Indirizzi Ip a esaurimento. Idea: farne un mercato
18 aprile 2009di ALESSIO BALBI
Nel marzo 2011 saranno praticamente finiti. In attesa della nuova codifica Ipv6 a 128 bit, un professore di Harvard propone la possibilità di vendere quelli inutilizzati

ROMA – Lo spazio su internet sta per finire: non la capienza dei dischi, che anzi è sempre più abbondante. Ciò che inizia a scarseggiare è la possibilità di accogliere in rete nuovi computer, vista l’impossibilità di assegnare a ognuno il necessario codice identificativo. Su internet, infatti, ogni macchina è etichettata grazie a un numero, detto indirizzo Ip. E ora gli Ip stanno rapidamente esaurendosi.
Il problema non è inedito. Per una convenzione risalente agli albori della rete, ogni Ip è composto di 32 bit (ovvero una sequenza di trentadue “0″ o “1″), per un totale di oltre 4 miliardi di combinazioni possibili. Un numero che sembrava praticamente infinito negli anni Sessanta, ma che oggi, grazie al successo della rete, si rivela drammaticamente limitato.
Negli anni sono state proposte varie soluzioni, in particolare l’adozione di una nuova codifica a 128 bit, chiamata Ipv6, che farebbe di colpo esplodere il numero potenziale di indirizzi a oltre 3 miliardi di miliardi di miliardi. Ma la transizione all’Ipv6, annunciata da anni, procede a rilento. Ora la prestigiosa Business School di Harvard propone una soluzione di passaggio, basata su criteri puramente economici.
Articolo completo da Repubblica;







