PHP decoder

Archivio per la categoria ‘Astronomia, Medicina e Scienza’

Un asteroide ha sfiorato la Terra

12 novembre 2009

È passato a soli 14 mila chilometri dal nostro pianeta, cioè 30 volte più vicino rispetto alla Luna

foto tratta da GirlPower

LONDRA – Nessuno se ne accorto ma il 6 novembre scorso alle 22.30 ora italiana, il nostro pianeta ha scampato un bel pericolo. Un asteroide (2009 VA) di 7 metri di diametro è passato ad appena 14 mila chilometri dalla Terra, cioè 30 volte più vicino a noi rispetto all’orbita della Luna che si trova a 400 mila chilometri di distanza.

In realtà non è detto che l’impatto avrebbe provocato cataclismi: probabilmente l’asteroide se fosse penetrato nell’atmosfera si sarebbe disintegrato causando uno spettacolare vampata visibile in tutto il mondo.

Articolo completo da Corriere della Sera;

Il vero ‘Mistero’ è come mai a Ruggeri fanno fare ancora puntate di Mistero …

2 novembre 2009

Apollo 20, la missione top secret per recuperare un’astronave aliena

di Paolo Attivissimo, con il contributo di Hammer, Trystero e Domenico.
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Circolano da tempo, soprattutto su Internet, tesi secondo le quali vi sarebbe stata una missione Apollo segreta, denominata Apollo 20, svolta congiuntamente da astronauti statunitensi e cosmonauti sovietici per recuperare un’astronave extraterrestre scoperta sulla Luna.

La storia è stata recentemente ripescata dalla trasmissione Mistero (Italia 1) e segnalata da Flavio Vanetti sul Corriere della Sera.

Secondo la narrazione di tale William Rutledge, che asserisce di essere stato uno degli astronauti di questa missione insieme all’americana Leona Snyder e al russo Alexei Leonov, un vettore Saturn V sarebbe partito di nascosto nel 1976 dalla base militare di Vandenberg, in California, diretto verso la faccia non visibile della Luna. Là, infatti, le ricognizioni dell’Apollo 15 avevano scoperto un gigantesco vascello alieno.

Articolo completo da ComplottiLunari;

Il primo volo del successore degli Shuttle

29 ottobre 2009

di Giovanni Caprara

Dovrebbe portare gli astronauti sulla stazione spaziale e in futuro sulla Luna

(Reuters)

(Reuters)

MILANO – Il razzo che dovrebbe sostituire lo Shuttle per portare in orbita gli astronauti americani ha compiuto il suo primo collaudo ieri nel cielo di Cape Canaveral. Ares 1-X, così è stato battezzato, ha volato per soli sei minuti tracciando una grande parabola prima di finire nell’oceano Atlantico a 250 chilometri di distanza.

Il balzo nell’atmosfera sino a 45 chilometri d’altezza potrà sembrare poca cosa ma è servito per collaudare una serie di tecnologie che serviranno nella prosecuzione del programma della Nasa. Il quale ha, fino a questo momento, l’obiettivo di tornare sulla Luna per il 2020.

Il grande razzo bianco alto cento metri è decollato alle 11.30 di Cape Canaveral ed è il primo nuovo razzo a partire dalla storica base dopo il primo volo dello shuttle compiuto il 12 aprile 1981.

Articolo completo da Corriere della Sera;

Aquiloni a turbina sotto i mari per produrre energia con le correnti

27 ottobre 2009

Interessato il ministero dell’Energia britannico: un kW costerebbe tra 0,06 e 0,14 euro

In inglese si chiama serendipity, in italiano coincidenza. Cioè si sta cercando qualcosa in un certo campo, quando si scopre che invece funziona in tutt’altra direzione. È quanto avvenuto alla Minesto, compagnia del gruppo svedese Saab. Gli ingegneri stavano studiando un aquilone a turbina per produrre energia con il vento, quando si sono accorti che l’apparecchio sarebbe stato molto più efficiente immerso nel mare, dove l’acqua è 832 volte più densa dell’aria.

IN ACQUA – Detto e fatto: Green Deep è stato convertito dall’aria all’acqua. Si tratta di una turbina sorretta da un’ala dal peso totale di 7 tonnellate che, ancorata con un cavo al fondale marino a 60-150 metri di profondità, fluttua descrivendo una traiettoria a forma di 8 orizzontale, come il simbolo dell’infinito. Il processo avviene in due fasi.

