Processo alle vitamine: “Non allungano la vita”
di ENRICO FRANCESCHINI
Scienziati divisi: alcune pillole possono essere dannose.
Gli antiossidanti non sono una bacchetta magica e non rimediano a una vita sregolata.
LONDRA - È uno dei riti della vita moderna, occidentale, politicamente corretta: insieme al jogging o alla palestra, a un’alimentazione sana o dietetica, a regolari checkup e analisi mediche, ingurgitare tutte le mattine un pugno di pilloline colorate, come prevenzione di malattie, disturbi e mali di ogni genere.
Adesso però un’autorevole ricerca scientifica avverte che integratori vitaminici e minerali, poiché di questo si tratta, non solo non allungano la vita ma sembrano addirittura accorciarla, aumentando il rischio di una morte precoce.
Detto in parole povere: le vitamine, in particolare la A e la E, non farebbero sempre bene al nostro organismo. Non sarebbero la panacea contro tutti i mali, bensì un medicinale da prendere con cautela, preferibilmente sotto controllo medico.
Sparata ieri in prima pagina dal quotidiano Daily Telegraph di Londra e rilanciata nei suoi notiziari radiotelevisivi dalla Bbc, questo è il tipo di notizie che fanno sobbalzare milioni di persone: una donna su tre e un uomo su quattro fanno uso di integratori vitaminici nel Regno Unito, per un totale di 12 milioni di abitanti, e in proporzioni analoghe in altri paesi occidentali.
Va subito sottolineato che non c’è assoluto accordo su un simile allarme: le associazioni dei produttori di vitamine e di altri integratori, qui e anche in Italia, smentiscono il parere della ricerca, definendola inutilmente “allarmistica”. Ma questo è comprensibile, dati gli enormi interessi economici di un mercato che vale, solo in Gran Bretagna, quasi mezzo miliardo di euro l’anno.
Il ministero della Sanità britannico, invece, appoggia in linea di massima i risultati dello studio, consigliando ai consumatori di evitare di prendere ampie dosi di integratori, cercando piuttosto di ricevere dal cibo le vitamine di cui la gente ha bisogno.
Articolo completo da Repubblica;