Pechino silenzia la rete cinese
di Gaia Bottà
Roma – Pechino ha staccato la spina: il silenzio deve calare sulla rete cinese, nessuno deve poter manifestare il proprio pensiero nella ricorrenza dei fatti di piazza Tienanmen. Nessuno deve poter scuotere i propri concittadini né comunicare con i netizen che non risiedono in Cina.
Le autorità della Repubblica Popolare hanno innescato gli ingranaggi della Grande Muraglia Digitale: si affollano le segnalazioni, si levano le voci di dissenso.
Ad essere bloccati a fasi alterne sono strumenti di comunicazione come Twitter, Hotmail e Windows Live, piattaforme sulle quali si intessono relazioni e si condividono contenuti come Blogger, Flickr e YouTube, peraltro da sempre accessibili a singhiozzo, ma anche gatekeeper come il neonato Bing.
Fonti di informazione da sempre monitorate come BBC e il Financial Times sono state epurate delle pagine che sfiorano gli eventi accaduti 20 anni fa.
Articolo completo da Punto Informatico;
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4 Giugno 1989 – 4 Giugno 2009: Tiananmen è nel silenzio
di Giacomo Dotta
L’immagine del ragazzo davanti al carro a Piazza Tiananmen fece il giro del mondo. A distanza di due decenni da quel 4 Giugno 1989, quell’immagine è ancora forte come allora.
Il ragazzo che sfida l’esercito, il ragazzo che sfida il sistema, il ragazzo che sfida la repressione, il ragazzo che sfida la violenza. Quell’immagine, però, è significativa oggi anche per un altro aspetto.

Lo scatto e quei pochi secondi che le tv mostrano da due decenni non lasciano intendere come la storia possa finire. Sappiamo dei massacri, ma simbolicamente quel ragazzo e quel carro sono ancora lì a sfidarsi.
adenzialmente, ad ogni anniversario, tornano in tv ed il loro balletto ricomincia: il carro che tenta di passare e il ragazzo che lo respinge con tutto il coraggio che solo una rivoluzione può scatenare.
Articolo completo da WebNews;