Nella prima si aumenta la velocità del flusso che entra nella turbina. Quando la marea colpisce l’ala, questa di abbassa creando una forza ascendente e con la traiettoria a 8 rovesciato la velocità del flusso è aumentata di dieci volte.

Nella seconda fase si utilizza un generatore per convertire l’energia cinetica in elettricità. Secondo la Minesto dopo sole tre settimane l’aquilone sottomarino ha già recuperato l’energia spesa per realizzarlo, contro gli 8 mesi che servirebbero se fosse utilizzato in aria. Ogni aquilone ha una potenzialità di 500 kW. Ogni kilowattora viene prodotto a un costo di 0,09-0,20 dollari (0,06-0,14 euro).

Articolo completo da Corriere della Sera;

Il supercomputer Roadrunner a caccia di materia oscura

27 ottobre 2009

di Gabriele De Palma

Pronto all’uso il supercomputer più veloce del mondo, che occupa 560 metri quadrati di spazio


Il supercomputer Roadrunner

MILANO – Gli astrofisici negli ultimi anni hanno fatto enormi passi avanti nella comprensione dell’universo, eppure resta ancora ignoto oltre il 90 per cento della materia e dell’energia che lo compongono. L’ignoto ha però un nome, anzi due: materia oscura (il 22 per cento del totale) ed energia oscura (il 74 per cento del totale).

Nel tentativo di capirci qualcosa di più, e per superare le limitazioni dell’indagine «a vista» effettuata grazie ai telescopi, ci si affida alle simulazioni virtuali con la speranza che partendo dall’analisi del noto si possa giungere alla comprensione del tutto. Da oggi, grazie alle ultime migliorie apportate al supercomputer più grande del mondo, c’è qualche speranza in più di progredire sulla strada della conoscenza.

Articolo completo da Corriere della Sera;

Scoperto un buco sulla Luna

26 ottobre 2009

di Giovanni Caprara

 

L’ha individuato una sonda giapponese. Sarà la futura abitazione per gli astronauti?

MILANO – Hanno trovato un buco sulla Luna e lo hanno fotografato. È il primo ad essere scoperto dopo anni di ipotesi e ricerche sulle fotografie raccolte in quasi mezzo secolo di esplorazioni spaziali. A riuscirci è stata la sonda giapponese Kaguya che per due anni, e sino al giugno scorso, ha ripreso in continuazione mari e valli seleniche.

Un apposito team di planetologi della Jaxa, l’agenzia spaziale nipponica, era al lavoro proprio con questo fine: trovare buchi lunari. E ci sono riusciti aprendo un interessante panorama di possibilità per quanto riguarda i piani della colonizzazione di cui si parla sempre più insistentemente.

FUTURA RESISDENZA?
Questo interesse, oltre ad essere legato alla decifrazione della geologia lunare e alle caratteristiche del sottosuolo, mira già ad un’importante applicazione. Quella di trasformare questi buchi in residenze per gli astronauti nella colonia lunare a cui si sta pensando. Sulla Luna c’è il problema delle radiazioni dalle quali gli esploratori dovranno difendersi.

Articolo completo da Corriere della Sera;

Creato un buco nero in laboratorio

24 ottobre 2009

di Giovanni Caprara


foto tratta da La Provincia – Venezia

È stato realizzato da ricercatori della Southeast University di Nanchino, in Cina

MILANO – Sembrava solo un esercizio teorico quando all’inizio dell’anno due ricercatori proponevano la creazione di un buco nero in laboratorio. Ora Tie Jun Cui e Qiang Cheng della Southeast University di Nanchino (Cina) lo hanno realizzato tra la meraviglia degli stessi teorici.

La realizzazione è interessante per le prospettive pratiche che già si immaginano. Quando Evgenii Narimanov e Alexander Kildshev della Purdue University nell’Indiana (Usa) lo ipotizzavano partivano dall’idea di riprodurre le stesse proprietà di un buco nero cosmico nel quale un’intensissima forza di gravità piega lo spazio-tempo circostante impedendo che anche la luce sfugga.

