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Energia: Israele punta forte sul Sole

5 novembre 2008, scritto da Franco


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME

Tre miliardi di dollari per avere fino al 40per cento del fabbisogno dal deserto del Negev.

La chiamano la rivoluzione del sole. Una nuova frontiera energetica.

Che viene dopo quella dell’acqua, del deserto fiorito, dei kibbutz collettivisti. Israele lancia il primo, grande investimento per sfruttare l’energia solare in larga scala.

Una centrale solare (Reuters)
Una centrale solare (Reuters)

Nel deserto del Negev, nel profondo sud di Arava. Un accordo con una quindicina fra le più grosse comuni agricole e un obbiettivo che non ha eguali in questa parte di mondo: soddisfare almeno il 20 per cento del fabbisogno nazionale, sognando un giorno di coprire anche il 40 per cento della domanda.

Il progetto, gestito dal gruppo Apc (Arava power Company), è un investimento da tre miliardi di dollari (ma s’arriverà anche a 30 miliardi nei prossimi dodici anni) e passa attraverso la più tradizionale delle cellule produttive d’Israele: i kibbutz, appunto, le prime forme di «socialismo» agricolo.

Che furono introdotti sessant’anni fa in Medio Oriente e adesso, dopo la diversificazione dalle arance alle materie plastiche e all’elettronica, entrano nell’era dei gigawatt.

Articolo completo da Corriere della Sera;

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