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5,3 milioni e 1, e 2, e 3 … La baia è stata venduta

1 luglio 2009, scritto da Franco


The Pirate Bay: venduta!

di Emanuele Menietti

La società svedese Global Gaming Factory X AB ha da poco annunciato l’acquisizione del sistema di ricerca per BitTorrent The Pirate Bay. Il nuovo proprietario mira a creare un nuovo modello di business per monetizzare la Baia e dare garanzie sui copyright.

«Si è vero, The Pirate Bay potrebbe cambiare proprietario». Giunge direttamente dal blog ufficiale del famoso e controverso sistema per la ricerca sulle reti BitTorrent la conferma di una acquisizione da parte della società svedese Global Gaming Factory X AB.

Con una transazione economica pari a circa 5,3 milioni di Euro, il nuovo approdo della Baia potrebbe dunque cambiare, consegnando una realtà conosciuta su scala globale (e colpita da una recente condanna) a un nuovo proprietario.

Articolo completo da WebNews;

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The Pirate Bay si è venduta

di Gaia Bottà

Roma – Un tradimento, una sconfitta, la morte della Baia dello sharing. Ma anche un’evoluzione, un cavallo di Troia capace di scuotere l’industria dei contenuti tradizionale e traghettarla verso modelli di business più innovativi e più vicini alle esigenze del pubblico. The Pirate Bay si è venduta, si venderà ad un’azienda svedese che medita di trasformare la Baia in uno strumento di sharing inattaccabile.

È un punto di riferimento per lo sharing, è un approdo in rete per oltre 25 milioni di netizen. Il vessillo dei pirati della Baia simboleggia la condivisione in rete e l’irruenza della necessità espressa dai netizen di poter fruire dei contenuti e di poterli condividere sfruttando al massimo le potenzialità della rete.

Il sequestro del 2006 ad opera della forze dell’ordine svedesi è leggenda, epici i caustici scambi di battute che hanno opposto i rappresentanti di The Pirate Bay ad un’industria dei contenuti che non sembrava stare al passo con quello che i cittadini della rete da tempo chiedono loro. The Pirate Bay ha squassato le corti di mezza Europa e mobilitato legislatori, ha innescato setacci e ha arringato le folle.

Ha cavalcato i marosi delle polemiche per guadagnare l’attenzione della rete. I timonieri della Baia sono stati giudicati colpevoli, condannati a pagare milioni di euro e a scontare la propria pena con il carcere.

Peter Sunde, altresì noto come BrokeP, aveva promesso che non avrebbe corrisposto nulla, le speranze della rivalsa erano riposte nel torbido passato di un giudice vicino all’industria dei contenuti, speranza flebile, spenta dalla decisione del tribunale svedese che ha giudicato lecito il procedimento con cui la Baia è stata affondata.

Articolo completo da Punto Informatico;

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The Pirate Bay, nuovi timonieri

di Giorgio Pontico

Roma – Dopo aver imperversato per anni nel mare magnum della Rete i pirati della Baia si preparano ad accogliere un nuovo comandante. Risponde al nome di Hans Pandeya, CEO della sofware house svedese Global Gaming Factory. La notizia è stata ufficializzata da Peter Sunde, che ha diffuso la notizia cinguettando dal Brasile.

Secondo TPB l’affare, che si sarebbe concluso con il versamento di circa 5,5 milioni di euro (60 milioni di corone svedesi), si è reso necessario per mantenere in vita il portale per lo scambio di torrent: sul blog ufficiale viene spiegato che i vecchi nomi continueranno ad incrociare al largo della Baia, anche se con ruoli non ancora precisati.

Articolo completo da Punto Informatico;

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The Pirate Bay è stato comprato, tutto cambierà

di Dario D’Elia

The Pirate Bay è stato acquistato da Global Gaming Factory X, la più grande catena mondiale di Internet Café e sale giochi. Con un investimento di circa 7,8 milioni di dollari, la semi-sconosciuta azienda svedese ha confermato di aver acquisito la nota piattaforma P2P e Peerialism, una società che ha sviluppato una tecnologia di sharing di nuova generazione.

