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Archivio per la categoria ‘Notizie dal Web Informatico’

Plustek OpticSlim 2600: lo scanner da borsetta

11 giugno 2010

Plustek ha da poco annunciato OpticSlim 2600, un nuovo scanner piano per formato A4 estremamente compatto e portatile.

“Il Plustek OpticSlim 2600 è ideale in particolar modo per i professionisti sempre in movimento, che hanno l’esigenza di avere il proprio ufficio “mobile” sempre con sé e non vogliono rinunciare alla comodità di una scanner piano nella digitalizzazione dei documenti”, ha dichiarato l’azienda.

Grazie alla tecnologia CIS (Contact Image Sensor), infatti, la nuova proposta di Plustek è spessa appena 3.3 cm e può essere facilmente riposta nella stessa borsa insieme al proprio notebook e portata sempre con sé.

OpticSlim 2600 non necessita, inoltre, di alimentazione esterna, caratteristica che lo rende ideale per essere utilizzato ovunque tramite semplice collegamento al proprio notebook via USB.

Il nuovo scanner Plustek è dotato di 5 pulsanti one-touch (Copy, OCR, PDF, E-Mail, Custom), e garantisce buone prestazioni in fatto di velocità e semplicità di utilizzo.

Articolo completo da HwJournal;

Sony, occhiali a specchio con telecamera

9 giugno 2010

di Claudio Tamburrino

Prototipo dal fascino cyberpunk: un dispositivo che segue il movimento dell’occhio per decidere cosa registrare con una mini telecamera. Avveniristico sistema per reporter d’assalto?

Roma – I Sony Computer Science Laboratories (Sony CSL) hanno mostrato all’Open House 2010 un nuovo dispositivo che segue il movimento degli occhi umani. Ma che ha l’obiettivo di guardare oltre, portando un nuovo modo di raccontare le cose di cui si è testimoni.

Il prototipo, sviluppato in collaborazione con l’Università di Tokyo, funziona seguendo il movimento dell’occhio umano e incrociando tale informazione con i dati raccolti dalla telecamera incastonata nel dispositivo: in questo modo può determinare l’oggetto di interesse dell’osservatore. Oltretutto le dimensioni sono ridotte al minimo, in modo da poter essere potenzialmente inserito in un normale paio di occhiali.

Articolo completo da Punto Informatico;

Google, la colpa è in un brevetto?

7 giugno 2010

di Giacomo Dotta

La tecnologia adoperata dalle Google Car per sottrarre dati dalle reti aperte incontrate sul territorio sarebbe stata brevetta e servirebbe per geolocalizzare il router con un sistema di calcoli e stime. Il brevetto è una prova o può scagionare Google?

Il brevetto numero PCT/US2009/005640 potrebbe costar caro a Google. Il brevetto è infatti la descrizione nero su bianco di una precisa intenzione, di una scelta metodologica e tecnologica: è l’espressione di una volontà. In quel brevetto, quindi, ci sono le parole che potrebbero portare una responsabilità a diventare colpa, un errore a diventare dolo. Potrebbero non esserci, però, le parole di condanna di chi vede nell’azione di Google l’intento diabolico di chi vuole sottrarre dati agli utenti per carpirne segreti o informazioni.

Che si configuri come prova di colpevolezza o come elemento per scagionare Google, il documento è in ogni caso a questo punto un elemento centrale nella vicenda poichè descrive, quantomeno, la premeditazione. Il brevetto è stato infatti depositato presso l’USPTO per proteggere la «Wireless network-based location approximation», ossia una serie di tecnologie e metodi utili ad identificare sul territorio una rete associando i dati ottenuti da particolari antenne di ricezione.

Il brevetto è entrato a far parte ora della documentazione con cui una denuncia depositata presso la Corte di Portland (Oregon) sta cercando di ottenere corposi risarcimenti da Google per quanto posto in essere con le Google Car di Google Street View.

