Archivio per la categoria ‘Astronomia, Medicina e Scienza’

I satelliti - L’altitudine

3 February 2010

di TecnoMan

Osservandoli dalla Terra, i satelliti appaiono orbitare a diverse bande di altitudine, tanto che si può pensare ad un satellite in funzione a quanto dista da noi. Procediamo quindi dal più vicino al più lontano, ecco i tipi di satelliti che orbitano intorno alla Terra.

  • Satelliti - Da 80 a 1200 miglia – orbite asincrone
  • Dalle 3000 alle 6000 miglia – orbite asincrone
  • 22,233 Miglia - orbite geostazionarie

Articolo completo da EmcElettronica;

NASA: Spirit è paralizzato

28 January 2010

di Alfonso Maruccia


foto tratta da SundayMercury

L’agenzia spaziale statunitense rinuncia a liberare il rover dalle infide sabbie marziane e parla di una fase due. In cui Spirit servirà da strumento scientifico stazionario

Roma - “Questo non è un giorno di lutto per Spirit”, precisa il direttore del Mars exploration program Douglas McCuistion, anche se è chiaro che l’ottimismo non regna sovrano alla NASA.

Dopo mesi di tentativi inutili, l’agenzia spaziale USA ha finalmente abbandonato l’idea di liberare il rover dalle sabbie che lo tengono imprigionato e annuncia: con un po’ di fortuna Spirit continuerà a sondare Marte anche da fermo.

Spirit, a ben guardare, è già un sopravvissuto prima ancora di quest’ultimo, paventato colpo di coda come stazione scientifica stazionaria: progettato per una missione che sarebbe dovuta durare tre mesi, il rover ha solcato i mari sabbiosi di Marte per “sei anni di esplorazioni senza precedenti”.

Approdato sul pianeta rosso il 4 gennaio del 2004 con breve anticipo sul gemello “Opportunity”, Spirit ha perso per strada due delle sue sei ruote fino a incagliarsi in una trappola sabbiosa senza via d’uscita.

Articolo completo da Punto Informatico;

Solar Impulse, Aereo ad energia solare: gli svizzeri vogliono farci il giro del mondo

27 January 2010

di Edi82

solar impulse, il giro del mondo in aereo ad energia solare

Il particolare guanto di sfida viene lanciato da uno scienziati svizzero, il cinquantunenne Bertrand Piccard, che ha in programma di effettuare praticamente il giro del mondo a bordo del suo aereo alimentato ad energia solare, presentato ufficialmente in occasione di una cerimonia tenutasi a Duebendorf vicino Zurigo nel mese di Giugno dello scorso anno, volando per un periodo compreso tra i 20 e i 25 giorni ad una media di circa 70 km per ora.

L’obiettivo principale è ovviamente quello di cercare di dimostrare che, sfruttando energie alternative, si ha la possibilità di volare senza alcun limite. Come intuibile siamo di fronte ad una figura carismatica: uno scienziato fuori dagli schemi e davvero attivista nel campo della ricerca delle energie rinnovabili.

Articolo completo da EmcElettronica;

Laboratori orbitanti privati e router spaziali

26 January 2010

di Alfonso Maruccia


foto tratta da Inchiostro.UniPV

Lo spazio interessa tutti. Non solo a NASA che pensa a veivoli monoposto, ma anche ai privati. Che progettano stazioni spaziali. O che, come fa Cisco, mandano router dove mai nessuno è mai giunto prima

Roma - Circolata per anni e decenni nell’immaginario collettivo grazie all’entertainment, l’idea di un velivolo monoposto è recentemente entrata a far parte dei potenziali progetti di NASA, grazie alla presentazione di un design sperimentale durante il meeting della American Helicopter Society che si è tenuto a San Francisco il 20 gennaio.

Ideato dall’ingegnere aerospaziale Mark D. Moore, il mezzo presentato all’AHS si chiama Puffin e misura 3,6 metri di lunghezza per 4,4 metri di larghezza, ali laterali incluse. Puffin pesa 136 chilogrammi (pilota escluso) ed è dotato di due motori elettrici, caratteristica che giova a favore della bassa rumorosità e della sostenibilità ambientale dell’aggeggio.

