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Archivio per la categoria ‘PeerToPeer’

Tribunale di Roma: l’IP non basta per “incriminare” i navigatori che scaricano file illegali

22 giugno 2009

di Giuseppe Cutrone

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Importante sentenza del Tribunale di Roma che, chiamato a dirimere la questione relativa alle accuse mosse da alcuni rappresentanti dell’industria discografica verso una signora romana, ha deciso che non è sufficiente conoscere l’indirizzo IP di un utente per identificare con certezza chi sia stato a commettere un eventuale atto illecito inerente lo scaricamento di materiale protetto.

Una sentenza che, è bene precisarlo, è limitata al caso in questione e non ha quindi carattere generico, ma ciò che è importante è che la Corte, in questo caso, sembra aver usato una certa dose di “senso di responsabilità”, evitando di procedere “alla leggera”, come invece spesso capita in casi in cui si tratta, nelle aule giudiziarie, di filesharing e simili.

La Corte romana ha quindi dato rilievo al fatto che essere titolari di una connessione Internet, per mezzo di cui si è scaricato o condiviso materiale illegale, non implica automaticamente che la responsabilità penale di tale comportamento sia a proprio carico.

Articolo completo da OneP2P;

L’HADOPI è incostituzionale (vorrei vedere)

11 giugno 2009

La dottrina Sarkozy è incostituzionale

di Gaia Bottà

Roma – La ghigliottina è stata disinnescata: il Consiglio Costituzionale francese ha stabilito che il testo della dottrina Sarkozy non è compatibile con il dettato della Costituzione. Le disconnessioni non si abbatteranno sul capo dei cittadini della Rete colti dall’industria nello scambio di contenuti senza l’autorizzazione del detentore dei diritti.

Sono stati respinti i cardini della Loi Création et Internet: HADOPI, l’autorità indipendente incaricata di giudicare i cittadini della rete individuati dall’industria dei contenuti con la mediazione dell’indirizzo IP, e le disposizioni con cui si attribuiscono ad HADOPI il compito di vigilare e disconnettere rappresenterebbero una violazione dei diritti dei cittadini francesi. Per questo motivo gli articoli del testo di legge che introducevano queste misure sono stati stralciati dalle autorità.

Articolo completo da Punto Informatico;

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Parigi, cilecca sul terzo colpo

di Gaia Bottà

Roma – Internet è un diritto fondamentale del cittadino: per questo motivo un’autorità indipendente non potrà disporre il taglio delle connessioni nel nome della tutela del diritto d’autore. La dottrina Sarkozy, approvata dal legislatore francese, è stata respinta dal Consiglio Costituzionale.

Il suo testo definitivo approvato dal legislatore francese calpesta i diritti dei cittadini della rete.

Il vaglio di costituzionalità era stato richiesto da una frotta di deputati socialisti dopo una travagliata approvazione del testo da parte dell’Assemblea Costituzionale e del Senato.

La legge, fortemente voluta dal Presidente Sarkozy, intendeva rispondere alla condivisione illecita di operare protette dal diritto d’autore con quello che il ministro della Cultura Christine Albanel aveva definito approccio pedagogico: l’industria dei contenuti avrebbe scandagliato i circuiti del P2P alla ricerca di indirizzi IP che si macchiassero delle violazioni, indirizzi IP consegnati ai fornitori di connettività affinché venissero tradotti nel nome dell’abbonato.

L’abbonato, responsabile di vigilare sull’uso della connettività fatto del proprio nucleo familiare, dai propri colleghi, da anonimi piggybacker, sarebbe stato bersaglio di missive deterrenti inviate dagli ISP, investiti del compito dall’HADOPI, l’autorità indipendente istituita per giudicare i netizen.

Il terzo movimento della risposta graduale sarebbe stato il taglio della connettività, inferto all’abbonato recidivo senza che si potesse svincolare del contratto e dal pagamento: una misura dissuasiva, si stimava, su cui l’HADOPI si sarebbe dovuta esprimere un migliaio di volte al giorno.

L’abbonato non avrebbe avuto la possibilità di contestare la sanzione: solo dopo la disconnessione avrebbe potuto battere la strada del ricorso.

