Social network, scacco alla pedofilia
di Giacomo Dotta
A seguito di una segnalazione dell’Associazione Meter di Don Fortunato di Noto, la Polizia Postale ha potuto bloccare una rete di social network attivi nello scambio e nella pubblicazione di immagini pedopornografiche di particolare gravità.
Internet non è certo l’unico ambito nel quale si registrano attività pedofile, ma sembra essere l’ambito sul quale vengono poste più indagini e si ottengono i maggiori risultati. Un nuovo comunicato dell’Associazione Meter di Don Fortunato di Noto, infatti, segnala infatti i risultati di una operazione di alto profilo con la quale la Polizia Postale Italiana ha potuto operare sotto specifica segnalazione dell’associazione.
«100 comunità pedofile oscurate e sequestrate presenti in un social network, con contatti da tutto il mondo compresa l’Italia; come dei “ragni “n. 18.181 iscritti alle comunità comunicavano, attiravano e scambiavano centinaia di migliaia di video e foto (n. 27.894 foto pedofile e n. 1.617 video) con notizie sullo scambio di bambini. Migliaia i bambini coinvolti». Dalla forza dei numeri, la gravità dei fatti: «Un universo non più virtuale ma reale, in cui potevano iscriversi e scambiare materiale pedopornografico (foto, video, appuntamenti con bambini) in tutta tranquillità attraverso uno dei più rinomati social network USA. Materiale che gli investigatori italiani e americani dichiarano essere un vero e proprio orrore, dai neonati a bambini di tenerissima età oggetto di abusi e violenze».
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