Articolo completo da Punto Informatico;

La sonda Voyager NASA fa un scoperta interstellare

25 January 2010

Schema della sonda Voyager 2
Schema della sonda Voyager 2
foto tratta da Racine

Il Voyager vola attraverso i confini esterni dell’eliosfera, esce dal sistema solare e fa rotta verso lo spazio interstellare. Un forte campo magnetico, però gli si para davanti: il sistema solare starebbe, quindi, attraversando una nube interstellare che, dice la fisica, non dovrebbe esistere.

Un team di scienziati sul numero 24 di Nature del mese di dicembre rivelano come si possa dare una risposta plausibile per risolvere tale mistero. Il tutto sfruttando i dati inviati delle navicelle spaziali della NASA Voyager1 e Voyager2, che esplorano lo spazio e sono ormai fuori dal sistema solare.

“Utilizzando i dati inviati dalla sonda Voyager della NASA, abbiamo scoperto un forte campo magnetico, appena fuori del sistema solare”, spiega l’autore Merav Opher, uno dei NASA Heliophysics Guest Investigator alla George Mason University. “Questo campo magnetico tiene insieme una nube interstellare e questo dato, questa scoperta, risolve il rompicapo di lunga data su come possa esistere tale nube interstellare”.

La scoperta fatta dal Voyager della NASA ha implicazioni per quel che riguarda le ipotesi sul futuro del nostro sistema solare: alla fine andrà a sbattere contro le altre nubi interstellari simili a quella scoperta e che si trovano nella nostra galassia, la Via Lattea. Gli astronomi e gli scienziati che la studiano chiamano la nube verso cui il sistema solare sta correndo con il nome di Nube Interstellare Locale o, usando un’espressione più corta “Local Fluff”.

Articolo completo da EmcElettronica;

Scienza, astronomia spettacolare

24 December 2009

Tutto l’universo conosciuto. Animazione in scala degli orizzonti cosmici

Articolo completo da Il Disinformatico;

Cura istantanea per megalomani

Articolo completo da Il Disinformatico;

La mano bionica che ‘parla’ con il cervello

2 December 2009

Impiantata su un italo-brasiliano, gli permette di controllare il movimento e ricevere stimoli sensoriali.

La mano bionica realizzata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (Ansa)

MILANO - La mano bionica è una realtà: il modello messo a punto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e impiantato su un giovane italo-brasiliano nell’università Campus Biomedico di Roma funziona. Nel senso che l’uomo riesce a comandare l’arto con il cervello.

COME FUNZIONA - La mano bionica ha cinque dita indipendenti e dialoga con il cervello per mezzo di quattro elettrodi impiantati nel polso e nell’avambraccio. In questo modo l’uomo non soltanto controlla il movimento, ma riceve stimoli sensoriali.

È il frutto di un grande progetto, chiamato “LifeHand”, che prevede impianto e sperimentazione di interfacce neurali su un soggetto amputato al braccio, finanziato con fondi europei per circa due milioni in cinque anni.

I quattro elettrodi, messi a punto dall’azienda tedesca Ibmt, sono stati impiantati su due nervi del braccio: sono minuscoli filamenti flessibili e biocompatibili spessi 10 milionesimi di millimetro (nanometri) e lunghi 180 nanometri.

Ognuno di essi ha otto canali (localizzati su altrettanti siti in paltino) che permettono il passaggio dei segnali fra cervello e mano. Di conseguenza il dialogo cervello-mano avviene grazie a 32 canali.

Articolo completo da Corriere della Sera;

Torna a vedere grazie all’occhio bionico

30 November 2009

A Peter Lane, cieco da quasi 30 anni, è stato impiantato uno speciale ricevitore nella retina.

Peter Lane
Peter Lane

MILANO - Il cinquantunenne inglese Peter Lane, cieco da quando era poco più che ventenne, è entusiasta dei risultati finora raggiunti dopo l’intervento chirurgico al quale si è sottoposto. L’uomo, non vedente a causa di una malattia genetica degenerativa, ora riesce a distinguere i contorni delle porte e del mobilio e a leggere brevi parole grazie a una telecamera montata su un paio di occhiali che registra per lui tutto ciò che è davanti ai suoi occhi.