Articolo completo da Punto Informatico;

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Dottina Sarkozy, le lettere non bastano

di Gaia Bottà

Roma – Comunicare agli utenti che l’indirizzo IP correlato al proprio abbonamento sia stato colto a violare il diritto d’autore non sarebbe una misura efficace per dissuadere i condivisori. Ad aver sondato il terreno è una ricerca commissionata a Entertainment Media Research dallo studio legale Wiggin, condotta su un campione di 1500 cittadini della rete britannici.

Una risposta graduale alla condivisione illegale di contenuti online che non culmini nelle disconnessioni non farebbe paura ai cittadini della rete. Solo il 33 per cento degli intervistati ha dichiarato che smetterebbe di attingere ai contenuti che rimbalzano in rete senza il consenso dei detentori dei diritti nel momento in cui ricevesse una comunicazione inviata dal proprio provider e innescata da un rastrellamento di indirizzi IP da parte dell’industria dei contenuti.

Diverso l’atteggiamento fotografato lo scorso anno da un’altra ricerca condotta dalla stessa Entertainment Media Research: il 70 per cento della platea dei netizen britannici aveva mostrato di lasciarsi intimorire dalla semplice missiva dell’ISP. Ma il dibattito sulla risposta graduale alla pirateria allora era solo agli albori: il Regno Unito auspicava di far desistere con questo strumento 8 condivisori su 10.

Articolo completo da Punto Informatico;

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La dottrina Sarkozy è incostituzionale, e basta. “Il Consiglio Costituzionale francese ha censurato la legge Hadopi”

di Dario D’Elia

La dottrina Sarkozy è stata respinta dal Consiglio Costituzionale francese. In pratica, quel testo che era stato approvato dall’Assemblea Nazionale, poi emendato dalla commissione mista paritaria e infine accolto positivamente dal Senato, è stato riconosciuto incostituzionale.

I deputati socialisti che ne avevano richiesto il vaglio erano convinti infatti che vi fossero rischi per i diritti civili dei cittadini. Il Consiglio Costituzionale francese ha rilevato nella “Loi Création et Internet” gravi violazioni delle libertà di comunicazione e di espressione. Insomma, l’accesso ad uno strumento così importante come il web può essere vietato solo ed esclusivamente dall’autorità giudiziaria – e non certamente da un service provider o altre entità private.

Il “garante” della Costituzione d’oltralpe ha comunque riconosciuto la bontà dell’intento. Secondo i giudici, un sistema di alert applicato al P2P potrebbe svolgere un ruolo chiave nella sensibilizzazione degli utenti al problema delle violazioni del copyright.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

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Incostituzionale la legge-ghigliottina francese antipirateria HADOPI. Che sorpresa

La legge francese HADOPI, che prevedeva la disconnessione da Internet e l’immissione in lista nera, senza processo, per chiunque fosse stato semplicemente accusato tre volte di aver scaricato materiale vincolato dal diritto d’autore, è stata respinta dal Consiglio Costituzionale francese.

Si è capito, magari un tantinello in ritardo, che “il principio della presunzione d’innocenza è più importante dei piani demenziali delle industrie dell’intrattenimento per prolungare artificialmente i loro modelli obsoleti”, come scrive BoingBoing.

Articolo completo da Il Disinformatico;

Caccia all’IP di chi scambia materiale protetto da Copyright

26 maggio 2009

FAPAV, consegnateci quegli IP

http://www.he.sonypictures.it/images/fapav.jpg

Roma – Se qualcuno avesse potuto nutrire dubbi sulle reali intenzioni dei titolari dei diritti d’autore in ordine al comportamento da tenere nei confronti di chi scarica musica o film da internet, l’iniziativa intrapresa della FAPAV in questi giorni contro Telecom Italia appare in grado di fugare ogni dubbio.

L’Associazione antipirateria, secondo quanto riportato da diversi organi di stampa e dal quotidiano la Repubblica sabato scorso, ha intimato a Telecom Italia di comunicare alle autorità di pubblica sicurezza “i dati idonei a consentire a quest’ultima di adottare gli interventi di sua competenza” nei confronti di coloro che si rendono responsabili di aver scaricato illegalmente dalla rete contenuti audiovisivi protetti dal diritto d’autore.

