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Archivio per la categoria ‘Facebook e Social network’

Facebook vuole gestire i pagamenti

12 maggio 2009

di Emanuele Menietti

Il famoso social network potrebbe lanciare a breve una piattaforma per gestire internamente i pagamenti degli utenti per le applicazioni di terze parti. L’iniziativa potrebbe consentire a Facebook di aumentare sensibilmente i propri introiti.

Facebook sembra essere ormai prossimo al lancio di una propria piattaforma per la gestione dei pagamenti all’interno delle sue pagine.

La nuova iniziativa potrebbe consentire agli sviluppatori di terze parti di semplificare la gestione delle transazioni economiche per le loro applicazioni e, al tempo stesso, potrebbe aprire la strada verso nuovi introiti per il famoso social network, da tempo alla ricerca di nuove soluzioni per monetizzare il suo ampio bacino di utenti.

Articolo completo da WebNews;

10 consigli per usare Facebook in completa tranquillità

11 maggio 2009

di Fabrizio Fallico

10 Consigli per usare Facebook in completa tranquillità

Un italiano su tre è iscritto su Facebook. La metà del restante conosce il social network e, a grandi linee, sa dire cos’è. Molti si stanno iscrivendo per moda, altri perché vogliono scoprire cosa c’è dietro il continuo successo che nemmeno la crisi economica sembra arrestare.

Così il numero degli iscritti vola ogni giorno, verso un nuovo record. Ma non tutti sono tranquilli con Facebook: si ha paura delle conseguenze di un uso sbagliato, di una violazione della nostra privacy da parte di chissà quale entità.

A grandi linee, basta seguire questi dieci consigli per poter utilizzare il social network più in voga al momento in completa tranquillità, magari anche divertendosi e trovando vecchi amici di scuola:

Articolo completo da OneWeb2.0;

Facebook: Brunetta lo vieta agli statali

7 maggio 2009

facebook

Si sta per aprire un altro capitolo di Brunetta contro i cosiddetti statali fannulloni. Stavolta ad essere coinvolto è Facebook.

Sempre più amato e più usato dagli Italiani, forse il popolare social network secondo il ministro potrebbe mettere a rischio la produttività sul lavoro da parte dei dipendenti pubblici.

Per questo Brunetta ha annunciato la sua intenzione di estendere l’applicazione di un apposito filtro che impedisca ai dipendenti statali di accedere a Facebook dalle loro postazioni di lavoro.

In realtà già alcuni contesti lavorativi sia pubblici che privati avevano limitato l’uso di Facebook a determinati momenti della giornata, quindi l’idea di Brunetta non si pone come un elemento che arriva all’improvviso, ma è sicuramente una decisione destinata a scatenare molte polemiche

Articolo completo da TrackBack;

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Facebook e i fannulloni

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Roma – L’altro ieri mi ha telefonato un giornalista friulano chiedendomi un parere sulla decisione appena comunicata della regione Friuli-Venezia-Giulia di chiudere l’accesso a Facebook ai propri dipendenti. Mentre rispondevo alle domande che mi venivano poste mi sono reso conto di non avere un parere troppo chiaro sulla vicenda.

Perché in realtà quello che sta accadendo negli ultimi mesi in questo paese con Facebook non ha alcun riscontro precedente nella lenta marcia di avvicinamento degli italiani agli strumenti tecnologici. Nel giro di pochissimo tempo molti milioni di persone hanno deciso di avvicinarsi a Facebook registrando il proprio profilo, utilizzandone gli strumenti più intuitivi e decretandone un successo di pubblico del tutto inatteso. Non c’è dubbio che questa variabile numerica cambia alcune delle carte in tavola.

Ci sono alcuni argomenti noti a sostegno della necessità di liberare gli strumenti tecnologici dal controllo del datore di lavoro. Il più importante di questi è quello della apertura a collegamenti che possano essere utili all’azienda stessa anche quando non preordinati.

Se la preoccupazione delle amministrazioni è quella che il proprio dipendente perda tempo a scambiare messaggi su Facebook con i propri ex compagni di scuola, il risultato collaterale della chiusura di Facebook sarà anche quello dell’annullamento di una possibile magari inattesa interfaccia professionale.

Va poi considerato che oggi in Italia Facebook è sottoposto ad un effetto novità molto forte: il risultato atteso nei prossimi mesi sarà quello di un appianamento della curva di nuovi iscritti con un consensuale fisiologico calo del suo utilizzo. Da ciò si potrebbe dedurre che forse non è questo il momento ottimale per valutarne le ricadute negative in termini di impatto sui cicli lavorativi.

Articolo completo da Punto Informatico;

Come bloccare un utente in Facebook

6 maggio 2009

di fabrizio Fallico

Blocca Persona - Facebook

Capita di avere dei brutti rapporti con alcune persone. Così come nella vita reale, può avvenire anche su Internet. In particolare, su Facebook, dove amici e legami più o meno stretti la fanno da padrone. Questo è il forse il lato più intricato e strano della comunicazione/socializzazione.

Articolo completo da OneWeb2.0;

Facebook rilascia il client desktop ufficiale

6 maggio 2009

di Claudia

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Pochi giorni dopo il rilascio delle Open Stream API, quasi a voler dimostrare cosa si possa fare con queste, Facebook ha diffuso gratuitamente il nuovo e molto atteso client desktop ufficiale.

L’applicazione per un suo corretto funzionamento si serve di Adobe AIR, che dovrà dunque essere presente sul proprio computer.

