PHP decoder

Archivio del luglio, 2009

GF09: Cristina Del Basso: ‘Non faccio l’amore da sei mesi’

6 luglio 2009


Cristina Del Basso © Mediaset

Il GF 9 devo molto del suo successo a Cristina Del Basso che ora rivela un particolare intimo.

Senza la maggiorata Cristina il GF9 forse non avrebbe avuto il successo che ha riscosso. Per varie buone ragioni. Cristina Del Basso è stata una sorta di “icona”, la ragazza dalle curve super che normalmente piace al popolo italico.

Tutti sono in attesa di quello che potrebbe essere il calendario più quotato del 2010 che la dovrebbe vedere protagonista ma intanto la prorompente Cristina rivela ai suoi fans alcuni particolari della sua vita intima.

Intervistata dal settimanale “Top” fa una rivelazione incredibile …

Articolo completo da Rumors;

Ricette: Primo: Pasta: Rigatoni melanzane e pecorino

5 luglio 2009

Tempi:

* Preparazione: 15 min.
* Cottura: 25 min.
* Livello di difficoltà: facile
* N. persone: 4
* Autore: acunamatata

Ingredienti:

* g 350 Rigatoni
* 2 Melanzane lunghe
* g 50 Pecorino Romano
* 10 Foglie di basilico
* 3 Pomodori Costoluti
* 1 Scalogno
* 1 Rametto di origano fresco
* Q.B Sale e pepe
* Q.B Olio E.V.

Preparazione:

Per prima cosa mettiamo sul fuoco la pentola con l’acqua per la pasta, poi ci occupiamo delle verdure ed iniziamo dai pomodori,che andremo a tagliare a spicchi,eliminiamo l’acqua e i semi contenuti all’interno e andremo a ricavare dei dadini di pomodoro che andremo a mettere in una ciotola condendo con un filo d’olio un pizzico di sale e pepe due foglie di basilico spezzetate una breve mescolata e lasciamo riposare.

Mettiamo in padella 5 cucchiai di olio E.V,tritiamo lo scalogno e mettiamolo in padella a stufare.

Nel frattempo prepariamo le melanzane,utilizzando solo la parte più vicina alla buccia che è anche quella più saporita, ricaviamo dei dadini e uniamo allo scalogno e lasciamo rosolare.

Nel frattempo l’acqua avrà raggiunto il bollore saliamo e caliamo la pasta,intanto che la pasta raggiunge la cottura le melanzane si saranno ben rosolate.

A questo punto aggiungiamo qualche cucchiaio di cottura della pasta e scoliamo quest’ultima qualche minuto prima della cottura e mettiamola in padella con le melanzane aggiungiamo parte dei pomodori e facciamo saltare il tutto per qualche minuto e poi impiattiamo,aggiungendo l‘origano fresco il pecorino romano che non ho grattugiato ma ho tagliato con il pelapatate in modo da creare delle scaglie,il resto dei pomodori completiamo con foglie di basilico e un filo d’olio.

Ricetta tratta da Ricette&Dintorni;

Ricette Primi piatti su Ciberia

Ricette Natale

CodeWeaver rilascia CrossOver 8.0

4 luglio 2009

di Andrea de Palo

CodeWeavers

CodeWeavers ha rilasciato la versione 8.0 di CrossOver, il suo software per l’esecuzione di programmi Windows su Linux e Mac.

Nonostante CrossOver sia rilasciato con licenza proprietaria, CodeWeavers ha un ruolo importante nel mondo del software libero perché è il datore di lavoro di molti sviluppatori di Wine e contribuisce al progetto con bugfix e patch.

Durante lo sviluppo di CrossOver 8.0 si sono concentrati gli sforzi su determinati applicazioni e ora Internet Explorer 7.0, Quicken 2009, Adobe Photoshop CS2 sono ufficialmente supportati; miglioramenti vengono registrati anche sul versante di Office 2003/2007, Outlook e Apple QuickTime 7.

