Il cellulare si ricarica da solo con le onde elettromagnetiche
di VITO D’ERI

Nokia lavora un prototipo che sia in grado di alimentarsi quando è spento o in stand-by: sfruttando le emissioni di apparecchi come altri cellulari, TV o access point Wi-Fi e trasformandole in energia. Che potrebbe diventare realtà in 3-4 anni.
IMMAGINATE di spegnere il vostro cellulare o di metterlo in stand-by, senza nessun collegamento con una fonte di corrente. Immaginate che mentre voi dormite possa ricaricarsi da solo, lentamente, sfruttando le onde elettromagnetiche presenti nell’ambiente.
Non male, vero? Un dispositivo che si auto-alimenta e quindi nel segno del massimo rispetto per l’ambiente. Per adesso è un sogno ma presto potrebbe diventare realtà grazie al prototipo messo a punto dai ricercatori del Nokia Research Centre di Cambridge in Inghilterra.
Si tratta di un dispositivo, ancora in fase sperimentale, in grado di trasformare in corrente le onde elettromagnetiche emesse da apparecchi come altri cellulari, TV o access point Wi-Fi; fonti praticamente inesauribili e ormai presenti in qualsiasi ambiente interno ed esterno.
La filosofia.
La trasformazione delle onde elettromagnetiche in energia non è un concetto nuovo nella comunità scientifica: su questo meccanismo si basano soluzioni tecnologiche già conosciute come i tag RFID (Radio Frequency Identification, utilizzati ad esempio nei chip impiantati negli animali domestici per il loro riconoscimento) o i ricevitori a cristalli radio. Tutti apparecchi in grado di auto-alimentarsi ricavando energia dalle onde elettromagnetiche ricevute.
Come funziona?
Il principio di partenza è lo stesso alla base del funzionamento della dinamo di una bicicletta, teorizzato e dimostrato nelle equazioni di Maxwell. Ma mentre nella vecchia dinamo la fonte utilizzata è un magnete in movimento, nella sperimentazione messa a punto dai ricercatori Nokia si sfruttano le onde radio presenti nell’ambiente circostante.
Un principio semplice ma non facilmente implementabile all’interno di soluzioni commerciali di media grandezza come un telefonino. Non è un caso che il suo utilizzo sino ad ora si sia limitato alla fabbricazione di microcomponenti alimentabili con bassi livelli di corrente.
Articolo completo da Repubblica;