La mano bionica che ‘parla’ con il cervello
Impiantata su un italo-brasiliano, gli permette di controllare il movimento e ricevere stimoli sensoriali.

La mano bionica realizzata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (Ansa)
MILANO – La mano bionica è una realtà: il modello messo a punto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e impiantato su un giovane italo-brasiliano nell’università Campus Biomedico di Roma funziona. Nel senso che l’uomo riesce a comandare l’arto con il cervello.
COME FUNZIONA – La mano bionica ha cinque dita indipendenti e dialoga con il cervello per mezzo di quattro elettrodi impiantati nel polso e nell’avambraccio. In questo modo l’uomo non soltanto controlla il movimento, ma riceve stimoli sensoriali.
È il frutto di un grande progetto, chiamato “LifeHand”, che prevede impianto e sperimentazione di interfacce neurali su un soggetto amputato al braccio, finanziato con fondi europei per circa due milioni in cinque anni.
I quattro elettrodi, messi a punto dall’azienda tedesca Ibmt, sono stati impiantati su due nervi del braccio: sono minuscoli filamenti flessibili e biocompatibili spessi 10 milionesimi di millimetro (nanometri) e lunghi 180 nanometri.
Ognuno di essi ha otto canali (localizzati su altrettanti siti in paltino) che permettono il passaggio dei segnali fra cervello e mano. Di conseguenza il dialogo cervello-mano avviene grazie a 32 canali.
Articolo completo da Corriere della Sera;
dicembre 2nd, 2009 at 22:54
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dicembre 3rd, 2009 at 11:45
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