popolo di Facebook ha glorificato un violento. Queste le tante reazioni il giorno dopo l’aggressione a Silvio Berlusconi, che abbiamo monitorato online fin dalla prima ora. Sono molti i giornali pronti a sottolineare la reazione che “il popolo di Facebook” avrebbe avuto fin dai primi attimi successivi ai fatti di Milano. Con un peccato originale, però, nella definizione: il “popolo di Facebook”, semplicemente, non esiste.

Per superficialità di approccio l’utenza che si esprime su Facebook viene giudicata alla stregua di un gruppo organizzato, identitario, organicamente legato da principi in realtà totalmente assenti. Dopo i primi moniti, infatti, già vi sono accuse precise e le prime richieste di “oscuramento”. Corriere della Sera: «Il popolo della rete è tornato a farsi sentire. Dopo i gruppi nati su Internet nel 2004 a sostegno del treppiede lanciato contro il premier Berlusconi in piazza Navona, anche ieri, a meno di un’ora dall’aggressione, su Facebook si sono moltiplicati gli schieramenti pro e contro Massimo Tartaglia.

Più di 270 i gruppi e oltre ventimila i fan [...]. Entusiasmo, facile ironia, in alcuni casi tifo da stadio. [...] Gianfranco Rotondi si è espresso sull’accaduto: “L’inno a Tartaglia su Facebook è il segno della barbarie in cui è precipitato il Paese. [...] Roberto Maroni ha chiesto un rapporto alla polizia Postale di cui discuterà oggi durante l’incontro con il prefetto di Milano per fare chiarezza “sul clima di odio alimentato anche dai siti”».

Articolo completo da WebNews;

Inquietante strascico di morti sul caso Marrazzo

20 novembre 2009

di Gabriele Ferraresi

BRENDA MARRAZZO CARBONIZZATA

Il Lazio Gate si tinge di giallo: stamane è stata ritrovata carbonizzata nel suo appartamento in via dei Due Ponti, Brenda, la transessuale al centro – insieme a Natalì – del caso Piero Marrazzo:

ricordate, il video in cui l’ex Governatore del Lazio veniva ritratto insieme a una transessuale, e per cui fu ricattato da alcuni carabinieri? Col cadavere di stamane, i morti salgono a due, come leggiamo anche su polisblog.

Il primo, Gianguarino Cafasso, era il pusher che riforniva di cocaina i trans e i frequentatori dei festini nella zona. Portava solo dai dieci grammi in su, i carabinieri sapevano benissimo che agiva da quelle parti, lo lasciavano fare, e in cambio prendevano qualche soffiata sui clienti vip della zona. Ovviamente per ricattarli, perché Marrazzo forse non è l’unico in quella situazione, a quanto sembra.

Articolo completo da GossipBlog;

Russia: tre senzatetto uccidono e mangiano un loro amico, poi ne vendono i resti ad un gestore di kebab

17 novembre 2009

di Daniele Particelli

Russia_Perm

Dopo il caso di cui ci siamo occupati pochi giorni fa, è ancora la Russia a far notizia per quanto riguarda gli atti di cannibalismo.

E’ accaduto a Perm, dove mesi fa due fratelli avevano ucciso a mangiato il fratello maggiore, facendone sparire ogni traccia.

Questa volta i protagonisti sono tre senzatetto che, in preda alla fame, hanno ucciso un 25enne loro amico con lo scopo di mangiarlo: dopo una lite l’hanno ammazzato con coltelli e martello, poi hanno seppellito la parte superiore del corpo, cucinato e mangiato la parte inferiore e venduto ciò che rimaneva ad un gestore di kebab.

Articolo completo da CrimeBlog.It;

Ladri di rame, tutto il mondo è paese

2 novembre 2009

di Giorgio Pontico

Dalla Gran Bretagna al Sudamerica. Il metallo foriero di corrente, dati e voci continua a fare gola ai contrabbandieri

Roma – La polizia del Sussex, in Gran Bretagna, ha segnalato il furto di un cavo di rame spesso circa 7 pollici e lungo quasi mille metri che ha lasciato isolate per due giorni circa 800 abitazioni nei pressi Berwick e Alfrinston. I ladri avrebbero agito nottetempo travestiti da operatori stradali e avrebbero utilizzato un veicolo per dissotterare il pesante cavo.

foto tratta da InterMarketAndMore

British Telecom ha fatto sapere di aver già provveduto al ripristino della linea: il rimpiazzo e la manodopera per l’intervento d’urgenza sono costati alla telco britannica più di 45mila sterline.

