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Archivio per la categoria ‘PeerToPeer’

Il Partito Pirata offre ospitalità alla Pirate Bay

19 maggio 2010

di Giacomo Dotta

Fuggita dalla Germania per problemi legali, la Pirate Bay ha trovato nuova (e clamorosa) ospitalità. A reggere i server del sito sarà infatti il PirateParty svedese, partito che è riuscito a portare al Parlamento Europeo un proprio rappresentante.

La Baia ha trovato rifugio. Fuggita dalla Germania in seguito a problemi legali che hanno presto portato allo spegnimento dei server da parte dell’host responsabile, la Pirate Bay è temporaneamente scomparsa dalla rete in cerca di nuova location. Poche ore e la nuova destinazione è stata trovata, ma trattasi di una situazione destinata a far discutere.

Ad ospitare la Baia, infatti, non sarà un coraggioso provider, ma addirittura il Piratpartiet svedese. A reggere le sorti della Baia, insomma, sarà il partito di Rick Falkvinge, il movimento che in Svezia è riuscito a rastrellare ben il 7.1% dei voti alle recenti elezioni europee mandando al Parlamento dell’UE un proprio rappresentante.

Ora il Partito sembra intenzionato ad alzare la voce per aggredire i contesti sui quali esprime i propri ideali: ospitare la Baia è una sfida bella e buona, una provocazione destinata ad alzare ulteriormente la tensione attorno al progetto.

Articolo completo da WebNews;

I Radiohead difendono il P2P: “è come il vecchio home taping”

3 febbraio 2010

di Guido Grassadonio

home_taping_is_killing_music.png

Pochi giorni fa abbiamo riportato le dichiarazioni del cantante degli U2, Bono Vox, che auspicava delle iniziative per bloccare la pirateria, rea, a suo dire, di distruggere l’industria musicale.

Questa posizione però non è accettata da tutto lo starsystem: ad esempio, Ed O’Brien, chitarrista dei Radiohead, non sembra, per fortuna, condividerla affatto.

E O’Brien fa parte, insieme agli altri Radiohead, di Featured Artists Coalition, un’associazione di artisti che dall’anno scorso si batte contro l’accanimento delle major verso il P2P.

Articolo completo da OneP2P;

Le colpe dei figli ricadranno sui padri

28 gennaio 2010

di Claudio Tamburrino

Preadolescenti hanno scaricato quasi mille canzoni e la madre è stata ritenuta responsabile. Ha fornito loro connessione e computer

Roma – I genitori sono legalmente responsabili per il comportamento dei figli che utilizzano la connessione di casa per scambiare materiale protetto da copyright: lo ha stabilito un tribunale tedesco in una sentenza che fa discutere.

La Corte tedesca ha giudicato responsabile la madre di cinque ragazzi, da uno a 13 anni, rei di aver scaricato quasi mille canzoni: avrebbe dovuto vigilare sul comportamento dei figli che abitavano in casa con lei.

La donna, tra l’altro, ha dichiarato di aver detto ai bambini di non adottare certi comportamenti, arrivando a proibirgli di utilizzare la connessione e il computer di casa per la condivisione di file protetti da diritto d’autore.

Ciò non avrebbe però fermato i cinque pargoli (non è specificato per la precisione chi di essi, se tutti o meno, anche se qualche dubbio sul più piccolo di appena un anno sorge) non ancora quattordicenni. E le quasi mille canzoni alla fine scaricate sono state ritenute dalle etichette sufficienti per far causa alla famiglia e ritenere responsabile la donna.

Articolo completo da Punto Informatico;

Film in streaming gratuiti ed in italiano

9 novembre 2009

Aggiornamento 09/11/2009

Mi segnalano la presenza di un nuovo link molto utile per la ricerca di film in italiano da visionare in streaming gratuito.