Articolo completo da OneOpenSource;

Sesso e fellatio tra coppie di Casalesi: parola di Roberto Saviano

3 luglio 2009

di Daniele Particelli

RobertoSaviano

“Mai sotto una femmina” è l’imperativo con cui si viene educati. Se mentre fai l’amore, decidi di stare sotto, stai scegliendo pure di sottometterti nella vita di tutti i giorni. “Mai sesso orale”. Riceverlo è lecito, praticarlo a una donna è da “cani”.
“Non devi diventare cane di nessuno”.

Parola dello scrittore Roberto Saviano, che in un articolo pubblicato domenica su Repubblica, ha descritto i rapporti tra uomini e donne del clan dei Casalesi. Sessuali, ma non solo.

Esordisce con un “essere donna in terra criminale è complicatissimo” e prosegue elencando cosa possono e non possono fare le moglie dei molti boss del clan.

Emerge così che le donne:

Articolo completo da CrimeBlog.It;

Disinstallare norton antivirus con password

2 luglio 2009

A volte capita, ricevendo indietro dei pc da ripulire, che una delle cose da fare fuori sia l’antivirus della Norton.

Secondo il mio modesto parere per quello che fa’ consuma TROPPE risorse, l’ho visto rendere inutilizzabili macchine dignitose dove altri software facevano il loro dovere senza rompere troppo le scatole…

Questo AV, purtroppo, ha una feature piuttosto fastidiosa, a volte vuole una password per essere rimosso.

Nel caso in cui la password di serie “symantec” (che non cambia quasi nessuno) non funzionasse potete bypassarla usando questo trucco: andate nel registro di configurazione alla voce HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\INTEL\LANDesk\VirusPro tect6\CurrentVersion\Administrator Only\Security, cercate la voce “UseVPUninstallPassword” e cambiatela da 1 a zero.

In questo modo si dovrebbe disinstallare senza chiedere password.

Articolo completo da Spippolazione;

Anna Kournicova … sotto Sexy Lady o Sport ?

2 luglio 2009

  
 
 
 

5,3 milioni e 1, e 2, e 3 … La baia è stata venduta

1 luglio 2009

The Pirate Bay: venduta!

di Emanuele Menietti

La società svedese Global Gaming Factory X AB ha da poco annunciato l’acquisizione del sistema di ricerca per BitTorrent The Pirate Bay. Il nuovo proprietario mira a creare un nuovo modello di business per monetizzare la Baia e dare garanzie sui copyright.

«Si è vero, The Pirate Bay potrebbe cambiare proprietario». Giunge direttamente dal blog ufficiale del famoso e controverso sistema per la ricerca sulle reti BitTorrent la conferma di una acquisizione da parte della società svedese Global Gaming Factory X AB.

Con una transazione economica pari a circa 5,3 milioni di Euro, il nuovo approdo della Baia potrebbe dunque cambiare, consegnando una realtà conosciuta su scala globale (e colpita da una recente condanna) a un nuovo proprietario.

Articolo completo da WebNews;

————————

The Pirate Bay si è venduta

di Gaia Bottà

Roma – Un tradimento, una sconfitta, la morte della Baia dello sharing. Ma anche un’evoluzione, un cavallo di Troia capace di scuotere l’industria dei contenuti tradizionale e traghettarla verso modelli di business più innovativi e più vicini alle esigenze del pubblico. The Pirate Bay si è venduta, si venderà ad un’azienda svedese che medita di trasformare la Baia in uno strumento di sharing inattaccabile.

È un punto di riferimento per lo sharing, è un approdo in rete per oltre 25 milioni di netizen. Il vessillo dei pirati della Baia simboleggia la condivisione in rete e l’irruenza della necessità espressa dai netizen di poter fruire dei contenuti e di poterli condividere sfruttando al massimo le potenzialità della rete.

Il sequestro del 2006 ad opera della forze dell’ordine svedesi è leggenda, epici i caustici scambi di battute che hanno opposto i rappresentanti di The Pirate Bay ad un’industria dei contenuti che non sembrava stare al passo con quello che i cittadini della rete da tempo chiedono loro. The Pirate Bay ha squassato le corti di mezza Europa e mobilitato legislatori, ha innescato setacci e ha arringato le folle.