L’obiettivo di Global Gaming Factory X (GGF) è di lanciare un nuovo modello di business che distribuisca compensi ai content provider e ai detentori di copyright. “Ci piacerebbe avviare un nuovo sistema che permetta ai content provider e ai detentori di copyright di essere pagati per ciò che viene scaricato attraverso il sito”, ha dichiarato Hans Pandeya, CEO di GGF.

Articolo completo da Tom’s Hardware;

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Cosa ne sarà della Baia dei Pirati?

di Giacomo Dotta

Se The Pirate Bay diventa legale, non è più The Pirate Bay. Dunque, a meno che dietro le acquisizioni non si nasconda una tecnologia in grado di cambiare le carte in tavola, con la vendita della Baia si chiude un’epoca. Così come successe con Napster.

Difficile dire cosa ne sarà della Pirate Bay d’ora innanzi. Gli interrogativi che circondano la cessione del motore di Torrent, infatti, sono molti e l’unica certezza è nel fatto che si chiude un’epoca per riaprirsene un’altra. Per molti si tratta di un déjà vu dei tempi in cui Napster, messo alla berlina dai tribunali, dovette cedere. Il fondatore Shawn Fanning tentò poi di riciclarsi in nuove iniziative “legali”, ma il successo non potè ripetersi. Napster, quel Napster, morì così. The Pirate Bay, questa The Pirate Bay, potrebbe avere sorte similare.

Conservarne il brand, non significa conservarne l’identità. Quel che la Global Gaming Factory X ha acquistato, dunque, è una struttura fatta di codice da cambiare e di un nome su cui prosperare. Ma il legame tra l’utenza ed il motore è nella gratuità del servizio e dei contenuti: come riuscire, quindi, ad ottenere moneta in un meccanismo basato sul gratis? E come, in parallelo, pensare di retribuire adeguatamente i detentori del diritto così che la Baia possa diventare da un giorno all’altro un affare legale?

Articolo completo da WebNews;

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Il portale Pirate Bay venduto a un’azienda software svedese

di ALESSANDRO LONGO

Costo dell’operazione: 5,6 milioni di euro. Preoccupati i fan del popolare sito per scambio di file. Ma Peter Sunde, il fondatore ed ora ex proprietario, rassicura: “Noi non lo siamo e nemmeno voi dovreste esserlo” di

PIRATE BAY, il più importante sito per il peer to peer, sarà venduto entro agosto per 5,6 milioni di euro a un’azienda svedese, Global Gaming Factory X, che gestisce numerosi internet café nel mondo. La notizia arriva di sorpresa oggi ed è subito confermata da Peter Sunde, uno dei fondatori di Pirate Bay:

“Molte persone sono preoccupate. Noi non lo siamo e nemmeno voi dovreste esserlo”, scrive sul proprio blog. Sunde rassicura i fan, il sito non cambierà nei fini e nella sostanza, ma ciò non basta a far tacere i timori degli utenti: si teme per la sorte del sito, dopo l’acquisizione.

Del resto, il nuovo proprietario, Hans Pandeya, ha già dichiarato che intende dare una svolta al portale, “in modo che i fornitori di contenuti e i detentori di copyright siano pagati per quello che è scaricato dal nostro sito”. Una grossa differenza rispetto alla linea dura e pura finora seguita dai fondatori, all’insegna della totale indifferenza nei confronti dei diritti d’autore.

Il che ha portato allo storico processo contro Pirate Bay, che si è concluso in primo grado con una condanna e una multa di 2,7 milioni di euro. Sentenza confermata, per ora, perché il giudice è stato appena dichiarato idoneo a pronunciarla, dalla Corte d’Appello svedese. Quelli di Pirate Bay avevano accusato il giudice di conflitto d’interessi, perché coinvolto in associazioni pro-copyright.

Articolo completo da Repubblica;

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