Tron, il sequel
di Luca Annunziata
Roma – C’è una sala buia, un telefonino riprende, sfocandole, immagini cupe su uno schermo. Nebbia fitta vira sui colori del blu, poi un gladiatore elettronico compare sullo schermo e si apposta dietro a un muro.
In un attimo salta fuori, spicca un balzo e l’immagine rallenta mentre sotto di lui si materializza una moto fatta di bit.
È la scena dell’inseguimento su due ruote di Tron, ricreata con l’ausilio della computer graphic per il suo seguito: che si chiami davvero Tr2n o più semplicemente Tron 2 forse è ancora presto per dirlo, ma di sicuro il pubblico in sala è più che entusiasta di quello che sta guardando.
Ci sono voluti 25 anni per convincere finalmente Disney a reinvestire in un film che è un feticcio e un culto per moltissime generazioni di geek.
Messe da parte le ovvie ingenuità del primo capitolo, distribuito nel lontano 1982 quando i computer e soprattutto i Personal Computer erano qualcosa di ancora distante dalla cultura di massa, nella saga di un rivoluzionario digitale e di un essere umano finito suo malgrado in un regime totalitario governato dal MCP (Master Control Program) c’è molto della letteratura fantascientifica prodotta sino ad allora.
Articolo completo da Punto Informatico;