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Così manipoleremo il clima

4 settembre 2009, scritto da Franco


di Carola Frediani

Contro il riscaldamento globale serviranno anche arditi progetti di geoengineering: impianti di cattura del carbonio, riforestazione, specchi contro la luce solare

LONDRA – Specchi orbitanti per riflettere la luce del sole, giganti impianti di filtraggio dell’aria, fertilizzazione degli oceani: se fino a ieri simili progetti – concepiti al fine di combattere il riscaldamento climatico – potevano sembrare ambiziose fantasie di scienziati, ora non appaiono più così improbabili. Infatti la Royal Society – prestigiosa istituzione scientifica britannica – ha appena pubblicato un rapporto cautamente fiducioso nei confronti di simili soluzioni.

Stiamo parlando del geoengineering, la manipolazione su grande scala dell’ambiente per influenzare il clima e contrastare il surriscaldamento del pianeta, causato in buona parte dalle attività umane. Per quanto ardite alcune soluzioni tecnologiche, insomma, potrebbero funzionare.

Anzi, poiché «se non riusciamo a ridurre sostanziosamente le emissioni di CO2 andremo incontro a un futuro climatico estremamente arduo e disagiato – scrive nel report John Shepherd, professore alla University of Southampton– il geoengineering sarà la sola opzione rimasta per limitare l’aumento delle temperature».

CATTURARE LA CO2- I progetti più interessanti e plausibili sono, secondo la Royal Society, quelli che si concentrano sulla riduzione dell’anidride carbonica già presente nell’atmosfera, come la riforestazione su ampia scala, o la costruzione di impianti di filtraggio e cattura della CO2. Più rischiosa, visti gli imprevedibili effetti collaterali, la fertilizzazione degli oceani, che consiste nell’accrescere artificialmente – attraverso l’immissione di ferro – la quantità di microalghe, capaci, come le piante terrestri, di immagazzinare il carbonio.

Articolo completo da Corriere della Sera;

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