Bellissimo post: Propaganda (illegale) di un vizio
Ho trovato quest’articolo assolutamente superlativo e ve lo ripropongo per intero.
Complimenti.
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Propaganda (illegale) di un vizio
Sono sempre stata un’accanita “rompiscatole” contro il fumo e i suoi consumatori. Da piccola anticipavo le normative scrivendo sulle sigarette di mia madre “faccio male”, ma non sul pacchetto, proprio su ogni sigaretta!
Il culmine l’ho raggiunto scrivendo una tesi di laurea intitolata “L’ultima sigaretta. La comunicazione di un vizio duro a morire“, durante la cui stesura ho intervistato più di 300 persone.
Ed ecco che l’antico astio contro i produttori di tabacco torna a farsi sentire ieri sera in un bar di San Lorenzo a Roma. Una bella ragazza si avvicina al nostro tavolo e ci propone di scambiare i pacchetti di sigarette semivuoti con dei pacchetti interi di Marlboro.
Mentre gli altri approfittano, io le chiedo perché: “indagine di mercato” fa lei, e io “richiesta da chi?”, dalla Marlboro stessa ovviamente.
Alla mia domanda se fosse legale si dilegua.
E le rispondo da qui:
In Italia, in base alla normativa vigente (Legge 165/1962) “la propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da fumo, nazionale o estero, è vietata”.
Conseguentemente, è vietata qualsiasi distribuzione gratuita dei prodotti del tabacco. La Legge 165/1962 prevede, inoltre, sanzioni amministrative per chiunque violi il divieto di pubblicità che vanno da 2.582,25 a 25.822,80 euro.

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Articolo tratto da Queimada;
luglio 31st, 2008 at 10:04
Ciao, sono l’autrice del post su Queimada. Ti ringrazio per l’apprezzamento.
Volevo informarti che ho provveduto a denunciare il fatto all’IAP – Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. Non servirà a molto, ma ho sempre desiderato farlo!
luglio 31st, 2008 at 11:58
Ciao Valentina
io da ex fumatore cerco di non essere troppo bacchettone, ma non transigo sul rispetto reciproco.
Ovvero: tu puoi fumare fino a che non mi dai fastidio.
Ho salutato con grande gioia l’adozione della legge sul divieto di fumo nei ristoranti e nei locali. Ora ci si rende conto di quanto fosse assurdo ritornare a casa “puzzando” letteralmente come dei portacenere.
Non voglio entrare in polemica, ma mi pare incoerente che la gente pur sapendo che fa male continui a fumare, salvo poi riversare sul SSN (Servizio Sanitario Nazionale) le proprie richieste di cure per i vari tumori ai polmoni o per i prioblemi respiratori e cardiaci … ragazzi … paghiamo tutti noi e non mi pare troppo corretto.
Non si sapesse che fa male … ma ora non c’è più neanche questa scusa.
Nota cinematografica: hai mica visto “Thank you for smoking” ?
Mitico e istruttivo.
Saluti
Frank
agosto 1st, 2008 at 10:09
Visto, certo, molto bello.
Guarda in periodo di tesi, quella che ho scritto anni fa sul fumo, la polemica dilagava su ogni aspetto: rispetto dei non fumatori, inquinamento dell’aria e dell’ambiente in genere (immagina i milioni di filtri assolutamente non biodegradabili che vengono seminati ovunque), il costo sul servizio sanitario (è vero che lo stato col monopolio del tabacco intasca soldi, ma sono briciole rispetto a quello che paga per tutti i malati da fumo), l’utilità o meno dei divieti, la vendita ai minori… Se ne potrebbe parlare per ore. Ti dico solo che credo che le leggi e i divieti siano obbligatori dove l’educazione e il senso civico delle persone non arriva da sé. Ma spesso non bastano e, per esempio, i titolari continuano a riempire di fumo l’ufficio senza calcolare i fastidi che provocano a dipendenti e clienti (piccola polemica personale)!
Buona battaglia!
agosto 1st, 2008 at 14:20
Ciao Vale
in bocca al lupo per la tua giusta battaglia per il rispetto. Io lavoro in un ente pubblico e qui devo dire che la cosa è stata presa molto sul serio.
Che dire, speriamo che tutti i fumatori si passino una mano
sui polmonisulla coscienza e riflettano un attimo su queste parole.Ancora un salutone
Frank