Ha cavalcato i marosi delle polemiche per guadagnare l’attenzione della rete. I timonieri della Baia sono stati giudicati colpevoli, condannati a pagare milioni di euro e a scontare la propria pena con il carcere.

Peter Sunde, altresì noto come BrokeP, aveva promesso che non avrebbe corrisposto nulla, le speranze della rivalsa erano riposte nel torbido passato di un giudice vicino all’industria dei contenuti, speranza flebile, spenta dalla decisione del tribunale svedese che ha giudicato lecito il procedimento con cui la Baia è stata affondata.

Articolo completo da Punto Informatico;

————————

The Pirate Bay, nuovi timonieri

di Giorgio Pontico

Roma – Dopo aver imperversato per anni nel mare magnum della Rete i pirati della Baia si preparano ad accogliere un nuovo comandante. Risponde al nome di Hans Pandeya, CEO della sofware house svedese Global Gaming Factory. La notizia è stata ufficializzata da Peter Sunde, che ha diffuso la notizia cinguettando dal Brasile.

Secondo TPB l’affare, che si sarebbe concluso con il versamento di circa 5,5 milioni di euro (60 milioni di corone svedesi), si è reso necessario per mantenere in vita il portale per lo scambio di torrent: sul blog ufficiale viene spiegato che i vecchi nomi continueranno ad incrociare al largo della Baia, anche se con ruoli non ancora precisati.

Articolo completo da Punto Informatico;

————————

The Pirate Bay è stato comprato, tutto cambierà

di Dario D’Elia

The Pirate Bay è stato acquistato da Global Gaming Factory X, la più grande catena mondiale di Internet Café e sale giochi. Con un investimento di circa 7,8 milioni di dollari, la semi-sconosciuta azienda svedese ha confermato di aver acquisito la nota piattaforma P2P e Peerialism, una società che ha sviluppato una tecnologia di sharing di nuova generazione.

L’obiettivo di Global Gaming Factory X (GGF) è di lanciare un nuovo modello di business che distribuisca compensi ai content provider e ai detentori di copyright. “Ci piacerebbe avviare un nuovo sistema che permetta ai content provider e ai detentori di copyright di essere pagati per ciò che viene scaricato attraverso il sito”, ha dichiarato Hans Pandeya, CEO di GGF.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

————————

Cosa ne sarà della Baia dei Pirati?

di Giacomo Dotta

Se The Pirate Bay diventa legale, non è più The Pirate Bay. Dunque, a meno che dietro le acquisizioni non si nasconda una tecnologia in grado di cambiare le carte in tavola, con la vendita della Baia si chiude un’epoca. Così come successe con Napster.

Difficile dire cosa ne sarà della Pirate Bay d’ora innanzi. Gli interrogativi che circondano la cessione del motore di Torrent, infatti, sono molti e l’unica certezza è nel fatto che si chiude un’epoca per riaprirsene un’altra. Per molti si tratta di un déjà vu dei tempi in cui Napster, messo alla berlina dai tribunali, dovette cedere. Il fondatore Shawn Fanning tentò poi di riciclarsi in nuove iniziative “legali”, ma il successo non potè ripetersi. Napster, quel Napster, morì così. The Pirate Bay, questa The Pirate Bay, potrebbe avere sorte similare.

Conservarne il brand, non significa conservarne l’identità. Quel che la Global Gaming Factory X ha acquistato, dunque, è una struttura fatta di codice da cambiare e di un nome su cui prosperare. Ma il legame tra l’utenza ed il motore è nella gratuità del servizio e dei contenuti: come riuscire, quindi, ad ottenere moneta in un meccanismo basato sul gratis? E come, in parallelo, pensare di retribuire adeguatamente i detentori del diritto così che la Baia possa diventare da un giorno all’altro un affare legale?

