Archivio per la categoria ‘Wellness’

Siete golosi? È colpa dell’ormone!

14 May 2008

 Si chiama ‘grelina’ ed è la sostanza colpevole della nostra golosità: a scoprire l’azione ‘dispettosa’ di questo ormone, tanto importante per i nostri antenati preistorici perché ne favoriva la sopravvivenza inducendoli a mangiare anche cose che oggi ci farebbero ribrezzo.

E’ stata un’equipe della McGill University, in Canada, che ha pubblicato la sua scoperta sull’illustre rivista Cell Metabolism.

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Un chilo di spinaci al giorno e diventi Braccio di Ferro

14 May 2008

 Una volta si diceva che una mela al giorno levava il medico di torno, ora potremmo dire che un chilo di spinaci al giorno aumenta i muscoli (al corpo) intorno!

È la scoperta della Rutgers University nel New Jersey pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, aveva ragione Braccio di Ferro: gli spinaci fanno davvero diventare più forti, solo che per avere un beneficio sensibile andrebbero mangiati proprio in queste quantità.

Il responsabile di tutto ciò è un fitosteroide, cioè uno steroide di origine vegetale, capace di indurre uno sviluppo del 20% di fibre muscolari umane cresciute in provetta.

La sostanza si è rivelata avere una certa efficacia anche sui muscoli dei topolini che sono stati utilizzati in alcuni esperimenti a sostegno di questa tesi.

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Masturbarsi fa bene alla prostata

9 May 2008

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Oh, finalmente la notizia che tutti aspettavamo. Dimostrato che negli anni non siamo diventati ciechi e che ci vediamo benissimo, ci arriva la dritta che masturbarsi fa bene alla prostata.

Addio quindi ad imbarazzi e cose simili, facciamo un po’ come le nostre amiche che ormai non si vergognano di comprare vibratori al supermercato.

Sdoganata la pugnetta: la masturbazione fa bene alla prostata e riduce moltissimo il rischio di cancro, se fatta cinque volte alla settimana.

Softblog come valido aiuto alla prevenzione medica? Cosa ne dite, le infermiere le chiediamo all’Asl?

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“Le cellule grasse sono immortali”. Ecco perché è difficile perdere peso

5 May 2008

di SARA FICOCELLI

Aperta la strada a un nuovo modo di guardare all’obesità

CHI FIN da sempre ha qualche chilo di troppo e non riesce a perderlo può mettersi l’animo in pace: le cellule adipose sono immortali. O meglio: muoiono, ma subito vengono rimpiazzate da altre dello stesso tipo. Una ricerca svedese pubblicata su Nature afferma, infatti, che il numero degli adipociti, ovvero le cellule di grasso, rimane costante nell’organismo di un adulto per tutta la vita.

Le cellule che muoiono vengono subito rimpiazzate. Secondo Kirsty Spalding, del Karolinska Institute di Stoccolma, che ha studiato campioni di grasso prelevati attraverso la liposuzione sia da persone grasse che magre, il numero degli adipociti rimarrebbe lo stesso anche in adulti che sono diventati magri dopo aver perso parecchi chili.

Un risultato che lei e i suoi colleghi spiegano con il fatto che il livello di obesità è stabilito sia dalla combinazione tra il numero delle cellule di grasso e la loro grandezza, sia dallo stato degli adipociti, che nel corso della vita subiscono delle modificazioni a seconda della quantità di grasso assunta con il cibo.

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La sfida per allungare la vita. Nella fabbrica del cuore perfetto

29 April 2008

di ELENA DUSI

Il passato è fatto di medicine che controllano pressione e colesterolo. Il futuro, nel campo del cuore, vede sempre più concretamente geni e cellule staminali al centro della sua attenzione.

