Supercomputer per il disastro petrolifero BP
di Francesco Di Martile

Un milione di ore di calcolo del supercomputer del Texas Advanced Computing Center di Austin saranno spesi per adattare l’Advanced Circulation Model, studiato per gli uragani, alle previsioni tridimensionali delle correnti marine per capire dove finiranno gli 83,6 milioni di litri di petrolio versati in fondo al mare.
Il problema resta in tutta la sua gravità e non si sa, al momento, come uscirne.
Parlo del Golfo del Messico e dei 22 milioni di galloni di petrolio che si stima siano stati riversati in mare dalla Deepwater Horizon dall oscorso 20 aprile quando la piattaforma scoppiò e morirono 11 persone. Se non sbaglio nei conti sono 83,6 milioni di litri spillati fuori dal buco in fondo al mare, a 1.500 metri di profondità.
Ora la National Science Foundation ha deciso di allocare 1 milione di ore di calcolo del supercomputer del Texas Advanced Computing Center dell’Università di Austin per creare un modello tridimensionale che aiuti a prevedere le traiettorie di questa gigantesca macchia di morte che si stende nel fondale del Golfo.
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