La sfida per allungare la vita. Nella fabbrica del cuore perfetto
di ELENA DUSI
Il passato è fatto di medicine che controllano pressione e colesterolo. Il futuro, nel campo del cuore, vede sempre più concretamente geni e cellule staminali al centro della sua attenzione.
Se i farmaci ci hanno aiutato finora a ridurre la mortalità , nonostante il nostro sia uno dei paesi più anziani del mondo, le tecniche che annusiamo nel domani della scienza ci promettono di vedere una malattia prima ancora che arrivi - quando è ancora scritta solamente nei geni - e di curarla con tecniche che sempre più spesso escludono il bisturi (sonde che corrono nei vasi sanguigni e non lasciano ferite) o sostituiscono i tessuti consunti con cellule fresche.
“Un tempo i nostri strumenti erano stetoscopio e occhio clinico - racconta Ottavio Alfieri, responsabile del dipartimento cardio-toracico-vascolare del San Raffaele di Milano - mentre oggi abbiamo apparecchi che ci mostrano il cuore come se fossimo al suo interno.Risonanze magnetiche, tac, ecocardiografie tridimensionali. Difficilmente un particolare sfugge a questi strumenti. Fare una diagnosi oggi è diventato più semplice e i miglioramenti in questo campo sono continui”.
Articolo completo da Repubblica;