P2P, 675mila dollari per 30 brani
di Gaia Bottà

foto tratta da Wegeek
Roma – Non si è trattato di uso legittimo, non si è distinto fra abuso del diritto di riproduzione e violazione del diritto di distribuzione: Joel Tenenbaum ha consapevolmente violato il diritto d’autore. Nonostante fosse supportato da un team legale più che agguerrito, Tenenbaum ha capitolato: alla giuria è spettato solo accordarsi sull’entità del risarcimento: 675mila dollari.
Tenenbaum, 25enne laureato presso l’Università di Boston, è uno dei pochi cittadini statunitensi accusati di violazione del diritto d’autore ad aver affrontato i detentori dei diritti in tribunale, senza piegarsi alle richieste di accordo che l’industria dei contenuti avanza nei confronti di coloro che vengono colti ad abusare della propria connettività.
Ha perseverato nel difendere la propria posizione, è stato affiancato dall’avvocato Charles Nesson, docente di Harvard, e dai suoi studenti. Il manipolo di avvocati della difesa era pronto a sbaragliare le accuse scagliate da Sony, avrebbe voluto garantire una visibilità globale alla decostruzione delle testimonianze e delle strategie dell’industria, avrebbe voluto infliggere ai colossi del copyright un fendente mediatico capace di sgretolare anni di pressioni esercitate sui cittadini della rete.
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