Il sito è Cinerip.com ed in sostanza è un motore di ricerca che scansiona i più importanti siti di streaming italiani.
La ricerca del film si esegue semplicemente digitando il titolo cercato nel campo arancione, cliccando poi sulla lente.

Altra fonte interessante è JuliusDesign che a questo link raccoglie un elenco sterminato di siti che si occupano di Streaming di film e serie tv.

Buone visioni (… senza funghi mi raccomando :) )

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di Lorenza Ajello

Film in streaming

Lo streaming, ovvero il flusso audio video del quale ci siamo precedentemente occupati, nasce come principale e valida alternativa al p2p per quanto riguarda la visione di film, telefilm e cartoni animati.

Lo streaming, ovvero il flusso audio video del quale ci siamo precedentemente occupati

Tale pratica è consentita ovviamente solo in presenza di una connessione ADSL ed è sconsigliabile in quelle situazioni nelle quali la velocità di connessione risulta insoddisfacente.

Articolo completo da TrackBack;

Lista dei Server per Emule Sicuri ed Aggiornati a Novembre 2009

28 ottobre 2009

di Luigi

http://www.technorati.it/images/emule.jpg
foto tratta da Technorati

Le due Reti P2P più utilizzate al mondo per il File Sharing sono quella Torrent e eDonkey, per quest’ultima il Client più utilizzato e famoso è sicuramente Emule.

Come tutti sanno Emule permette di scaricare grazie alla Connessione con un Server (e alla Rete Kad) sul quale sono indicizzati milioni di file che l’utente cerca per poi scaricare, ma negli ultimi anni il numero dei Server disponibili e cui connettersi si è dimezzato, oggi infatti ne esistono circa 6-7 sicuri a cui ci si può connettere.

Oggi quindi vi voglio seganalare tutti i sever più sicuri e voleci per Emule aggiornati a Novembre 2009, server che dovranno essere inseriti a mano tramite indirizzo IP attraverso il campo “Nuovo Server” inserendo l’IP, la porta e il nome e la lista dei Server Emule da inserire attraverso il comando “Aggiorna lista server da URL” :

Articolo completo da BlogInfo360;

Tele2 multata, filtri P2P non comunicati

22 agosto 2009

di Manolo De Agostini

http://www-uxsup.csx.cam.ac.uk/~fanf2/hermes/doc/talks/2006-01-techlinks/speed_limit.jpg
foto tratta da Uxsup

“Tele2, secondo l’Agcom, non ha informato adeguatamente gli utenti sull’esistenza di filtri contro il traffico P2P sulla propria rete.”

Tele2 è stata multata dall’Agcom per aver violato la delibera n.19298 del 18 dicembre 2008 sulle limitazioni P2P applicate sulla propria rete.

Il bollettino N°30 del 17 agosto 2009 dell’Agcom condanna Opitel S.p.a, società proprietaria di Tele2, al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria di 50.000 euro.

Prima della condanna del 18 dicembre, infatti, Tele2 non comunicava del tutto all’utente finale di applicare limitazioni al traffico P2P in determinate fasce orarie, continuando a pubblicizzare le proprie offerte ADSL come flat.

A seguito della condanna l’Agcom ha reputato che l’informativa inserita sul portale dell’operatore, nella sezione Domande frequenti:

“TELE2 applica sistemi automatici finalizzati ad ottimizzare la banda in alcune aree e in alcune fasce orarie. Questi sistemi non bloccano completamente le connessioni Peer To Peer, ma potrebbero limitarle nelle  asce orarie di picco, quando l’utilizzo della rete è particolarmente intenso (le ore pre-serali e serali). Desideriamo infatti evitare che il massiccio utilizzo di banda, tipico dei programmi P2P, possa danneggiare chi usa la rete per attività più tradizionali, come ad esempio la navigazione e la consultazione della posta elettronica”.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

Mi stai tarpanto la linea ? M-Lab: verificare le limitazioni P2P sulla propria ADSL

10 agosto 2009

di Marco Grigis

M-Lab

Capita sempre più frequentemente che gli ISP (Internet Service Provider) forniscano connessioni ADSL con filtri P2P, che ne rendono impossibile l’uso.