Articolo completo da GeekGeneration;

Blogger di Repubblica denuncia Facebook

5 maggio 2009

di Rammit

facebook riquadro

Uno dei blogger di Repubblica.it ha ricevuto una sorpresa piuttosto spiacevole: un giorno si è svegliato e ha scoperto che la sua password/nome utente di Facebook erano stati disattivati.
 
Messaggi personali, testi, foto, link e soprattutto 859 contatti: tutto sparito. Un destino riservato a centinaia di utenti di Facebook, un limbo inspiegabile ed inspiegato che Facebook infligge senza dare ragioni. E’ successo a tante persone, anche importante. Al mogul dell’informazione tecnologica Robert Scoble, al giornalista antimafia siciliano Nino Randisi.
 
Ma il blogger in questione, Vittorio Zambardino, non ci vuole stare, e usa Repubblica.it come grancassa per la sua lotta morale. Beh, morale e giuridica, perchè intende denunciare all’Autorità garante della privacy il fattaccio. Ci sono tutte le ragioni per farlo.

Articolo completo da TrackBack;

Sono solo i social network che ci rendono immorali?

5 maggio 2009

Molti pensano che, al giorno d’oggi, sono solo e soprattutto i social network che influiscono negativamente su di noi rendendoci immorali… Questo è vero ma è realmente così? E’ giusto dare la colpa SOLO a loro? Vediamo cosa ne pensano gli esperti!

Un gruppo di neuroscenziati del Brain and Creativity Institute della University of Southern California, ha scoperto, osservando la reazione di tredici volontari a degli appositi stimoli, che le decisioni aventi carattere morale richiedono tempo (sei o otto secondi).

E questo come si concilia con la velocità di risposta richiesta dalle moderne tecnologie?

Articolo completo da AlessandroBasile;

Cancellati da Facebook, come reagire?

5 maggio 2009
Cancellati da Facebook, come reagire?

Roma – Due casi di apparente censura su Facebook stanno scuotendo il mondo del web: nelle stesse ore sono stati oscurati senza alcuna motivazione apparente, i profilo di Luciano Vecchi, coordinatore del Dipartimento affari internazionali del Partito Democratico ed il profilo di Vittorio Zambardino, storica firma del quotidiano La Repubblica (il suo account è stato ora riattivato).

Luciano Vecchi, che fa parte del Comitato di presidenza nazionale del Partito Democratico, in particolare si è rivolto allo scrivente in quanto ritiene di non avere mai utilizzato il profilo utente in violazione dei peraltro “fumosi” termini d’uso indicati dal popolare social network, essendosi limitato a rispondere ai numerosi amici che lo contattavano. Lo stesso Vecchi ha cercato di spiegare la vicenda all’indirizzo fornito dal social network, dal senza ottenere, ad oggi, alcuna risposta.

Articolo completo da Punto Informatico;

Facebook proxy: navigare anonimo in ufficio

20 novembre 2008

Questo articolo non intende incoraggiare in alcun modo la pirateria informatica, l’uso di software “non genuino” privo di licenza o l’attuazione di quanto decritto se infrange in qualsiasi modo le leggi del proprio Stato.

Le tecniche riportate sono divulgate a puro scopo informativo e comunque valgono le indicazioni date nella sezione Disclaimer

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di Merlinox

Gli utenti Facebook abituati a essere connessi 10 ore al giorno dal proprio ufficio sono in grossa crisi.

Gli ordini di chiudere l’accesso al Social Network sono partiti. Tutti o quasi i responsabili CED d’Italia si prodigano per bloccare facebook.com e affini, agendo su regole di firewall e proxy.

Come fare per navigare in modo anonimo?

Ci sono due modi: o si riesci a collegarsi a un proxy server esterno o si usano dei proxy site.

La prima è una soluzioni difficile, in quanto i singoli accessi aziendali al 90% sono già connessi a un proxy aziendale per connettersi all’esterno: non c’è verso di dichiararne un altro.

Quindi ci servono dei proxy site: dei siti che “navigano per noi” garantendoci l’anonimato e saltando ogni proxy? Il rischio? Beh fondamentalmente due:

Articolo completo da Merlinox;

Aziende in guerra con Facebook: “Distrae, meglio oscurarlo”

18 novembre 2008

di VITTORIO ZAMBARDINO

Dalla Provincia di Milano alle Poste, aumentano i “filtri” al sito di social network. A Bologna bloccate chat e programmi di telefonia via internet. A Napoli è contingentato.

Aziende in guerra con Facebook “Distrae, meglio oscurarlo”

Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo “Cazzeggio al lavoro con Facebook”. Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo “Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca”.

E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l’accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa, e se al comune di Napoli l’hanno razionato.

Un’ora al giorno, suddiviso in frazioni di 10 minuti l’una. E a Facebook va già bene: il blog di Beppe Grillo è completamente inibito alla visione dei dipendenti comunali napoletani.

All’elenco si aggiunge la provincia di Milano, che blocca, e il mistero della Regione Campania, dove alcuni computer riescono a “vedere” Facebook ma altri non ce la fanno.

E se a Bologna nessuno si sogna ancora di “oscurare” il sito di social network, prediletto dai candidati alle primarie per la scelta del candidato sindaco, è pur vero che sia qui che altrove esistono da anni filtri che bloccano sia le chat che i programmi di telefonia via Internet.

Quello Skype, che per funzionare ha bisogno della stessa tecnologia che permette di scaricare musica e film dalla rete. Contro corrente Torino-comune: proibiti solo porno e giochi d’azzardo.

Articolo completo da Repubblica