Articolo completo da WebNews;

Supercomputer per il disastro petrolifero BP

4 giugno 2010

di Francesco Di Martile

Un milione di ore di calcolo del supercomputer del Texas Advanced Computing Center di Austin saranno spesi per adattare l’Advanced Circulation Model, studiato per gli uragani, alle previsioni tridimensionali delle correnti marine per capire dove finiranno gli 83,6 milioni di litri di petrolio versati in fondo al mare.

Il problema resta in tutta la sua gravità e non si sa, al momento, come uscirne.

Parlo del Golfo del Messico e dei 22 milioni di galloni di petrolio che si stima siano stati riversati in mare dalla Deepwater Horizon dall oscorso 20 aprile quando la piattaforma scoppiò e morirono 11 persone. Se non sbaglio nei conti sono 83,6 milioni di litri spillati fuori dal buco in fondo al mare, a 1.500 metri di profondità.

Ora la National Science Foundation ha deciso di allocare 1 milione di ore di calcolo del supercomputer del Texas Advanced Computing Center dell’Università di Austin per creare un modello tridimensionale che aiuti a prevedere le traiettorie di questa gigantesca macchia di morte che si stende nel fondale del Golfo.

Articolo completo da IctBusiness;

EMail temporanee … just in case of noise

27 maggio 2010

Hai scritto il tuo indirizzo di posta elettronica su un forum pubblico e adesso hai la casella e-mail ingolfata dallo spam.

Quando devi registrarti su siti Internet sospetti o sei “costretto” a comunicare il tuo indirizzo in pubblico devi usare un’e-mail temporanea, ossia un indirizzo diverso da quello che usi quotidianamente e che si auto-distrugge dopo un determinato periodo di tempo senza lasciare tracce.

Ecco tre servizi che potrebbero fare al caso:

Articoli precedenti nel Blog:

  • Mailinater – Pare che funzioni ma il tempo non c’e scritto;
  • Guerrillamail – Consigliato, il servizio dura per 15 minuti;
  • Anonymbox – Come creare una casella mail temporanea (fake mail);

Articolo completo da SalvatoreAranzulla;

Il futuro è già qui: i Robot che verranno

27 maggio 2010

BigDog

Capace di portare 150 chili di carico su terreni accidentati e scivolosi come e forse meglio di un mulo: è BigDog, un robot militare in grado di camminare per 20 km e di riprendere l’equilibrio quando qualcuno lo urta o calcia.

Articolo completo da Il Disinformatico;

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LittleDog, il robot che zampetta e salta

L’agilità dell’ultima versione di LittleDog, la versione ridotta del robot da soma BigDog, è semplicemente impressionante. Nel video qui sopra scavalca ostacoli, sale le scale e riconosce i punti più stabili d’appoggio. Non si sa se è già in grado di rintracciare Sarah Connor.

Articolo completo da Il Disinformatico;

Uomo infettato da virus per PC, il futuro è oggi … si delle balle

27 maggio 2010

Ricercatore si vanta di essere il primo uomo infettato da un virus informatico. I media abboccano

Le ragioni della derisione sono semplici. Gasson si è impiantato in una mano un normale chip sottocutaneo RFID del tipo utilizzato per identificare gli animali domestici. Sul chip, al posto dei normali dati identificativi, ha scritto il codice di un virus informatico.

Questo genere di RFID è un aggeggio minuscolo (foto qui sopra) che non ha alcuna interazione con il corpo. Se ne sta lì, sotto la pelle, e basta: se interrogato da un apposito scanner, risponde trasmettendo i propri dati. È un parente dei dispositivi antitaccheggio dei supermercati. Non infetta l’organismo che lo ospita. Per cui parlare di “primo uomo infetto da virus per PC” è una sciocchezza totale.

Avere un RFID sotto pelle in questo modo è esattamente come averlo cucito dentro la fodera della propria giacca: è semplicemente un po’ più difficile da perdere. Ma attira infinitamente di più l’attenzione dei media, come nota Graham Cluley.

Specialmente se si annuncia che questa tecnologia potrebbe permettere a presunti hacker di attaccare informaticamente il pacemaker di una vittima e che un RFID infetto potrebbe propagare l’infezione informatica ad altri RFID. Qui la sciocchezza diventa ancora più grossa.

