Cura delle malattie. Nel Dna il motore potente di questa rivoluzione scientifica
di UMBERTO VERONESI

FRA DIECI anni la parola malattia indicherà uno “stato biologico” diverso rispetto a oggi. Ciò non significa che non ci ammaleremo più, né tantomeno che diventeremo immortali, ma che la scienza avrà esteso così ampiamente il suo potere di intervento, da spostare sempre più in là i confini fra salute e malattia, fra guaribile e non guaribile, addirittura fra vita e non vita.
Motore di questa rivoluzione silente e potentissima è la decodifica del Dna, che ci ha permesso di risalire sempre più indietro nei processi di origine e sviluppo della vita stessa (e dunque delle malattie, che sono parte di questi processi), trasformando la medicina da arte esclusivamente “terapeutica”, a arte “predittiva”: all’obiettivo di salvare la vita dell’uomo si aggiunge anche quello di conservare il più a lungo possibile la libertà dalla malattia e dal dolore.
È un grande balzo culturale, perché storicamente la medicina moderna nasce come contrasto delle malattie mortali, ed è così che ha superato le sue grandi tappe.
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A caccia di un futuro senza malattie. Ecco la mappa delle patologie destinate a sparire
di CARLO BRAMBILLA

NON CI ammaleremo più, o quasi. Il conto alla rovescia per sconfiggere le grandi malattie del secolo è iniziato, nel mirino ci sono il cancro, l’Aids, le epidemie. Il sogno di una vita senza dolore è finalmente a portata di mano. Non è un’illusione, ma il risultato di una lunga ricerca scientifica.
La conquista delle nuove frontiere della medicina. Certo sarebbe sciocco lasciarsi andare a facili entusiasmi.
Eppure la cronaca è spesso piena di buone notizie inimmaginabili fino a pochi anni fa. Come il caso della coppia inglese riuscita a concepire una bimba priva di una tara ereditaria, che aumentava dal 50 all’85 per cento il rischio di sviluppare un tumore al seno.
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Londra, la genetica batte il cancro: “Quella bambima non lo erediterà”
di ENRICO FRANCESCHINI

Un laboratorio dove si eseguono tecniche di fecondazione assistita
E’ la seconda volta che viene impiegata questa procedura
Londra, la genetica batte il cancro “Quella bambima non lo erediterà”
Un laboratorio dove si eseguono tecniche di fecondazione assistita
LONDRA – Il rischio del tumore ereditario al seno è stato sconfitto per la prima volta in Gran Bretagna grazie a un’analisi genetica degli embrioni. Una coppia inglese è riuscita a concepire una bambina priva di una tara ereditaria che aumenta dal 50 all’85 per cento il rischio di sviluppare questa malattia.
Della madre si sa solo che è una londinese di 27 anni: ha chiesto di rimanere anonima per proteggere la riservatezza della figlia che porta in grembo. Il gene che trasmette il cancro al seno proveniva dal padre, nella cui famiglia erano state colpite dal male sua mamma, sua sorella, sua cugina e sua nonna.
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