Articolo completo da WebNews;

————————

Il portale Pirate Bay venduto a un’azienda software svedese

di ALESSANDRO LONGO

Costo dell’operazione: 5,6 milioni di euro. Preoccupati i fan del popolare sito per scambio di file. Ma Peter Sunde, il fondatore ed ora ex proprietario, rassicura: “Noi non lo siamo e nemmeno voi dovreste esserlo” di

PIRATE BAY, il più importante sito per il peer to peer, sarà venduto entro agosto per 5,6 milioni di euro a un’azienda svedese, Global Gaming Factory X, che gestisce numerosi internet café nel mondo. La notizia arriva di sorpresa oggi ed è subito confermata da Peter Sunde, uno dei fondatori di Pirate Bay:

“Molte persone sono preoccupate. Noi non lo siamo e nemmeno voi dovreste esserlo”, scrive sul proprio blog. Sunde rassicura i fan, il sito non cambierà nei fini e nella sostanza, ma ciò non basta a far tacere i timori degli utenti: si teme per la sorte del sito, dopo l’acquisizione.

Del resto, il nuovo proprietario, Hans Pandeya, ha già dichiarato che intende dare una svolta al portale, “in modo che i fornitori di contenuti e i detentori di copyright siano pagati per quello che è scaricato dal nostro sito”. Una grossa differenza rispetto alla linea dura e pura finora seguita dai fondatori, all’insegna della totale indifferenza nei confronti dei diritti d’autore.

Il che ha portato allo storico processo contro Pirate Bay, che si è concluso in primo grado con una condanna e una multa di 2,7 milioni di euro. Sentenza confermata, per ora, perché il giudice è stato appena dichiarato idoneo a pronunciarla, dalla Corte d’Appello svedese. Quelli di Pirate Bay avevano accusato il giudice di conflitto d’interessi, perché coinvolto in associazioni pro-copyright.

Articolo completo da Repubblica;

Michael Jackson e i BAD effetti

1 luglio 2009

12 fans si uccidono dopo la morte di Michael Jackson

di Il Superficiale


foto tratta da Mediabistro

Secondo il presidente del più grande fan club dedicato a Michael Jackson, sarebbero 12 le persone morte suicide dopo la tragica scomparsa del re del pop. MJJcommunity.com, questo il nome del fan club, nasce dieci anni fa da un’idea di Gary Taylor ed ha più di 14,000 iscritti e uno staff di 30 persone sparso per il mondo.

Articolo completo da GossipBlog;

————————-

Il padre di Michael Jackson è fuori dal testamento

di Carla

michael jackson foto33

Secondo le ultime indiscrezioni il padre di Michael Jackson è stato tagliato fuori dal testamento scritto nel 2002.

Articolo completo da GossipBlog;

————————-

Come sarebbe stato Michael Jackson senza chirurgia plastica?

di Carla

michael jackson 44 anni

Il sito UsAltermedia pubblica una foto, rielaborata al computer, della popstar a 44 anni … come sarebbe stato senza trucco e senza inganno.

Articolo completo da GossipBlog;

————————-

Il chip quantistico è realtà

1 luglio 2009

http://www.tecnonews.org/wp-content/uploads/2008/08/atomo.gif
foto tratta da Tecnonews

Roma – Chi è arrivato prima nella corsa alla realizzazione del chip quantistico, i canadesi o gli americani? La società D-Wave Systems di Burnaby, British Columbia sostiene da tempo di essere stata la prima a sviluppare questo genere di circuiteria avanzata, ideale viatico per la costruzione di una nuova industria elettronica capace di trasformare in realtà i sogni di potenza oltre ogni più rosea fantasia del quantum computing.

Ma nell’ambiente della ricerca i risultati di D-Wave non vengono presi molto sul serio, mentre il recente lavoro degli scienziati della Yale University appare più concreto e sarebbe dunque da assegnare a loro il primato della realizzazione di un “quchip” funzionante.

Quantomeno quelli di Yale sono i primi a guadagnarsi una “peer review” su una pubblicazione rispettabile come Nature, cosa che dovrebbe funzionare da garanzia del lavoro dei ricercatori e da conferma dei risultati ottenuti.

 All’atto pratico questi risultati si misurano in un chip composto da 2 qubit (o quantum bit), ciascuno composto da miliardi di atomi di alluminio. Grazie alla proprietà dei quanti di energia, un qubit è in grado di mantenere lo stato di 0, 1 o un “super-stato” che li contenga entrambi.

Articolo completo da Punto Informatico;