Gli scienziati hanno scoperto una nuova formula per calcolare il livello di disagio del personale. Rischio “Grande Fratello”. Per ora non sarà commercializzata dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Dipendenti tristi e infelici? Ecco l’algoritmo dello scontento
LONDRA – E’ una situazione classica della vita aziendale: un’impresa ha successo, cresce, moltiplica il suo personale, e nella marea di impiegati e dirigenti aumenta poco alla volta anche l’insoddisfazione, la sensazione di non avere sbocchi di carriera, la delusione di sentirsi poco utilizzati, incompresi, messi da parte. Così, chi può, ovvero chi pensa di avere un mercato, si licenzia e va a lavorare da un’altra parte, spesso privando l’azienda che ha lasciato di un prezioso talento inutilmente coltivato e addestrato per anni.
Ma adesso tutto questo si potrà evitare, grazie a una formula matematica messa a punto dagli scienziati di Google: ribattezzato “l’algoritmo dello scontento”, è un calcolo che, incrociando un gran numero di dati personali, permette a un’azienda di individuare i dipendenti insoddisfatti che pensano di licenziarsi.
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