Idiozia, pazzia o terrorismo … il risultato non cambia: è un vile attacco ad un uomo compiuto da un altro uomo
Aggressione Berlusconi, Tartaglia: “Attratto dalle urla dei contestatori”
Piena confessione di Massimo Tartaglia: il grafico ha raccontato agli investigatori di essersene andato prima della fine del comizio ma di essere stato attratto dalle urla dei contestatori; nella sua borsa trovati diversi oggetti contundenti.

Quattro ore di interrogatorio per Massimo Tartaglia, il grafico che nella serata di domenica 13 dicembre ha aggredito a Milano Silvio Berlusconi.
Tartaglia, che nella notte è stato trasferito nel carcere di San Vittore, ha confessato ed ha spiegato agli inquirenti che le motivazioni del suo gesto sono politiche: forte dissenso dalle posizioni del Pdl e in particolare del presidente del Consiglio.
Articolo completo da BlitzQuotidiano;
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Berlusconi: Tartaglia fermato da due abruzzesi

LANCIANO (CH) – Due giovani abruzzesi sono stati testimoni oculari in Piazza Duomo a Milano quando Berlusconi e’ stato colpito al volto con una miniatura del Duomo da Massimo Tartaglia. Si tratta di Giampiero Iannone, 28enne, e Pierluigi Peri, 24enne.
“Prima ero al lato del palco – racconta Giampiero- siccome conosco le abitudini del presidente del Consiglio, che al termine dei comizi si avvicina alla gente, mi sono sistemato dietro al palco, dove stringeva le mani.
La stava dando proprio a me mentre scattavo le foto, quando l’ho visto accasciarsi a terra. Giratomi ho visto questa persona con una giacca grigia, che ha tentato una fuga. E’ stato il mio amico, Pierluigi a indicare l’aggressore alle guardie del corpo e a fermarlo.
Articolo completo da NotiziarioItaliano;
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Silvio Berlusconi aggredito: la scorta ha fallito?
di Gabriele Ferraresi

Berlusconi aggredito tg2Ieri Massimo Tartaglia, uno squilibrato di Cesano Boscone, ha aggredito in piazza del Duomo a Milano Silvio Berlusconi, attuale capo del Governo.
Berlusconi, dopo il suo discorso, stava facendo il consueto bagno di folla, e tra i tanti applausi è apparsa anche la mano dell’attentatore, che ha tirato al Presidente del Consiglio una statuina del Duomo di Milano. E la scorta?
La scorta ha fallito miseramente: ed è strano, perché Berlusconi è seguito da
Articolo completo da CrimeBlog.It;
Personalmente mi dissocio da quanto nel titolo dell’articolo, che riporto come parte della cronaca.
Il lavoro che svolgono questi operatori professionisti, merita il massimo plauso.
Quanto fanno di cui non si sa nulla ? Troppo facile puntare il dito e dare giudizi.
Con immutata stima agli addetti alla sicurezza del Premier
Franco
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Il doppio errore nel sistema di protezione
Una falla nell’ultimo cerchio della scorta. La Questura aveva avvertito: possibili incidenti
ROMA — Una ventina di uomini schierati in doppio anello per fare scudo mentre è in mezzo alla folla. La falla nel dispositivo di sicurezza di Silvio Berlusconi si è aperta nel cerchio più stretto, quello che ha il compito di proteggerlo dalle eventuali aggressioni dirette o dal lancio di oggetti.
Il dispositivo deve essere a maglie strettissime perché nel contatto con la folla il rischio altissimo è quello di un ordigno oppure un colpo d’arma da fuoco. Ma in piazza del Duomo qualcosa non ha funzionato e dopo il ferimento provocato da Massimo Tartaglia c’è stato quello che i tecnici ritengono sia stato il secondo errore.
L’auto con il presidente del Consiglio è infatti rimasta ferma, Berlusconi è addirittura sceso e ha mostrato il volto insanguinato. In caso di pericolo la personalità dovrebbe invece essere portata immediatamente via per scongiurare rischi maggiori.
Articolo completo da Corriere della Sera;
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Otto «moschettieri» e auto corazzate: la scorta privata di Berlusconi
Maestri di arti marziali, ex paracadutisti del «Tuscania». Il leader protetto anche dalle forze dell’ ordine Otto «moschettieri» e auto corazzate: la scorta privata di Berlusconi MILANO – Doppia tutela. Le spalle coperte da quella privata, la strada aperta da quella pubblica.
Silvio Berlusconi conta su un sistema di sicurezza con pochi precedenti nella storia italiana: ci sono sia le bodyguard caratteristiche di un grande imprenditore, sia gli agenti speciali che scortano gli ex presidenti del Consiglio. Ma anche su questo fronte, il Cavaliere ha sempre prediletto gli uomini di fiducia e i mezzi di proprietà.
A partire dalle automobili. È stato l’ unico inquilino di Palazzo Chigi a non utilizzare le Lancia presidenziali: si muoveva solo sulle sue Mercedes corazzate. Nel 1994 cercò di creare un’ unità speciale per la protezione del premier forte di 400 persone. Ma oggi come allora, la scorta a distanza ravvicinata è affidata a una squadra di uomini della sua vigilanza personale. Sono in otto ad alternarsi in questo compito.
La selezione segue i criteri utilizzati per il Gis, il Gruppo intervento speciale dei carabinieri. E infatti la maggioranza proviene dai ranghi dell’ Arma: ex paracadutisti del Tuscania, il battaglione di punta nelle missioni internazionali e nella protezione delle personalità di Stato. Tutti maestri di arti marziali, tutti esperti di tiro, spesso provenienti dal Nord Italia. Il look è impeccabile: si mimetizzano perfettamente con l’ entourage.
Mai un’ arma in vista, mai una cravatta stonata, vietati occhiali e pettinature da gorilla hollywoodiano. Solo in occasione di comizi e bagni di folla, vengono traditi dall’ auricolare delle trasmittenti che li collegano al caposquadra. Gli otto «moschettieri» di Berlusconi sono l’ élite di un reparto più grande, che difende anche i familiari del Cavaliere e le loro residenze.
Solo il nucleo centrale è composto da specialisti ingaggiati direttamente; gli altri vengono «affittati» a seconda delle esigenze e del livello di pericolosità. Nessuno sa quanti siano. Anche perché talvolta vengono affiancati da altri dipendenti Fininvest, che come tutte le grandi imprese ha una società specializzata per la sicurezza aziendale. Ovviamente i dati sul «Consorzio Vigilanza» sono segreti.
Articolo completo da Corriere della Sera;
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Rischio-mitomani segnalato dai Servizi. Copasir: chiarire cosa non ha funzionatodi
di ALBERTO CUSTODERO

