Jules Verne, la navetta della salvezza
Sta cadendo verso la terra, sarà distrutta dall’impatto con l’atmosfera. E si potrà vedere la sua scia
ROMA - Difficile dire che effetto potrebbe fare questa notizia su Jules Verne, il grande scrittore francese che già nell’Ottocento aveva profetizzato l’era spaziale. Compiacimento o dispiacere? La navicella spaziale che porta il suo nome, e che è rimasta attraccata per 5 mesi alla International Space Station (Iss), precipiterà il 29 settembre prossimo.
«Si tufferà nell’atmosfera, incendiandosi come una palla di fuoco: i suoi frammenti andranno a finire nell’Oceano Pacifico Meridionale, a conclusione di un’operazione di eliminazione volontariamente decisa dai controllori di volo»,
hanno annunciato i portavoce dell’Agenzia spaziale americana (Nasa) e di quella europea (Esa). Ma, estrema consolazione, qualche giorno prima della sua rovente fine, Jules Verne sfreccerà nei cieli notturni dell’Europa e dell’America, rendendosi visibile a occhio nudo per l’estremo saluto.
Articolo completo da Corriere della Sera;