Facebook proxy: navigare anonimo in ufficio
Questo articolo non intende incoraggiare in alcun modo la pirateria informatica, l’uso di software “non genuino” privo di licenza o l’attuazione di quanto decritto se infrange in qualsiasi modo le leggi del proprio Stato.
Le tecniche riportate sono divulgate a puro scopo informativo e comunque valgono le indicazioni date nella sezione Disclaimer
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di Merlinox
Gli utenti Facebook abituati a essere connessi 10 ore al giorno dal proprio ufficio sono in grossa crisi.
Gli ordini di chiudere l’accesso al Social Network sono partiti. Tutti o quasi i responsabili CED d’Italia si prodigano per bloccare facebook.com e affini, agendo su regole di firewall e proxy.
Come fare per navigare in modo anonimo?
Ci sono due modi: o si riesci a collegarsi a un proxy server esterno o si usano dei proxy site.
La prima è una soluzioni difficile, in quanto i singoli accessi aziendali al 90% sono già connessi a un proxy aziendale per connettersi all’esterno: non c’è verso di dichiararne un altro.
Quindi ci servono dei proxy site: dei siti che “navigano per noi” garantendoci l’anonimato e saltando ogni proxy? Il rischio? Beh fondamentalmente due:
Articolo completo da Merlinox;
novembre 20th, 2008 at 19:10
[...] sito di Franco ho trovato un utile [...]
gennaio 31st, 2009 at 15:05
Gli utenti Facebook abituati a essere connessi 10 ore al giorno dal proprio ufficio sono in grossa crisi.
OVVIO : infatti NON si tratta di FACEBOOK orientato al lavoro svolto (Ad esempio RICERCA MEDICA, NEUROLOGIA etc etc. COSA VOGLIAMO AVERE, gente che invece di lavorare, sfrutta le apparecchiature d’ufficio (compresa l’energia elettrica e la rete) per propri fini personali ???? Invece, questa potrebbe essere una grossissima opportunità per parlare di problemi inerenti alla propria attività o alla propria ricerca, e quindi trovare sinergie utili per l’utente. Gente, lascio qui una proposta : lo creiamo un FACEBOOK orientato, ad esempio al mondo della RIABILITAZIONE ?
gennaio 31st, 2009 at 15:10
Ciao Mario Caputo
sono perfettamente daccordo con te.
A mio giudizio, le apparecchiature connesse al proprio impiego, devono essere utilizzate per l’espletamento delle proprie mansioni.
E’ anche vero che un loro uso “creativo” (termine molto in voga oggigiorno) e non omologato crei stimoli ed incentivi aprendo la mente a nuove esperienze.
Ad esempio ho notato che alcuni colleghi più anziani, senza accorgersene, hanno colmato un gap generazionale con i figli usando strumenti come la posta elettronica e internet anche in attività non strattamente connesse al loro lavoro, riportando poi tra le mura domestiche queste nuove cognizioni.
Quindi il problema credo sia trovare un giusto bilanciamento sull’uso “improprio” e quello responsabile piuttosto che farci dire da altri cosa e come dobbiamo usare, quasi fossimo dei decerebrati incapaci di autoregolarci.
Saluti
Franco
agosto 27th, 2009 at 11:28
[...] Come ovviare ai blocchi di accesso a Facebook imposti; [...]