Otto mosse per l’ottava meraviglia
di Giorgio Terruzzi

Otto mosse per il titolo numero 8. Compiute da Valentino dentro un anno rivoluzionato e rivoluzionario, capace di ribaltare umori, immagine, panorama.
Mossa numero 1:
Gomme Bridgestone. Desiderate e poi ottenute, alla fine decisive. Era una scommessa a rischio, criticata, circondata da scetticismo. Si è trattato di una scelta illuminata, messa in campo con il solito anticipo
Mossa numero 2:
Interruzione del rapporto con il manager Gibo Badioli. La relazione era stanca, circondata da troppe diffidenze, fonte di problemi nei rapporti con i media, messa in crisi dall’indagine fiscale. Valentino voleva alleggerire, liberarsi, liberare. Fatto.
Mossa numero 3:
Estinzione della grana con il fisco. Rossi avrebbe potuto protrarre la grana, combattere, dimostrare. Ha deciso di chiudere e pagare per non avere più a che fare. Per correre e basta. Come ha fatto, puntualmente.
Mossa numero 4:
Pressare la Yamaha. Bastone e carota, la volontà di restare per pretendere. Il risultato? Un dialogo senza filtri con Masao Furusawa, il leader tecnico della casa giapponese e una moto molto lontana da quella, inadeguata, del 2007.
Mossa numero 5
Fare quadrato. Circondandosi di alcune figure fidatissime e calde. Tutte riunite nella nuova società “VR46″ composta da Valentino, presidente Graziano Rossi, amministratore delegato, Alessio “Uccio” Salucci, Alberto “Albi” Tebaldi, consiglieri e manager; Claudio Sanchioni, commercialista e Carlo “Whitehouse” Casabianca fisioterapista e preparatore atletico.
Mossa numero 6
Divertimento e talento. Due ingredienti preservati e tornificati all’alba di una stagione delicatissima. Era pieno il mondo di gente pronta a darli per estinti. Si, ciao.
Mossa numero 7
Laguna Seca. Non un duello da pista. Ferro piegato a martellate. Una prova di forza impressionante nei confronti di Stoner, il campione in carica, l’avversario da scalfire e poi da battere in pista.
Mossa numero 8
Polemiche zero. Dichiarazioni solo riferite a se stesso, al proprio benessere, alla propria serenità. Valentino? Mai così certo, maturo, indisturbato. Ai propri avversari ha dedicato poche parole, preso com’era a costruire il suo ottavo capolavoro.
Articolo completo da Cicciboy;