“L’industria cinematografica italiana – chiarisce la FAPAV – nel caso in cui questo tipo di azioni illegali dovesse continuare a persistere, procederà alla richiesta di risarcimento per gli ingenti danni subiti”. La pirateria digitale, “un fenomeno falsamente rappresentato da alcuni come scambio culturale – sottolinea la Federazione – costituisce nella realtà una vera e propria denigrazione della professionalità e della dedizione di centinaia di migliaia di persone, al punto da mettere a repentaglio l’intera industria cinematografica italiana”.

Articolo completo da Punto Informatico;

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Telecom Italia non consegnerà gli IP degli utenti

di Giacomo Dotta

Telecom Italia non consegnerà gli IP degli utenti

La FAPAV ha chiesto a Telecom Italia di consegnare gli IP di quanti scambiano materiale illegale sul web, ma Telecom Italia ha risposto per le rime negando ogni addebito. La palla sembra passare alle istituzioni politiche, alle quali è proposta l’HADOPI.

La FAPAV (Federazione antipirateria audiovisiva) ha espressamente chiesto a Telecom Italia di fare un passo avanti rispetto alla legislazione italiana e, iniziando a percorrere il percorso tracciato dalla dottrina Sarkozy, produrre un elenco di indirizzi IP relativi all’utenza che macchia la propria navigazione con scambi pirata e download illegali.

Sul sito ufficiale FAPAV non v’è traccia alcuna di tutto ciò, ma a riportarne cronaca completa è il sito dell’ADUC (Associazione per i Diritti di Utenti e Consumatori). Alle minacce FAPAV, però, Telecom Italia ha risposto per le rime ricacciando via dal mondo dei provider ogni responsabilità in merito.

La FAPAV spiega anche quale sarebbe il passo successivo, mettendo direttamente Telecom Italia nel mirino:

«L’industria cinematografica italiana, nel caso in cui questo tipo di azioni illegali dovesse continuare a persistere, procederà alla richiesta di risarcimento per gli ingenti danni subiti». La federazione torna quindi a ribadire come la pirateria sia «un fenomeno falsamente rappresentato da alcuni come “scambio culturale” [...] costituisce nella realtà una vera e propria denigrazione della professionalità e della dedizione di centinaia di migliaia di persone, al punto da mettere a repentaglio l’intera industria cinematografica italiana».

Articolo completo da WebNews;

Server Emule che scompaiono: quali prospettive per il futuro ?

15 maggio 2009

di Zac

http://www.innonation.org/data/innonation/emule.jpg

Utilizzando Google Trends come strumento di monitoraggio per la popolarità di software e servizi per gli utenti, possiamo trarre alcune considerazioni in merito al p2p ed al client storico più popolare, Emule.

Analizzando infatti i grafici relativi ad Emule nel 2009, possiamo infatti verificare un calo più deciso rispetto ai periodi antecedenti.

Che sia giunto il momento, per il nostro mulo, di alzare bandiera bianca? Quali prospettive per il futuro di Emule, e per la famigerata lista dei server sicuri a cui collegarsi che, giorno dopo giorno, tende ad assottigliarsi, costituendo il principale tallone di Achille per questo sistema p2p?

Articolo completo da GeekTwice;

Da Mininova iniziano a scomparire i torrent che violano il copyright … o no ?

14 maggio 2009

Questo articolo non intende incoraggiare in alcun modo la pirateria informatica, l’uso di software “non genuino” privo di licenza o l’attuazione di quanto decritto se infrange in qualsiasi modo le leggi del proprio Stato.

Le tecniche riportate sono divulgate a puro scopo informativo e comunque valgono le indicazioni date nella sezione Disclaimer

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di TuttoVolume

http://www.slyck.com/newspics/mininova2.jpg

Pochi giorni fà, vi parlai del nuovo sistema di monitoraggio dei contenuti protetti da copyright introdotto dal popolare tracker torrent Mininova, lasciandovi con il dubbio se il sistema funzionasse o meno.

Bene, ora sembra che il dubbio sia fugato, visto che moltissime voci che portavano al download di file torrent protetti da diritti d’autore, siano scomparse dal sito.

Secondo alcuni, il sistema di monitoraggio di Mininova non fa’ altro che controllare l’hash di un determinato file, se questo risulta inserito nella lista nera, verrà automaticamente rimosso …

Articolo completo da TuttoVolume;

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Hacking

Secondo alcuni, il sistema di monitoraggio di Mininova non fa’ altro che controllare l’hash di un determinato file, se questo risulta inserito nella lista nera, verrà automaticamente rimosso.

