di Marco V. Principato
Roma – Chi ci fa più caso ormai? Email, musica, film, libri, archivi, banche dati di missioni spaziali, studi, analisi e chi più ne ha più ne metta, tutto è trattato, trasmesso, elaborato e archiviato in formato digitale.
Uno studioso si chiede se tutto ciò potrà essere trasmesso ai posteri, se di tutto questo resterà traccia, e la sua risposta non è rassicurante.

“Con l’attuale stato della tecnologia, i dati sono vulnerabili perché esposti alla cancellazione, sia accidentale che voluta”,
dice Jerome P. McDonough, assistente professore presso la Graduate School of Library and Information Science dell’Università dell’Illinois.
“Ciò di cui abbiamo bisogno è un ambiente dove si abbia la possibilità di accertarsi che i dati non debbano morire a causa di incidenti, intenti malevoli o semplice trascuratezza”.
Articolo completo da Punto Informatico;