Il rame continua quindi a fare gola ai malintenzionati, e non solo nel Regno Unito: anche a causa del suo valore che negli ultimi anni è aumentato a dismisura.

A conferma di ciò c’è un altro caso analogo a quello avvenuto nei pressi di Londra: in Guyana alcuni dipendenti di una locale compagnia elettrica sono stati arrestati con l’accusa di aver rubato 118 bobine di filo di rame, del valore complessivo di circa 6 milioni di dollari.

Articolo completo da Punto Informatico;

Strage in famiglia nel Pavese: albanese di 24 anni uccide la cognata, la sorella di lei e la nipotina di 4 anni

2 novembre 2009

di Daniele Particelli

Si è già chiuso il mistero sulla strage familiare avvenuta a Stradella, in provincia di Pavia: due giovani donne e una bambina di quattro anni, tutte cittadine albanesi, sono state uccise a coltellate, verso l’ora di pranzo, nella loro abitazione.

A compiere la strage è stato lo zio della bambina, fratello di suo padre, che era stato invitato a pranzo dalla famiglia. Non è ancora chiaro il movente, ma pare che tutto sia avvenuto nel corso di una lite nata con la madre della bimba.

Alfred Melyshi, 24 anni, ha ucciso a coltellate le due donne e la bambina, poi ha tentato di togliersi la vita nello stesso modo, col risultato che invece di uccidersi si è soltanto perforato un polmone.

Articolo completo da CrimeBlog.It;

Continua il caso Marrazzo

27 ottobre 2009

Video Piero Marrazzo: trans, cocaina, altri due politici coinvolti?

di Gabriele Ferraresi

marrazzo video trans corrotti carabirnieri

La vicenda del video in cui Piero Marrazzo, il Governatore della Regione Lazio autosospesosi, appare insieme a un transessuale, continua a essere sulle prime pagine. Oggi saltano fuori nuove rivelazioni: prima di tutto, saltano fuori nuove cifre.

La prima, 5mila euro, è il prezzo pagato da Marrazzo per l’incontro con Natalì: un cifra enorme, per un incontro di sesso a pagamento con un transessuale.

Una cifra che potrebbe sottintendere altro; che fosse compreso lo stupefacente – ma anche lì: altro che i 10 grammi di consegna minima del defunto corriere Rino, di cui avevano parlato i trans della zona – che comunque Marrazzo non ha assunto, o che fosse compreso il silenzio, come più probabile, vista la delicatezza della situazione. E questa è la prima cifra.

La seconda, sono i 200mila euro, cui il prezzo cui il video era stato proposto a Chi, il settimanale di gossip di Alfonso Signorini, edito da Mondadori, e di cui tanto si scrisse su polisblog a riguardo del gossip ad uso politico. Prezzo definito “scandaloso”, ma di mercato, dallo stesso Signorini…

Articolo completo da GossipBlog;

Eccovi una merda d’uomo !

23 ottobre 2009

di Daniele Particelli

neonato

Abusa sessualmente della figlia da quando aveva due mesi: padre-orco 70enne condannato a 5 anni di carcere dal tribunale di Torino

Ce dicevo: “Se un giorno mi girano i c… te faccio finì in carcere. Poi se so’ accavallate un po’ de cose e a novembre so’ esplosa. La bimba per fortuna nun se ricorda niente. Ma io me so’ dovuta licenziare per non lasciarla sola con lui”.

A fare questa confidenza ad un amico è stata una donna di 47 anni, residente prima nel Torinese poi, come è ovvio dall’accento, a Roma. I fatti che racconta sono quelli di una lunga storia di abusi ai danni di sua figlia commessi dal marito settantenne.

L’uomo aveva l’abitudine di mettersi completamente nudo nel letto matrimoniale, accanto alla neonata. Poi infilava una mano nel pannolino della piccola e la accarezzava nelle parti intime. Altre volte sfregava il proprio organo sessuale contro il pannolino della bimba, procurandole arrossamenti e sanguinamenti vaginali.

Articolo completo da CrimeBlog.It;

Ricatto Marrazzo: filmato insieme ad un transessuale?

23 ottobre 2009

di Il Superficiale

piero marrazzo transessuale

Ve l’avevamo detto pochi minuti fa. Cominciamo già a trapelare le prime indiscrezioni sul filmato con il quale quattro carabinieri avrebbero tentato di estorcere 80.000 euro a Piero Marrazzo.

Secondo quanto riporta il quotidiano Libero, il Presidente della Regione Lazio sarebbe stato filmato in momenti di intimità con un transessuale.

Articolo completo da GossipBlog;