IL PERCORSO DELLE IMMAGINI - La videocamera cattura le immagini e le invia a un processore video che il signor Lane porta alla cintura. A sua volta, il processore converte le immagini in segnali elettronici che manda a un trasmettitore anch’esso posto sugli occhiali. Da qui parte un segnale wireless che raggiunge un ricevitore impiantato nella retina, il quale attraverso degli elettrodi stimola il nervo ottico e consente al cervello di ricevere le immagini.

Articolo completo da Corriere della Sera;

Fibre fotovoltaiche, pannelli solari spaziali

27 November 2009

di Alfonso Maruccia

foto tratta da TinyPic

I vecchi pannelli mandati in pensione da fasci di filamenti di vetro. Almeno nelle speranze di università e di qualche azienda lungimirante. Ma in Giappone sognano anche installazioni in orbita: entro il 2030, ci sono già gli appalti assegnati.

Roma - La “rivoluzione verde” dei pannelli solari deve ancora dare i suoi frutti, ma già i ricercatori sono all’opera per progettare tecnologie che vadano oltre: soluzioni “alternative” che vorrebbero rimediare alle supposte controindicazioni poste dall’installazione obbligata dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle case e altrove.

“Nessuno vuole acquistare una macchina grande, belle ed elegante con un grosso pannello solare sul tetto”, dice infatti Zhong Wang del Georgia Tech, e in questa e altre occasioni la soluzione sarebbe quello che Wang e colleghi descrivono come il primo sistema di “pannelli solari” in 3D mai sviluppato. Un sistema che in pratica sostituisce i succitati pannelli con un buon numero di fibre ottiche ricoperte di ossido di zinco, “tirate” dal tetto sino ai dispositivi a cui fornire energia elettrica.

Articolo completo da Punto Informatico;

Come funziona l’energia nucleare

20 November 2009

Come funziona l’energia nucleare e come il processo di produzione dell’energia nucleare nei nuovi reattori autofertilizzanti può produrre meno materiali di scarto radioattivi.

L’energia nucleare

Con il termine energia nucleare ci si riferisce alla produzione di energia come risultato della fissione di particelle atomiche di materiale radioattivo, come l’uranio. L’energia rilasciata dalla fissione delle particelle crea una scarica che viene incanalata in diverse turbine per produrre elettricità.
Per essere più specifici, la fissione è il processo che divide una singola particella atomica, bombardandola con neutroni, per creare una grande massa di energia risultante dal processo di rottura.

Da non confondere con la fusione, in ogni caso, perché la fusione è il processo che combina le molecole in un’altra sostanza. I reattori nucleari sono centrali specializzate che utilizzano materiali come l’uranio per generare elettricità forzando verso le turbine il percorso delle scariche di calore ed energia generate. In molti casi, i reattori che producono energia nucleare sono molto simili ad altre centrali energetiche esistenti in giro per il mondo. Utilizzano soltanto un differente materiale come carburante.

I carburanti principali per i reattori nucleari sono l’uranio 235, il plutonio 239 e l’uranio 238. Di questi tre, l’unico materiale naturalmente disponibile è l’uranio 235, mentre gli altri sono differenti isotopi o variazioni di un determinato minerale.

Un isotopo è un composto molecolare che ha delle lievi differenze rispetto all’elemento atomico di base, come un numero maggiore o minore di elettroni o neutroni nel suo nucleo. Questi isotopi posso avere diverse proprietà e possono essere utili per generare diverse quantità di energia. Questi tre differenti composti sono usati come carburante per i reattori nucleari perché risultano altamente fissabili e di conseguenza ottimi per produrre grandi quantità di energia nucleare utilizzando meno materiale possibile.

Tra questi tre composti, il materiale più difficile da utilizzare come carburante è l’uranio 238. I nuovi “reattori autofertilizzanti veloci” però hanno la capacità di lavorarlo in maniera più efficace grazie alla facoltà di bombardare le barre d’uranio con neutroni ad alta velocità per penetrare e rompere il nucleo dell’uranio 238. Il 99.3 per cento dell’uranio estratto è uranio 238, questo rende i nuovi reattori autofertilizzanti fino a sessanta volte più efficienti delle vecchie centrali nucleari.

I nuovi reattori autofertilizzanti producono energia nucleare riducendo gli scarti

Articolo completo da EmcElettronica;