“Se non c’è Valentino non guardo più la MotoGP”. Retrospettiva del fenomeno mediatico
di Michele Lallai

C’è chi va in pista per vedere le gare e tifa Valentino, e c’è chi va in pista per vedere Valentino. Rossi è quel grande professionista che tutti noi conosciamo anche perchè fa convivere in maniera armonica, all’interno della stessa figura, il lato più sportivo e quello più mediatico, gestendoli entrambi in modo eccellente, tanto da essere un punto di riferimento in entrambi i ruoli come ben sanno team, sponsor e tifosi.
Capita poi che un infortunio lo costringa a passare un trimestre fuori dalle piste. Mai era capitato prima d’ora e le ripercussioni da parte del mondo dello sport a due ruote non saranno grandi quanto quelle dell’altro grosso business che è tale anche grazie a Rossi, ovvero quello che porta in pista e davanti alle TV migliaia di fan non appassionati di motori e di competizioni.
La fetta di questa fascia d’utenza è grossa, parecchio, e in qualche modo la categoria ne accuserà il colpo: ieri e sabato ho sentito spesso la frase “che senso ha guardare la MotoGP, se non c’è Rossi?”. Ma non siamo qui per accusare qualcuno di falsa passione o interesse superficiale, quanto per buttare un occhio a cosa ci aspetta nei prossimi 3 mesi. Torneremo ai livelli di popolarità dell’epoca Pre-Rossiana o il fenomeno sarà limitato?
Articolo completo da MotoBlog;