“Fermate il test sul Big Bang o la Terra sparirà”
di ENRICO FRANCESCHINI

L’acceleratore di particelle a Ginevra
LONDRA – Per gli studiosi che si apprestano a spingere il pulsante d’accensione, si tratta di ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all’inizio del mondo.
Ma per un gruppo di preoccupati ricercatori l’esperimento che dovrebbe cominciare tra dieci giorni in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta.
Così, all’ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.
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Lhc, via libera da Strasburgo: “L’esperimento vada avanti”
Dai giudici no all’appello. Il 10 settembre il test a Ginevra

Il Large hadron collider
STRASBURGO – Via libera anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo all’esperimento del Cern che, grazie all’accelleratore “Large hadron collider” (Lhc), cercherà di riprodurre le condizioni immediatamente successive al Big Bang che ha generato l’universo.
I giudici si sono pronunciati dopo la denuncia di un gruppo di ricercatori, convinti che il test genererà un buco nero in grado di risucchiare il pianeta.
Articolo completo da Repubblica;