Così un cervello allenato protegge dall’Alzheimer
di ALESSIA MANFREDI

ROMA - Basta poco, anche un semplice cruciverba, un sudoku o le parole crociate. Imparare a memoria una canzone, esercitarsi a parlare una lingua straniera, perfino ripetere le tabelline: il trucco è mantenere allenato il cervello, che, se viene stimolato continuamente, protegge dal morbo di Alzheimer, ne rallenta l’insorgere e ne smorza i sintomi.
Lo dimostra uno studio europeo che ha coinvolto diversi centri di ricerca, coordinati dai ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele e dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, pubblicato su Neurology.
Secondo gli studiosi, in particolare, chi tiene il cervello continuamente in esercizio - come chi svolge attività intellettualmente impegnative o ha un grado alto di istruzione - si munisce di un “cervello di scorta” che entra in funzione se la malattia degenerativa colpisce, rallentandone il decorso e l’aggressività .
“Se la malattia danneggia i neuroni e le loro connessioni, un cervello ben allenato se la cava lo stesso, utilizzando le altre connessioni sane come riserva” spiegano i ricercatori.
Articolo completo da Repubblica;