Il Cern: “Nessun danno rilevante”
Il centro di Ginevra rassicura: “Abbiamo diversi livelli di sicurezza”
La pagina modificata dagli Hacker

GINEVRA - L’esperimento di fisica più costoso e ambizioso della storia continua a far parlare di sé. Dopo la sventata minaccia della creazione di buchi neri con conseguenti scenari apocalittici, il Large Hadron Collider di Ginevra torna alla ribalta per essere stato attaccato, con successo, da un gruppo di hacker greci.
La denuncia. La notizia della violazione dei sistemi informatici del Cern arriva dalle pagine del quotidiano inglese Telegraph. Proprio mentre tutto il mondo teneva le dita incrociate per i primi passaggi di particelle nel sottosuolo svizzero, il “Greek security team” (Gst) riusciva ad accedere ai server dell’esperimento Cms (che insieme ad Atlas è a caccia del Bosone di Higgs), modificandone la home page pubblica (http://cmsmon.cern.ch) con una “personalizzata”.
Nella nuova pagina il Gst ricordava agli scienziati di “non combinare pasticci”, evidenziando come la sicurezza del centro di ricerca nucleare europeo abbia numerose lacune.
Articolo completo da Repubblica;
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Hacker pungono i server del CERN
di Giacomo Dotta
Un gruppo di hacker ellenici ha affondato un server del CERN ospitante un sito legato al progetto Large Hadron Collider. Nessun rischio per il noto acceleratore, ma l’intento dimostrativo dell’attacco ha sortito forte effetto mediatico in tema sicurezza
Se l’homepage di un sito correlato al progetto Large Hadron Collider viene hackerata, in generale è possibile dire che di pericoli non ve ne sono. Se il server del sito viene a cadere, ciò non significa che dovranno cadere i server specificatamente dedicati al progetto.
Se l’homepage del progetto più discusso al mondo in questo periodo viene modificata da una persona esterna, però, l’impatto mediatico è sicuramente forte. Per gli hacker, insomma, si è trattato di un colpo andato a segno nel migliore dei modi: l’esperimento sui buchi neri ha dimostrato che un buco, quantomeno uno, c’è stato.
Articolo completo da WebNews;
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Violato un server web del progetto LHC
di Michele C. Soccio

CMS LHC CERN
Del Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle più grande del mondo, se ne è parlato parecchio, soprattutto quando i catastrofisti di turno hanno paventato addirittura un eventuale buco nero (siamo ancora qui, giusto?).
Un gruppo di hacker, che si riconosce sotto il nome di Greek Security Team, ha effettuato il defacement di uno dei server che ospita uno dei siti web relativi al CMS (Compact Muon Solenoid), già utilizzato durante il 2007 e alla base di alcuni dei vari esperimenti che verranno svolti nell’immenso anello di collisione.
Articolo completo da OneItSecurity;