Spesso capita che queste limitazioni non vengano dichiarate dal provider e, di conseguenza, dopo pochi utilizzi l’utente ignaro si trova di fronte a spiacevoli sorprese. Proprio per questo motivo, sono nati in rete diversi tool per verificare quali filtri vengano applicati alla connessione.

Uno dei migliori strumenti di misurazione della propria linea ADSL è M-Lab, promosso nientemeno che da Google, di cui vi avevamo parlato qualche mese fa.

Basta collegarsi all’apposito sito, scegliere “Test your Internet connection”, e in pochi secondi si ha accesso a una serie di strumenti per verificare le caratteristiche della propria ADSL: velocità, filtri, elementi intervenienti che possono causare un calo delle prestazioni.

Articolo completo da OneP2P;

P2P, 675mila dollari per 30 brani

3 agosto 2009

di Gaia Bottà

http://www.wegeek.net/wp-content/uploads/2009/05/pirateria1.jpg
foto tratta da Wegeek

Roma – Non si è trattato di uso legittimo, non si è distinto fra abuso del diritto di riproduzione e violazione del diritto di distribuzione: Joel Tenenbaum ha consapevolmente violato il diritto d’autore. Nonostante fosse supportato da un team legale più che agguerrito, Tenenbaum ha capitolato: alla giuria è spettato solo accordarsi sull’entità del risarcimento: 675mila dollari.

Tenenbaum, 25enne laureato presso l’Università di Boston, è uno dei pochi cittadini statunitensi accusati di violazione del diritto d’autore ad aver affrontato i detentori dei diritti in tribunale, senza piegarsi alle richieste di accordo che l’industria dei contenuti avanza nei confronti di coloro che vengono colti ad abusare della propria connettività.

Ha perseverato nel difendere la propria posizione, è stato affiancato dall’avvocato Charles Nesson, docente di Harvard, e dai suoi studenti. Il manipolo di avvocati della difesa era pronto a sbaragliare le accuse scagliate da Sony, avrebbe voluto garantire una visibilità globale alla decostruzione delle testimonianze e delle strategie dell’industria, avrebbe voluto infliggere ai colossi del copyright un fendente mediatico capace di sgretolare anni di pressioni esercitate sui cittadini della rete.

Articolo completo da Punto Informatico;

SIAE … arbitro o giocatore ?

24 luglio 2009

SIAE lancia Legal Bay, il servizio per il download legale

di Giuseppe Cutrone

SIAE

Con un comunicato ufficiale la SIAE annuncia un nuovo servizio dedicato al download legale di musica e film via Internet, il cui nome sarà Legal Bay, in chiara e netta contrapposizione con la celebre “Pirate Bay”, quest’ultimo rimbalzato agli onori della cronaca per le note vicende legali.

Di Legal Bay si sa comunque poco o nulla, se non che il sevizio sarà rivolto al pubblico della rete con l’obiettivo di scoraggiare il download illegale e favorire invece la distribuzione di prodotti “regolari”, puntando al contempo l’accento sulla qualità, che dovrebbe essere elevata in modo da incentivare l’utente ad optare per il contenuto legale.

Insomma una specie di “conflitto d’interessi” del settore per cui è difficile essere al contempo “arbitro e giocatore” nella stessa partita. Valutazioni che comunque, in base a quel poco che è stato detto, rischiano di rivelarsi del tutto inutili. Sarà bene attendere maggiori dati riguardo Legal Bay e dopo, solamente dopo, trarre le prime conclusioni sul progetto.