ROMA – “Il rischio di un’aggressione da parte di mitomani era stato da tempo annunciato dai servizi di sicurezza. Al Copasir attendiamo una relazione dettagliata sull’esatta dinamica dell’aggressione a Berlusconi per verificare come mai i servizi segreti, deputati alla sicurezza del presidente del consiglio, non abbiano garantito in questo caso la sua incolumità”.
Emanuele Fiano, deputato pd e componente del Comitato parlamentare per il controllo dell’intelligence, vuole vederci chiaro sull’aggressione di ieri a Berlusconi. Era stato lo stesso Fiano a metà ottobre, a presentare un’interrogazione urgente sull’allarme attentati al Cavaliere dopo aver letto a metà ottobre su Repubblica, la preoccupazione di Berlusconi di essere colpito durante un comizio.
In quel periodo, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, “profondamente turbato”, aveva sollecitato un intervento della magistratura per mettere sotto inchiesta i gruppi Facebook intitolati “Uccidiamo Berlusconi”. La procura di Roma aveva avviato un’indagine per minacce, mentre il gestore americano del social network aveva imposto di cancellare solo il titolo (giudicato offensivo), ma non i contenuti, ritenuti innocui.
Articolo completo da Repubblica;
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Berlusconi, Tartaglia e il “popolo di Facebook”
di Giacomo Dotta

In poche ore Massimo Tartaglia è divenuto fulcro tanto per gruppi anti-Berlusconi, quanto per gruppi pro-Berlusconi. Ed ora sono già in molti a puntare il dito contro Internet e contro Facebook, quali ricettacoli di odio: si chiede vigilanza e censura
Il popolo di Facebook ha creato gruppi pro-Tartaglia, il popolo di Facebook ha istigato gesti violenti, il popolo di Facebook ha commesso apologia di reato, il popolo di Facebook ha glorificato un violento. Queste le tante reazioni il giorno dopo l’aggressione a Silvio Berlusconi, che abbiamo monitorato online fin dalla prima ora. Sono molti i giornali pronti a sottolineare la reazione che “il popolo di Facebook” avrebbe avuto fin dai primi attimi successivi ai fatti di Milano. Con un peccato originale, però, nella definizione: il “popolo di Facebook”, semplicemente, non esiste.
Per superficialità di approccio l’utenza che si esprime su Facebook viene giudicata alla stregua di un gruppo organizzato, identitario, organicamente legato da principi in realtà totalmente assenti. Dopo i primi moniti, infatti, già vi sono accuse precise e le prime richieste di “oscuramento”. Corriere della Sera: «Il popolo della rete è tornato a farsi sentire. Dopo i gruppi nati su Internet nel 2004 a sostegno del treppiede lanciato contro il premier Berlusconi in piazza Navona, anche ieri, a meno di un’ora dall’aggressione, su Facebook si sono moltiplicati gli schieramenti pro e contro Massimo Tartaglia.
Più di 270 i gruppi e oltre ventimila i fan [...]. Entusiasmo, facile ironia, in alcuni casi tifo da stadio. [...] Gianfranco Rotondi si è espresso sull’accaduto: “L’inno a Tartaglia su Facebook è il segno della barbarie in cui è precipitato il Paese. [...] Roberto Maroni ha chiesto un rapporto alla polizia Postale di cui discuterà oggi durante l’incontro con il prefetto di Milano per fare chiarezza “sul clima di odio alimentato anche dai siti”».
Articolo completo da WebNews;
dicembre 14th, 2009 at 16:06
[...] Vai al sito e alla fonte completa nessuno Lascia un commento [...]
dicembre 14th, 2009 at 16:48
Ciascuno è responsabile delle sue azioni, ivi compresi i commenti al presente articolo.
Franco
dicembre 14th, 2009 at 17:18
E TUTTO ARCHITETTATO DALL’OPPOSIZIONE.
QUEL RAGAZZO AVEVA ALTRI OGGETTI NELLO ZAINO DA SCAGLIARGLI CONTRO.ANNO SCELTO BENE L’INDIVIDUO ( UNO IN CURA DA DIECI ANNI COSì SE LA CAVA CON POCO. SICURAMENTE AVRA’ PRESO MOLTI SOLDI PER QUELLO CHE A FATTO.BISOGNEREBBE ANDARE A VEDERE ANCHE I CONTI DELL’AZIENDA DEL PADRE E LE CONOSCENZE CHE ANNO.
Mi auguro che a qull’aggressore gli venga inflitta la
massima pena possibile senza tener conto dell’infermità mentale che si
dice avere.Io fossi in lei ( Presidente ) aprirei anche un indagine a 360° sulla
sinistra e in particolare su quel dipietro e quella bindi.
Caro Presidente.
Le rivolgo il mio più sentito affetto di pronta guarigione.( Un suo elettore ).