SETI@home introduce Astropulse, alla ricerca di impulsi radio transienti nell’ordine dei microsecondi
di Alfonso Maruccia
Roma - Il celebre e celebrato progetto SETI@home aumenta il proprio appetito di capacità computazionale con l’installazione di un nuovo componente.
Il nuovo modulo si chiama Astropulse ed è incaricato di scandagliare la nera vacuità per individuare eventuali segnali radio su uno spettro più ampio di quello tradizionalmente auscultato dall’Osservatorio di Arecibo.

Se normalmente il progetto SETI si “limita” a carpire segnali su uno spettro ridotto come una convenzionale radio AM o FM, dicono le FAQ su Astropulse, il nuovo algoritmo ascolterà su una banda più estesa alla caccia di “pulsazioni” di breve durata, e per farlo come sempre ricorrerà alla potenza computazionale messa a disposizione dai propri utenti.
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