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Archivio per la categoria ‘Hardware’

Monster Vision Max 3D, occhiali finalmente universali

28 giugno 2010

di Dario D’Elia

Monster ha presentato Vision Max 3D, i primi occhiali 3D al mondo ad essere realmente universali. Saranno disponibili da settembre ma ancora a prezzi proibitivi. L’unica consolidazione è che sono aggiornabili via software.

Monster Vision Max 3D sono i primi occhiali 3D attivi veramente universali. Pur adottando la tecnologia RF Shutter, quindi con lenti a cristalli liquidi, funzionano con tutti i televisori HD con supporto stereoscopico.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

Tastiera retroilluminata a LED

23 giugno 2010

di Marina Galatioto

La Global Lighting Technologies (GLT) ha sviluppato la tecnologia Microlens per produrre tastiere retroilluminate a LED.

Questa tecnologia consiste nel mettere uno stampo dietro la tastiera del pc che fa focalizzare la luce migliorandone l’uniformità e riduce il numero di LED necessari all’illuminazione.

Lo stampo viene chiamato Microlens e i suoi vantaggi peculiari sono che fa diminuire lo spessore della tastiera, riduce al minimo l’impiego di componenti secondari, e il costo, oltre al consumo energetico.

Articolo completo da EmcElettronica;

Nokia, un tablet entro fine anno

22 giugno 2010

di Giacomo Dotta

Nokia potrebbe avere in cantiere un tablet pc la cui progettazione sarebbe alle fasi conclusive e la cui produzione potrebbe iniziare a fine estate. Il tablet, basato su sistema operativo MeeGo e chip ARM, potrebbe essere in distribuzione entro fine 2010

Nokia starebbe preparando un tablet da portare sul mercato entro fine anno. Così facendo il gruppo chiuderebbe almeno parzialmente il gap da Apple ed altri gruppi rivali, portando nel computing mobile le esperienze accumulate sui telefoni, sugli smartphone e sui primi sistemi operativi già sperimentati nei mesi passati.

L’ipotesi giunge da DigiTimes, le cui fonti sarebbero alcuni produttori di componenti non meglio specificati. Ma le informazioni a disposizione di DigiTimes appaiono già per molti versi precise: il tablet avrà una dimensione approssimativa di 7/9 pollici, sarò basato su chip ARM e sarà prodotto dalla Foxconn International Holdings.

Il tablet Nokia, insomma, sarà prodotto nei medesimi luoghi ove già prendono forma l’iPhone e l’iPad: progetto USA, fabbricazione cinese e distribuzione presumibilmente internazionale.

Articolo completo da WebNews;

Plustek OpticSlim 2600: lo scanner da borsetta

11 giugno 2010

Plustek ha da poco annunciato OpticSlim 2600, un nuovo scanner piano per formato A4 estremamente compatto e portatile.

“Il Plustek OpticSlim 2600 è ideale in particolar modo per i professionisti sempre in movimento, che hanno l’esigenza di avere il proprio ufficio “mobile” sempre con sé e non vogliono rinunciare alla comodità di una scanner piano nella digitalizzazione dei documenti”, ha dichiarato l’azienda.

Grazie alla tecnologia CIS (Contact Image Sensor), infatti, la nuova proposta di Plustek è spessa appena 3.3 cm e può essere facilmente riposta nella stessa borsa insieme al proprio notebook e portata sempre con sé.

OpticSlim 2600 non necessita, inoltre, di alimentazione esterna, caratteristica che lo rende ideale per essere utilizzato ovunque tramite semplice collegamento al proprio notebook via USB.

Il nuovo scanner Plustek è dotato di 5 pulsanti one-touch (Copy, OCR, PDF, E-Mail, Custom), e garantisce buone prestazioni in fatto di velocità e semplicità di utilizzo.

Articolo completo da HwJournal;

Sony, occhiali a specchio con telecamera

9 giugno 2010

di Claudio Tamburrino

Prototipo dal fascino cyberpunk: un dispositivo che segue il movimento dell’occhio per decidere cosa registrare con una mini telecamera. Avveniristico sistema per reporter d’assalto?