In base a questo, su alcuni forum spunta anche il rimedio, che consiste nel caricare sul tracker un file di testo contenente il link di download, al posto del file torrent.

Torrent bloccati in Ufficio o Università? Ecco come bypassare le restrizioni

8 maggio 2009

Questo articolo non intende incoraggiare in alcun modo la pirateria informatica, l’uso di software “non genuino” privo di licenza o l’attuazione di quanto decritto se infrange in qualsiasi modo le leggi del proprio Stato.

Le tecniche riportate sono divulgate a puro scopo informativo e comunque valgono le indicazioni date nella sezione Disclaimer

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Avete provato a scaricare un torrent in ufficio e avete visto che non si poteva fare visto che l’amministratore della rete aveva bloccato il protocollo torrent.

Se l’amministratore della rete è il vostro fratello allora potete farvi togliere queste restrizioni, ma se non è così? Allora non vi resta che farvi furbi e bypassare queste restrizioni.

bitleg

Il trucco è quello di utilizzare un servizio di terze parti. Questo servizio è BitLet.

BitLet è un servizion in cui si fornisce l’url del file torrent o caricare il file torrent locale per far partire il download.

Articolo completo da 3SulBlog;

Tele2 filtra il traffico P2P, ma non lo dice

29 aprile 2009

di Dario D’Elia

“L’Antitrust indaga di nuovo sul recidivo Tele2: stessa pratica commerciale scorretta di dicembre”

http://www.bloggiando.com/wp-content/uploads/2007/10/vodafone-acquista-tele2-italia-spagna-telefonia-fissa.jpg
foto tratta da Bloggiando

Tele2 continua a non informare adeguatamente i suoi clienti sul sistema di limitazione di banda, che di attiva in presenza di connessioni P2P. Malgrado l’Antitrust abbia già condannato nel dicembre scorso la controllata di Vodafone Italia, per la stessa pratica commerciale scorretta, ecco di nuovo scattare l’ennesimo procedimento di indagine.

La sanzione di 90mila euro e la richiesta di una comunicazione più trasparente non sono servite a nulla. “Si ritiene, pertanto, che le informazioni riportate sul sito Internet e nelle Condizioni Generali di Contratto della società, riguardanti l’esistenza di sistemi di filtraggio e il loro utilizzo da parte della società, non siano efficaci ed idonee a fornire al consumatore medio un’informazione chiara ed esaustiva”, si legge nel provvedimento dell’Antitrust.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

TPB – The Pirate Bay. Pollice verso ?

17 aprile 2009

“I fondatori di The Pirate Bay condannati a un anno di carcere e a pagare una multa molto elevata, perché complici dell’infrazione del copyright perpetrata dagli utenti.”

Ai seguenti link trovate gli approfondimenti sulla questione:

Vintage: Napster e l’inizio del P2P

10 febbraio 2009

di Francesco Ferretti

Logo Napster

Napster fu realizzato da Shawn Fanning e reso funzionante a partire dall’autunno del 1999 fino a quando, nel luglio del 2001, dovette chiudere i battenti a causa della ripetuta violazione del copyright.

Tra i primo in assoluto nel suo genere, questo programma non utilizzava dei veri e propri server centrali che memorizzavano la lista utenti e i file condivisi, bensì lo scambio avveniva in maniera più simile al metodo utilizzato dalle instant chat (Messenger per esempio), che comunque erano già presenti all’epoca come IRC; infatti il sistema utilizzato da Napster era lato client e i server si limitavano a indicizzare il materiale condiviso.

Articolo completo da OneVintage;

E’ arrivato il trojan che blocca bittorrent

12 gennaio 2009

Leggendo su tomshardware qui.

si scopre che qualcuno ha creato un trojan che blocca i programmi di download via torrent.

Senza entrare nel merito di chi è stato e perchè, ma è facile immaginarlo, per avviare a questo blocco cosa basta andare a prompt dos e digitare il comando:

attrib +r +h +s %SystemRoot%\system32\drivers\etc\hosts

Articolo completo da Spippolazione;