Quell’anestesista è un robot

15 April 2008, scritto da Franco

Roma - L’induzione dell’anestesia negli umani in un ospedale francese è ormai sempre più spesso sostituita dai sensori e dagli spinotti di un robot, capace di variare l’intensità delle somministrazioni dei farmaci anestetici in ogni momento di un intervento chirurgico.

Succede da qualche tempo all’Hospital Foch di Suresnes, in Francia, dove gli anestesisti umani sempre più spesso possono limitarsi a monitorare lo stato del paziente.

L’idea di fondo, ha spiegato il professor Marc Fischler, che dirige il reparto di anestesia dell’ospedale e che ha annunciato l’avvenuto testing del robot su 200 pazienti, è quello di migliorare la prestazione garantendo il massimo standard di sicurezza. I 200 sono stati operati non solo in una decina di ospedali francesi ma anche in Belgio e in Germania.

Come? Il modello di robot impiegato fin qui utilizza un monitor biospettrale sviluppato negli Stati Uniti e pensato per analizzare la profondità dell’anestesia attraverso la registrazione dell’attività celebrale.

Un elettrodo piazzato sulla fronte del paziente consente di valutare ogni variazione di questa “profondità” compresa tra 0 e 100: il dato viene fornito alla macchina che può così somministrare i farmaci a seconda delle esigenze.

I francesi si sono concentrati nello sviluppo di un sofisticato software di controllo.

Articolo completo da Punto Informatico;

Leave a Reply