Internet e diritti, consulto a Roma: “Ripensare la proprietà intellettuale”
ROMA – Trovare un punto d’accordo su diritti condivisi garantendo il carattere aperto e multilaterale della Rete. E’ l’obiettivo del Dialogue Forum on Internet Rights, vertice organizzato dal governo italiano nell’ambito dell’Internet Governance Forum, in corso oggi a Roma.
All’incontro partecipano rappresentanti internazionali di governi, società civile, settore privato, università e comunità internet.
Tra le principali esigenze emerse nel corso del dibattito, un ripensamento dei diritti di proprietà intellettuale, aspetto sensibile di internet fin dal boom degli anni Novanta. “Il governo italiano riavvierà un percorso consapevole del fatto che le misure repressive adottate dal precedente governo non hanno dato risultati”, ha detto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni.
Il riferimento è al cosiddetto decreto Urbani del 2004, volto a colpire lo scambio illegale di canzoni e video su internet. “La nostra industria creativa”, ha detto Gentiloni, “deve tutelare con nuove forme la libertà intellettuale”.
Articolo completo da Repubblica;
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Copyright su internet, quel comma che ha fatto infuriare la blogosfera
di ALESSANDRO LONGO
Folena spiega: “E’ un equivoco. E’ il primo spazio online libero dalle pastoie del vecchio diritto d’autore”.
E qualcuno ci ripensa
Copyright su internet, quel comma che ha fatto infuriare la blogosfera
È STATA modificata la legge sul diritto d’autore, a fine dicembre, con l’aggiunta di un comma ad hoc per internet: lo scopo è migliorare la divulgazione della cultura online. Un piccolo passo avanti per adattare la vetusta legge sul diritto d’autore alla realtà del web.
Si sa che il primo comma, già esistente, dell’articolo 70 della legge sul diritto d’autore permette solo di citare parti di un’opera coperta da copyright, allo scopo di commento.
È un articolo molto stringente, che si adatta alla realtà della carta stampata; ma, come ha spiegato Pietro Folena, presidente della Commissione Cultura alla Camera (che ha elaborato la modifica), è obsoleto ai tempi di internet, alla luce cioè delle esigenze di fare divulgazione e cultura da parte di enciclopedie libere come Wikipedia e dei blog.
Il nuovo comma aggiunge quindi una possibilità: la pubblicazione dell’intera opera, purché si tratti di musiche o immagini “a bassa risoluzione o degradate” e lo scopo sia “per uso didattico o scientifico”, comunque senza lucro.
Articolo completo da Repubblica;
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Quel comma della legge italiana che “libera” gli mp3 su internet
di ALESSANDRO LONGO
“Non si sono resi conto che il termine ‘degradati’ comprende a pieno titolo anche questo tipo di file”
ROMA – La nuova legge sul diritto d’autore autorizzerebbe gli utenti a pubblicare mp3 di musica protetta dal diritto d’autore. Ciò che finora è stato pirateria diventerebbe legale, quindi, a causa di una svista del legislatore. È quanto ha appreso Repubblica.it parlando con Andrea Monti, avvocato massimo esperto di diritto d’autore e internet, e che ha partecipato in prima persona allo studio della nuova legge.
Ha fatto parte dei gruppi di lavoro, presso il Ministero dei Beni Culturali, per lo studio alle modifiche da apportare alla legge sul diritto d’autore. Il tutto è finito in un nuovo comma, che attende ora solo di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Non è più modificabile, essendo stato approvato da Camera e Senato.
Nel nuovo comma si legge “È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”.
“Chi l’ha scritto non si è reso conto che il termine “degradate” è tecnico, ha un significato ben preciso, che comprende anche gli mp3, a pieno titolo”, dice Monti. Come sanno tutti gli appassionati di musica su internet, infatti, gli mp3 sono una versione degradata (perché compressa) della musica originale. Dipende poi dal livello di compressione mp3 se questa degradazione è più o meno udibile dall’orecchio umano. …”
Articolo completo da Repubblica;