Roma – I Sony Computer Science Laboratories (Sony CSL) hanno mostrato all’Open House 2010 un nuovo dispositivo che segue il movimento degli occhi umani. Ma che ha l’obiettivo di guardare oltre, portando un nuovo modo di raccontare le cose di cui si è testimoni.

Il prototipo, sviluppato in collaborazione con l’Università di Tokyo, funziona seguendo il movimento dell’occhio umano e incrociando tale informazione con i dati raccolti dalla telecamera incastonata nel dispositivo: in questo modo può determinare l’oggetto di interesse dell’osservatore. Oltretutto le dimensioni sono ridotte al minimo, in modo da poter essere potenzialmente inserito in un normale paio di occhiali.

Articolo completo da Punto Informatico;

Uomo infettato da virus per PC, il futuro è oggi … si delle balle

27 maggio 2010

Ricercatore si vanta di essere il primo uomo infettato da un virus informatico. I media abboccano

Le ragioni della derisione sono semplici. Gasson si è impiantato in una mano un normale chip sottocutaneo RFID del tipo utilizzato per identificare gli animali domestici. Sul chip, al posto dei normali dati identificativi, ha scritto il codice di un virus informatico.

Questo genere di RFID è un aggeggio minuscolo (foto qui sopra) che non ha alcuna interazione con il corpo. Se ne sta lì, sotto la pelle, e basta: se interrogato da un apposito scanner, risponde trasmettendo i propri dati. È un parente dei dispositivi antitaccheggio dei supermercati. Non infetta l’organismo che lo ospita. Per cui parlare di “primo uomo infetto da virus per PC” è una sciocchezza totale.

Avere un RFID sotto pelle in questo modo è esattamente come averlo cucito dentro la fodera della propria giacca: è semplicemente un po’ più difficile da perdere. Ma attira infinitamente di più l’attenzione dei media, come nota Graham Cluley.

Specialmente se si annuncia che questa tecnologia potrebbe permettere a presunti hacker di attaccare informaticamente il pacemaker di una vittima e che un RFID infetto potrebbe propagare l’infezione informatica ad altri RFID. Qui la sciocchezza diventa ancora più grossa.

Articolo completo da Il Disinformatico;

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di Manolo De Agostini

Uno scienziato si è impiantato un chip RFID infetto nel braccio per dimostrare che i super-uomini del futuro saranno soggetti ai virus informatici. Il corpo umano diventerà una porta d’accesso per infettare altri sistemi.

Uno scienziato britannico, il dottor Mark Gasson, è diventato il primo uomo a essere stato infettato da un virus per computer. L’esperto di cibernetica dell’Università di Reading si è deliberatamente impiantato nella mano un chip RFID infettato da un virus per computer. L’atto sconsiderato (direbbero alcuni) è stato fatto per dimostrare come dispositivi bionici impiantabili sono suscettibili ai virus digitali.

Il chip RFID (identificazione a radio-frequenza) emette un segnale, permette all’uomo di accedere ad alcune parti del proprio laboratorio e interagire con il proprio cellulare. I chip RFID non sono una novità recente, c’è anche chi come il dottor Gasson se l’è fatto impiantare per aprire le porte elettroniche di casa.

Gasson e i suoi colleghi hanno mostrato quanto potrebbe essere pericoloso un virus creato ad hoc. “Hanno messo il virus nel chip RFID situato nel polso del dottore e Gasson è andato al suo laboratorio – quando i computer del laboratorio hanno letto il codice, il virus si è intrufolato nel database ha iniziato a replicarsi. È stato capace di replicarsi anche sulle carte magnetiche usate per accedere al laboratorio dai colleghi di Gasson”, scrive PCWorld.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

Con un guanto Minority Report è a casa nostra

24 maggio 2010

di Manolo De Agostini

Il MIT di Boston potrebbe portare a casa nostra l’esperienza di Minority Report.

Nel film di Steven Spielberg del 2002, Tom Cruise muoveva le mani per manipolare le immagini video davanti a uno schermo trasparente. In otto anni l’industria si è affannata per replicare quell’esperienza, con risultati più o meno buoni.

All’istituto di tecnologia del Massachusetts propongono un nuovo approccio: un sistema basato su un guanto multicolore in lycra dal costo di circa 1 dollaro. La soluzione del MIT potrebbe essere davvero rivoluzionaria.

