“You will die next”: il video di Matti Juhani Saari
Considerazione personale:
Spero che questo fatto di cronaca non scateni le solite diatribe delle menti libere e superficiali sulla questione legata al possesso e porto di armi. Che non si cominci a generalizzare come fa comodo fare di solito, ma si rifletta seriamente a 360° su tutti gli aspetti del fattaccio.
- Non tutti quelli che possiedono armi sono assassini;
- Le armi non sono perversi oggetti che funzionano da soli animate da non si sa quale demone che le porta in giro da sole a sparare;
- Dietro ad eventi di questo tipo, ci sono sempre persone che per imperizia, idiozia o cattiveria fanno quello che fanno causando male a se stessi e agli altri;
Le persone formano la società che non è un concetto d’insieme astratto.
La società siamo anche NOI e partecipando ad essa
ne dobbiamo condividere benefici e responsabilità !!!
La società è un’aggregazione di nuclei famigliari, di persone. Non si può pensare di scaricare la colpa sul singolo o generalizzare sull’insieme chiamato società.
Pensiamo a come vengono educati i giovani, a come crescono in famiglia e con quali valori (o piuttosto senza quali valori) e non dimentichiamoci che un pazzo o un idiota ci saranno sempre.
Un unica cortesia che si cominci a fare un po’ di sana autocritica e che ciascuno pensi con il proprio cervello e non con le idee degli altri.
Franco
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“You will die next”
E l’ha fatto, per dieci volte: Matti Juhani Saari è riuscito a mettere in piedi la sua personale Columbine. Ecco cosa spiegano i maggiori quotidiani a riguardo:
Si sentono in guerra con il mondo e la società che li circonda. Si sentono isolati, emarginati e spesso lo sono davvero. Pochi amici, solitudine, rabbia. L’unico conforto è Internet, luogo virtuale dove possono incontrare altri “mutanti”
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