Se i farmaci ci hanno aiutato finora a ridurre la mortalità, nonostante il nostro sia uno dei paesi più anziani del mondo, le tecniche che annusiamo nel domani della scienza ci promettono di vedere una malattia prima ancora che arrivi - quando è ancora scritta solamente nei geni - e di curarla con tecniche che sempre più spesso escludono il bisturi (sonde che corrono nei vasi sanguigni e non lasciano ferite) o sostituiscono i tessuti consunti con cellule fresche.

“Un tempo i nostri strumenti erano stetoscopio e occhio clinico - racconta Ottavio Alfieri, responsabile del dipartimento cardio-toracico-vascolare del San Raffaele di Milano - mentre oggi abbiamo apparecchi che ci mostrano il cuore come se fossimo al suo interno.Risonanze magnetiche, tac, ecocardiografie tridimensionali. Difficilmente un particolare sfugge a questi strumenti. Fare una diagnosi oggi è diventato più semplice e i miglioramenti in questo campo sono continui”.

Articolo completo da Repubblica;

Processo alle vitamine: “Non allungano la vita”

18 April 2008

di ENRICO FRANCESCHINI

Scienziati divisi: alcune pillole possono essere dannose.
Gli antiossidanti non sono una bacchetta magica e non rimediano a una vita sregolata.

LONDRA - È uno dei riti della vita moderna, occidentale, politicamente corretta: insieme al jogging o alla palestra, a un’alimentazione sana o dietetica, a regolari checkup e analisi mediche, ingurgitare tutte le mattine un pugno di pilloline colorate, come prevenzione di malattie, disturbi e mali di ogni genere.

Adesso però un’autorevole ricerca scientifica avverte che integratori vitaminici e minerali, poiché di questo si tratta, non solo non allungano la vita ma sembrano addirittura accorciarla, aumentando il rischio di una morte precoce.

Detto in parole povere: le vitamine, in particolare la A e la E, non farebbero sempre bene al nostro organismo. Non sarebbero la panacea contro tutti i mali, bensì un medicinale da prendere con cautela, preferibilmente sotto controllo medico.

Sparata ieri in prima pagina dal quotidiano Daily Telegraph di Londra e rilanciata nei suoi notiziari radiotelevisivi dalla Bbc, questo è il tipo di notizie che fanno sobbalzare milioni di persone: una donna su tre e un uomo su quattro fanno uso di integratori vitaminici nel Regno Unito, per un totale di 12 milioni di abitanti, e in proporzioni analoghe in altri paesi occidentali.

Va subito sottolineato che non c’è assoluto accordo su un simile allarme: le associazioni dei produttori di vitamine e di altri integratori, qui e anche in Italia, smentiscono il parere della ricerca, definendola inutilmente “allarmistica”. Ma questo è comprensibile, dati gli enormi interessi economici di un mercato che vale, solo in Gran Bretagna, quasi mezzo miliardo di euro l’anno.

Il ministero della Sanità britannico, invece, appoggia in linea di massima i risultati dello studio, consigliando ai consumatori di evitare di prendere ampie dosi di integratori, cercando piuttosto di ricevere dal cibo le vitamine di cui la gente ha bisogno.

Articolo completo da Repubblica;

Una tazzina di caffè al giorno aiuta perché protegge il cervello

7 April 2008

ROMA - Il caffè - in piccole dosi, sia chiaro - fa bene alla salute. Renderà nervosi ma da recenti studi è emerso che protegge il cervello dall’Alzheimer.

E’ sufficiente una tazzina al giorno per contrastare gli effetti deleteri di un colesterolo in eccesso, tutelando il sistema fisiologico di controllo degli scambi fra il sangue, l’encefalo, il liquor cerebrospinale e la barriera ematoencefalica, che finisce per perdere colpi quando la malattia neurodegenerativa inizia ad avanzare.

La ricerca che ne parla è pubblicata sul Journal of Neuroinflammation. Vi si legge che il caffè nelle giuste dosi fa da scudo proteggendo il cervello dai danni che può causare un elevato tasso di colesterolo (e tra questi danni il peggiore è l’Alzheimer).