Articolo completo da OneP2P;

5,3 milioni e 1, e 2, e 3 … La baia è stata venduta

1 luglio 2009

The Pirate Bay: venduta!

di Emanuele Menietti

La società svedese Global Gaming Factory X AB ha da poco annunciato l’acquisizione del sistema di ricerca per BitTorrent The Pirate Bay. Il nuovo proprietario mira a creare un nuovo modello di business per monetizzare la Baia e dare garanzie sui copyright.

«Si è vero, The Pirate Bay potrebbe cambiare proprietario». Giunge direttamente dal blog ufficiale del famoso e controverso sistema per la ricerca sulle reti BitTorrent la conferma di una acquisizione da parte della società svedese Global Gaming Factory X AB.

Con una transazione economica pari a circa 5,3 milioni di Euro, il nuovo approdo della Baia potrebbe dunque cambiare, consegnando una realtà conosciuta su scala globale (e colpita da una recente condanna) a un nuovo proprietario.

Articolo completo da WebNews;

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The Pirate Bay si è venduta

di Gaia Bottà

Roma – Un tradimento, una sconfitta, la morte della Baia dello sharing. Ma anche un’evoluzione, un cavallo di Troia capace di scuotere l’industria dei contenuti tradizionale e traghettarla verso modelli di business più innovativi e più vicini alle esigenze del pubblico. The Pirate Bay si è venduta, si venderà ad un’azienda svedese che medita di trasformare la Baia in uno strumento di sharing inattaccabile.

È un punto di riferimento per lo sharing, è un approdo in rete per oltre 25 milioni di netizen. Il vessillo dei pirati della Baia simboleggia la condivisione in rete e l’irruenza della necessità espressa dai netizen di poter fruire dei contenuti e di poterli condividere sfruttando al massimo le potenzialità della rete.

Il sequestro del 2006 ad opera della forze dell’ordine svedesi è leggenda, epici i caustici scambi di battute che hanno opposto i rappresentanti di The Pirate Bay ad un’industria dei contenuti che non sembrava stare al passo con quello che i cittadini della rete da tempo chiedono loro. The Pirate Bay ha squassato le corti di mezza Europa e mobilitato legislatori, ha innescato setacci e ha arringato le folle.

Ha cavalcato i marosi delle polemiche per guadagnare l’attenzione della rete. I timonieri della Baia sono stati giudicati colpevoli, condannati a pagare milioni di euro e a scontare la propria pena con il carcere.

Peter Sunde, altresì noto come BrokeP, aveva promesso che non avrebbe corrisposto nulla, le speranze della rivalsa erano riposte nel torbido passato di un giudice vicino all’industria dei contenuti, speranza flebile, spenta dalla decisione del tribunale svedese che ha giudicato lecito il procedimento con cui la Baia è stata affondata.

Articolo completo da Punto Informatico;

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The Pirate Bay, nuovi timonieri

di Giorgio Pontico

Roma – Dopo aver imperversato per anni nel mare magnum della Rete i pirati della Baia si preparano ad accogliere un nuovo comandante. Risponde al nome di Hans Pandeya, CEO della sofware house svedese Global Gaming Factory. La notizia è stata ufficializzata da Peter Sunde, che ha diffuso la notizia cinguettando dal Brasile.

Secondo TPB l’affare, che si sarebbe concluso con il versamento di circa 5,5 milioni di euro (60 milioni di corone svedesi), si è reso necessario per mantenere in vita il portale per lo scambio di torrent: sul blog ufficiale viene spiegato che i vecchi nomi continueranno ad incrociare al largo della Baia, anche se con ruoli non ancora precisati.

Articolo completo da Punto Informatico;

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The Pirate Bay è stato comprato, tutto cambierà

di Dario D’Elia

The Pirate Bay è stato acquistato da Global Gaming Factory X, la più grande catena mondiale di Internet Café e sale giochi. Con un investimento di circa 7,8 milioni di dollari, la semi-sconosciuta azienda svedese ha confermato di aver acquisito la nota piattaforma P2P e Peerialism, una società che ha sviluppato una tecnologia di sharing di nuova generazione.

