da Marco

Dalla rassegna stampa dell’ASAPS, il portale della sicurezza stradale, giunge la notizia, ripresa dalle pagine del Sole 24 Ore, del passo in avanti fatto dal Governo in materia di Autovelox e sanzioni collegate.
La revisione prevista del Codice della Strada, al vaglio del Parlamento e della Commissione incaricata, tra le altre cose punta ad eliminare giochi speculativi ai danni dei contribuenti effettuati dai comuni, incentivati dall’uso a volte tendenzioso degli strumenti per la rilevazione delle infrazioni al Codice stesso.
Sono tre i fronti su cui si combatte per le riforme più scottanti: Autovelox, semafori intelligenti e fondi a cui destinare i proventi delle sanzioni.
Per ciò che riguarda i primi, la Commissione Trasporti della Camera, in accordo con i colleghi senatori, sta affrontando il problema della gestione degli “strumenti automatici di misurazione della velocità”.
Se venisse approvata la riforma, le amministrazioni locali potranno fotografare gli uteni della strada più indisciplinati esclusivamente con apparecchi di proprietà, o in locazione finanziaria, affidati solo agli agenti delle polizie locali.
Stop quindi agli appalti per società private che attualmente possono gestire questo fenomeno, guadagnando soldi in percentuale rispetto alle multe erogate.
Problemi anche sul fronte della collocazione degli Autovelox: una prima versione della riforma, più restrittiva nei confronti della Polizia Locale, prevedeva il divieto di piazzare le “macchinette” su strade extra urbane principali e secondarie.
Successivamente tale provvedimento sarebbe stato modificato, concedendo alle forze di polizia locali la possibilità di rilevare infrazioni sulle strade extraurbane solo con apparecchi funzionanti in presenza di agenti.
Inoltre, la Cassazione si è già espressa riguardo l’uso di Autovelox “mimetici” nel marzo 2009, attraverso la sentenza 11131, sostenendo come la presenza di rilevatori della velocità debba essere segnalata 400 metri prima della postazione.
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