Articolo completo da Il Disinformatico;

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di Manolo De Agostini

Uno scienziato si è impiantato un chip RFID infetto nel braccio per dimostrare che i super-uomini del futuro saranno soggetti ai virus informatici. Il corpo umano diventerà una porta d’accesso per infettare altri sistemi.

Uno scienziato britannico, il dottor Mark Gasson, è diventato il primo uomo a essere stato infettato da un virus per computer. L’esperto di cibernetica dell’Università di Reading si è deliberatamente impiantato nella mano un chip RFID infettato da un virus per computer. L’atto sconsiderato (direbbero alcuni) è stato fatto per dimostrare come dispositivi bionici impiantabili sono suscettibili ai virus digitali.

Il chip RFID (identificazione a radio-frequenza) emette un segnale, permette all’uomo di accedere ad alcune parti del proprio laboratorio e interagire con il proprio cellulare. I chip RFID non sono una novità recente, c’è anche chi come il dottor Gasson se l’è fatto impiantare per aprire le porte elettroniche di casa.

Gasson e i suoi colleghi hanno mostrato quanto potrebbe essere pericoloso un virus creato ad hoc. “Hanno messo il virus nel chip RFID situato nel polso del dottore e Gasson è andato al suo laboratorio – quando i computer del laboratorio hanno letto il codice, il virus si è intrufolato nel database ha iniziato a replicarsi. È stato capace di replicarsi anche sulle carte magnetiche usate per accedere al laboratorio dai colleghi di Gasson”, scrive PCWorld.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

Sette atomi per un transistor

26 maggio 2010

di Alfonso Maruccia

Ricercatori australiani mettono a punto quello che a loro dire potrebbe essere il primo mattone per la costruzione di un computer quantistico. Si usa ancora il silicio, ma gli switch fisici si incidono operando sui singoli atomi

Roma – Chip a base di DNA, memristori, o grafene nei computer di domani? Niente di tutto questo, sostiene un gruppo di ricercatori australiani: il futuro dell’informatica sono i computer quantistici “a stato solido” in cui il silicio gioca ancora la parte del leone, ma solo come substrato utile a ospitare transistor nanoscopici modellati agendo sui singoli atomi con il microscopio elettronico.

Il professor Michelle Simmons dell’Università del New South Wales spiega infatti che lei e il suo team hanno messo a punto “il primo dispositivo elettronico al mondo in silicio sistematicamente creato sulla scala dei singoli atomi”, aprendo potenzialmente la strada allo sviluppo di microprocessori cento volte più piccoli ed enormemente più potenti di quelli attuali.

Articolo completo da Punto Informatico;

Installiamo il Linux MintMenu su Ubuntu

26 maggio 2010

Una chicca per tutti gli utenti di Ubuntu: diamo una rinfrescata al look della distribuzione Canonical aggiungendo il menu di Linux Mint.

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Gli utenti delle varie distribuzioni GNU/Linux forse apprezzeranno una cosa in particolare di Mint, il suo menu. Da qualche giorno i ragazzi di Webupd8 hanno deciso di pacchettizzare tutto l’occorrente per far funzionare il MintMenu anche su Ubuntu.

Se anche voi volete dare una rinfrescata al look della vostra distribuzione non dovete far altro che aprire il Terminale e lanciare i seguenti comandi:

Articolo completo da TuxJournal.Net;

Skype sbarca ufficialmente sui repository di Ubuntu

25 maggio 2010

Dopo l’annuncio del rilascio dei sorgenti della sua interfaccia, il client VoIP più famoso al mondo entra a far parte dei repository di una delle distro GNU/Linux più utilizzate.

Da poco Canonical ha annunciato di aver inserito nei repository Partner della propria distribuzione il client VoIP più famoso al mondo: Skype.

Ciò significa che gli utenti alle prime armi non dovranno far altro che abilitare i repository sul proprio sistema e installare il pacchetto attraverso il gestore dei pacchetti.

Articolo completo da TuxJournal.Net;