La sfida per allungare la vita. Nella fabbrica del cuore perfetto

29 April 2008, scritto da Franco

di ELENA DUSI

Il passato è fatto di medicine che controllano pressione e colesterolo. Il futuro, nel campo del cuore, vede sempre più concretamente geni e cellule staminali al centro della sua attenzione.

Se i farmaci ci hanno aiutato finora a ridurre la mortalità, nonostante il nostro sia uno dei paesi più anziani del mondo, le tecniche che annusiamo nel domani della scienza ci promettono di vedere una malattia prima ancora che arrivi - quando è ancora scritta solamente nei geni - e di curarla con tecniche che sempre più spesso escludono il bisturi (sonde che corrono nei vasi sanguigni e non lasciano ferite) o sostituiscono i tessuti consunti con cellule fresche.

“Un tempo i nostri strumenti erano stetoscopio e occhio clinico - racconta Ottavio Alfieri, responsabile del dipartimento cardio-toracico-vascolare del San Raffaele di Milano - mentre oggi abbiamo apparecchi che ci mostrano il cuore come se fossimo al suo interno.Risonanze magnetiche, tac, ecocardiografie tridimensionali. Difficilmente un particolare sfugge a questi strumenti. Fare una diagnosi oggi è diventato più semplice e i miglioramenti in questo campo sono continui”.

Articolo completo da Repubblica;

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