I ricercatori della University of North Dakota School hanno somministrato una dose di tre milligrammi di caffeina al giorno a dei conigli, nutriti con una dieta ricca di grassi.

Dopo dodici settimane i test di laboratorio hanno evidenziato come gli animali che avevano ingerito della caffeina mostravano una barriera ematoencefalica migliore rispetto ai conigli del gruppo di controllo.

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Ginnastica casalinga: Guarda il filmetto e fatti gli addominali da urlo!

31 March 2008

Dopo le lezioni di yoga on-line di cui vi avevo parlato in prcedenza, ecco un bel video che ci guida nell’esecuzione degli addominali.

Preferite i cibi grassi? È ‘colpa’ del cervello

31 March 2008

Mangereste solo pasta, torte, pizza, cioè, traducendo, zuccheri, carboidrati, grassi? Non dovrete più sentirvi in colpa, sembra infatti, che il vero colpevole sia il vostro cervello, che possiede una sorta di ‘sesto senso’ che davvero non potete controllare.

Sembra che questo ‘istinto’ ci porti alla scelta di cibi iper-calorici, gli unici in grado di attivare la sensazione di ricompensa cerebrale che ci fa stare così bene.

A fare la sensazionale scoperta alcuni medici della Duke University negli Usa, che hanno pubblicato lo studio sulla rivista Neuron nell’ambito della ricerca sulle cause della dilagante obesità.

Gli esperimenti in laboratorio sono stati condotti su topi geneticamente modificati in modo che non sapessero riconoscere il sapore dolce.

Sono stati quindi sottoposti a una scelta tra acqua zuccherata e acqua dolcificata con dolcificanti chimici: nonostante non fossero in grado di riconoscere il sapore sono andati ‘istintivamente’ verso il bicchiere con acqua e zucchero.

Il significato di questa rilevazione è presto detto: il cervello non sceglie in base al sapore, bensì in base al contenuto calorico dei cibi, in modo da garantirsi, in qualche modo, la sopravvivenza.

Un elemento chiave del processo pare sia la dopamina, che non a caso è nota come l’ ‘ormone del benessere’.

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Non riesci a dormire? Prova con il formaggio fresco

20 March 2008

 Sono ben 12 milioni gli italiani che soffrono d’insonnia, per i quali materasso e cuscino non significano il giusto, meritato riposo, ma solo ore in cui ci si gira su un fianco e poi sull’altro e si diventa sempre più stanchi.

Coldiretti ha pensato a tutti loro e ha diffuso un vademecum di consigli alimentari per migliorare quantità e qualità del sonno.

Secondo gli esperti, per dormire bene, la sera a cena bisogna evitare i cibi con sodio in eccesso e privilegiare quelli che contengono l’aminoacido triptofano, che aiuta la sintesi della serotonina, sostanza che agevola il rilassamento.

In pratica: sì a pane, pasta, riso e orzo, a verdure come lattuga, zucca, rape, cavoli, radicchio e aglio, a uova bollite e a frutta dolce.

Da evitare, invece, scatolame, minestre con dado, salatini, condimenti piccanti a base di pepe, curry e paprika, ma anche a cioccolato, caffè, thè e cacao che contengono caffeina e meglio bandire anche i superalcolici che, se non tolgono il sonno, regalano però un brutto risveglio.

Un vero toccasana (lo vediamo i molti film americani in effetti) sembra sia bere un bicchiere di latte caldo prima di coricarsi: riduce l’acidità gastrica, spesso colpevole dell’insonnia, ma va bene anche il consumo di formaggio fresco e yogurt che diminuiscono il nervosismo.

Un dolcetto ricco di carboidrati, infine, può funzionare da potente antistress, e magari, accompagnato da un infuso o una tisana zuccherata con miele, donano relax e conciliano il riposo. Sogni d’oro!

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