“Gli altri prototipi d’interfacce gestuali a basso costo usano un nastro riflettente o colorato appiccicato sulla punta delle dita. Questa però è un’informazione di tipo 2D”, ha dichiarato il laureato Robert Wang, che ha sviluppato questo sistema con il professore Jovan Popović. “Con quei sistemi si ottiene l’informazione relativa alla punta delle dita, ma non sapete nemmeno a quale dito corrisponda il nastro”.

Il sistema di Wang e Popović, invece, può tradurre i movimenti di un’intera mano e riprodurli in modello 3D, senza quasi lag. 

Articolo completo da Tom’s Hardware;

Laser a punti quantistici trasmette dati a 25 Gbps

21 maggio 2010

di Manolo De Agostini 

Fujitsu e l’Università di Tokyo svelano un laser a punti quantistici che promette una velocità di trasmissione dati a 25 Gbps.

Fujitsu e l’Università di Tokyo hanno annunciato il primo laser a punti quantistici (quantum dot laser) in grado di trasmettere dati a 25 Gbps. I laser a punti quantistici sono un tipo di laser in grado di gestire trasmissioni ad alta velocità consumando pochissimi energia.

Fujitsu ha scoperto che un incrementando il numero di punti quantistici si può migliorare la velocità operativa del laser. Per raggiungere questo scopo i ricercatori hanno raddoppiato la densità dei punti quantistici usando arsenuro di indio su un substrato di arsenuro di gallio. Infine, Fujitsu ha sovrapposto otto strati di punti quantistici rispetto ai tradizionali cinque, raddoppiando la velocità operativa rispetto alle precedenti generazioni.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

Chip al DNA a base di luce

18 maggio 2010

di Alfonso Maruccia

Una ricerca statunitense dimostra che è possibile usare la doppia elica per costruire circuiti logici e, in ultima istanza, microprocessori perfettamente funzionali. Con tempi e costi più che convenienti.

Roma – Se i candidati più promettenti per il passaggio di consegne con il silicio “puro” degli attuali circuiti integrati sono il grafene, i memristori e la nanofotonica, un altro potenziale contendente al titolo di elemento funzionale della nuova era del computing arriva da molto più lontano. E precisamente da qualche miliardo di anni fa, quando i primi aminoacidi si combinarono dando origine al DNA che governa ogni manifestazione di vita in natura.

I chip al DNA sono più che possibili, dice ora Chris Dwyer della Duke University, sono di una convenienza senza precedenti. Nella sua nuova ricerca Dwyer sostiene che il DNA offre qualità estremamente convenienti per la produzione di massa, dal momento che sarebbe teoricamente possibile sfruttare la naturale capacità di auto-assemblamento su pattern precostituiti del composto per realizzare, in un singolo giorno, più circuiti logici di quanti l’intera industria del silicio potrebbe produrre in un mese.

Articolo completo da Punto Informatico;

HP, schermi in plastica flessibile, addio vetro

10 maggio 2010

di Manolo De Agostini

HP punta sulla plastica flessibile per gli schermi del futuro. Tra 10 anni gli schermi in vetro saranno solo un ricordo. Nel 2011 l’esercito statunitense metterà le mani sulla nuova tecnologia di HP.

HP si prepara a dire addio agli schermi in vetro. “Tra 10 anni il vetro sarà un ricordo del passato, come lo è oggi il tubo catodico nel settore delle TV”, ha dichiarato Carl Taussig, capo del Information Surfaces Lab degli HP Labs.

La plastica prenderà il posto del vetro (Schermo flessibile HP, ecco il primo prototipo).

I substrati e il processo di produzione sono, infatti meno costosi. Un aspetto, quello dei costi, che non può passare in secondo piano: lo schermo rappresenta un terzo del costo di un notebook, ad esempio.

Taussig e il suo team stanno lavorando su un processo che usa plastica supersottile dallo spessore di 50 micron. Dato che la plastica è flessibile, può essere messa su bobine e inserita in un sistema che incide i resistori in un processo “che ricorda il modo in cui un viene stampato un giornale”, scrive Cnet.

Articolo completo da Tom’s Hardware;