Nuovo formato di compressione per i file audio
di GIOVANNI GAGLIARDI
Musica digitale, ecco l’erede dell’Mp3, venti secondi di clarinetto in 1Kb
“Il computer riproduce l’originale basandosi su tutto quello che sa sullo strumento”.
L’esperto: “Ma il suono non viene compresso, è generato come nei file midi”
ROMA - Venti secondi di suoni prodotti da un clarinetto in appena 1 kilobyte di spazio. E’ quello che sono riusciti ad ottenere gli scienziati dell’università statunitense di Rochester.
Mark Bocko, professore in progettazione elettrica e computer, assistito da Xiaoxiao Dong e Mark Sterling, hanno messo a punto una tecnologia che rappresenta informazione musicale con un’efficienza 100 superiore a quella dell’Mp3.
Risultato: una brano può essere misurato in kilobyte anziché megabyte. Per capire l’enorme guadagno di spazio basta fare due conti: un megabyte equivale a 1000 kilobyte. E in un cd da un’ora, di megabyte ce ne stanno 650. Ma c’è già chi avanza molti dubbi.
L’annuncio dell’equipe di studiosi americani è stato fatto all’International Conference on Acoustics Speech and Signal Processing.
Nulla a che vedere con le tradizionali tecniche di compressione: questo nuovo approccio cerca di ricreare musica grazie a una prestazione virtuale: “Nel suonare la musica il computer riproduce le prestazioni originali basandosi su tutto quello che sa circa i clarinetti e su come si debbano suonare”, hanno spiegato gli scienziati.
Insomma, non una riproduzione digitale del suono precedentemente registrato, ma una vera e propria nuova performance.
Il suono, invece di essere riprodotto viene ricomposto, ed è conservato con una quantità enorme di dati in meno.
Articolo completo da Repubblica;