E calcolavano anche come costruire uno strumento che materializzasse il loro sogno: in pratica una struttura di elementi cilindrici concentrici con un cuore centrale. Essi avrebbero avuto la capacità di concentrare l’energia luminosa nel cuore, intrappolandola proprio come fanno i mostri del cielo.

MICROONDE INVECE DI LUCE -

Articolo completo da Corriere della Sera;

La mano bionica che «sente» la presa

22 ottobre 2009

di Ketty Areddia

Un giovane svedese è stato il primo a sperimentare l’arto artificiale dotato di tatto

MILANO – Amputato alla mano, a causa di un grave tumore al polso, Robin af Ekenstam, un giovane svedese, ha esultato quando la sua mano artificiale ha avvertito di nuovo le sensazioni di presa, spinta e tatto.

Per la prima volta, un team europeo di svedesi dell’università di Lund e italiani della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (oltre che irlandesi, danesi e israeliani) ha messo a punto una mano artificiale completa di tatto: la SmartHand. Finora, la robotica aveva inventato arti elettronici che, per quanto precisi, erano poco più che pinze mosse dalla contrazione dei muscoli del braccio.

Oggi, invece, grazie ad alcuni sensori (40 per la precisione) e a quattro piccoli motori elettrici, le dita artificiali restituiscono al cervello la sensazione di spinta e la consistenza di un oggetto.

MOVIMENTO PIÙ CONTROLLATO – «È incredibile, quando afferro un oggetto duro riesco a sentirlo sulla punta delle dita, ed è strano visto che le dita non le ho più – ha commentato entusiasta Robin quando ha indossato la nuova mano -.

Riesco anche a controllare molto meglio il mio movimento, visto che percepisco meglio quello che sto facendo». Spiega il meccanismo Christian Cipriani, ingegnere dell’Arts Lab di Pisa, guidato dalla professoressa Maria Chiara Carrozza: «Noi del Sant’Anna abbiamo sviluppato la mano robotica, un sistema in grado di afferrare gli oggetti e allo stesso tempo con un elevato numero di sensori, che rilevano la posizione delle dita (detta propriocezione) e misurano le interazioni con il mondo esterno.

Quello che è cambiato rispetto alle mani robotiche inventate finora, è l’interfaccia sensoriale. Abbiamo, cioè applicato al moncone dei micromotori primordiali che, ad esempio, appena la mano artificiale tocca una bottiglia, spingono a livello superficiale su alcuni punti dell’arto cosiddetto “fantasma” e inviano così al cervello la sensazione del tatto».

Articolo completo da Corriere della Sera;

Ecco il ventilatore senza pale

14 ottobre 2009

di Elmar Burchia

Il meccanismo del «Dyson Air Multiplier» (dal web)

È un grosso anello di plastica su un piedistallo che produce una corrente d’aria fresca nell’ambiente

MILANO – Il ventilatore del futuro sarà senza pale. Quello che sembra un paradosso è invece l’ultimo prodotto sviluppato dal noto inventore sir James Dyson.

Dopo aver progettato e commercializzato con un discreto successo la «scopa elettrica – senza sacchetto», il 62enne britannico ha presentato ora il «Dyson Air Multiplier»: un ventitalore senza ventole, 15 volte più efficiente di quelli tradizionali, sicuro e «semplicissimo da pulire».

Gli ingegneri di Dyson hanno impiegato quattro anni di studi per sviluppare e applicare una tecnologia completamente nuova.

QUANTO COSTA ?

Articolo completo da Corriere della Sera;

Lo scanner di Atto di Forza giunge in aeroporto

14 ottobre 2009

di Dario D’Elia

Lo scanner a raggi-X mostrato nel film Total Recall (Atto di Forza) è già funzionante nell’aeroporto di Manchester.

Ovviamente la versione installata nel Terminal 2 è stata totalmente spogliata di ogni vezzo cinematografico: si tratta semplicemente di una stanzetta, che ricorda uno spogliatoio.

scanner full body machester
Lo scanner dell’aeroporto di Manchester

Ai viaggiatori viene richiesto di entrare e stazionare con i piedi su due orme disegnate. In pochi secondi un ufficiale addetto al controllo, situato in un ufficio di un’altra area, analizza su un monitor i risultati della scannerizzazione a raggi-X.

Il risultato grafico è una visione a schermo intero del corpo del viaggiatore, spogliata di ogni abbigliamento.

Articolo completo da Tom’s Hardware;