L’obiettivo di Global Gaming Factory X (GGF) è di lanciare un nuovo modello di business che distribuisca compensi ai content provider e ai detentori di copyright. “Ci piacerebbe avviare un nuovo sistema che permetta ai content provider e ai detentori di copyright di essere pagati per ciò che viene scaricato attraverso il sito”, ha dichiarato Hans Pandeya, CEO di GGF.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

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Cosa ne sarà della Baia dei Pirati?

di Giacomo Dotta

Se The Pirate Bay diventa legale, non è più The Pirate Bay. Dunque, a meno che dietro le acquisizioni non si nasconda una tecnologia in grado di cambiare le carte in tavola, con la vendita della Baia si chiude un’epoca. Così come successe con Napster.

Difficile dire cosa ne sarà della Pirate Bay d’ora innanzi. Gli interrogativi che circondano la cessione del motore di Torrent, infatti, sono molti e l’unica certezza è nel fatto che si chiude un’epoca per riaprirsene un’altra. Per molti si tratta di un déjà vu dei tempi in cui Napster, messo alla berlina dai tribunali, dovette cedere. Il fondatore Shawn Fanning tentò poi di riciclarsi in nuove iniziative “legali”, ma il successo non potè ripetersi. Napster, quel Napster, morì così. The Pirate Bay, questa The Pirate Bay, potrebbe avere sorte similare.

Conservarne il brand, non significa conservarne l’identità. Quel che la Global Gaming Factory X ha acquistato, dunque, è una struttura fatta di codice da cambiare e di un nome su cui prosperare. Ma il legame tra l’utenza ed il motore è nella gratuità del servizio e dei contenuti: come riuscire, quindi, ad ottenere moneta in un meccanismo basato sul gratis? E come, in parallelo, pensare di retribuire adeguatamente i detentori del diritto così che la Baia possa diventare da un giorno all’altro un affare legale?

Articolo completo da WebNews;

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Il portale Pirate Bay venduto a un’azienda software svedese

di ALESSANDRO LONGO

Costo dell’operazione: 5,6 milioni di euro. Preoccupati i fan del popolare sito per scambio di file. Ma Peter Sunde, il fondatore ed ora ex proprietario, rassicura: “Noi non lo siamo e nemmeno voi dovreste esserlo” di

PIRATE BAY, il più importante sito per il peer to peer, sarà venduto entro agosto per 5,6 milioni di euro a un’azienda svedese, Global Gaming Factory X, che gestisce numerosi internet café nel mondo. La notizia arriva di sorpresa oggi ed è subito confermata da Peter Sunde, uno dei fondatori di Pirate Bay:

“Molte persone sono preoccupate. Noi non lo siamo e nemmeno voi dovreste esserlo”, scrive sul proprio blog. Sunde rassicura i fan, il sito non cambierà nei fini e nella sostanza, ma ciò non basta a far tacere i timori degli utenti: si teme per la sorte del sito, dopo l’acquisizione.

Del resto, il nuovo proprietario, Hans Pandeya, ha già dichiarato che intende dare una svolta al portale, “in modo che i fornitori di contenuti e i detentori di copyright siano pagati per quello che è scaricato dal nostro sito”. Una grossa differenza rispetto alla linea dura e pura finora seguita dai fondatori, all’insegna della totale indifferenza nei confronti dei diritti d’autore.

Il che ha portato allo storico processo contro Pirate Bay, che si è concluso in primo grado con una condanna e una multa di 2,7 milioni di euro. Sentenza confermata, per ora, perché il giudice è stato appena dichiarato idoneo a pronunciarla, dalla Corte d’Appello svedese. Quelli di Pirate Bay avevano accusato il giudice di conflitto d’interessi, perché coinvolto in associazioni pro-copyright.

Articolo completo da Repubblica;