La dissidenza olimpica, ovvero la Cina nell’occhio del ciclone
Federico Rampini su Repubblica

Per essersi impadronita di un simbolo universale come le Olimpiadi la Cina corre un rischio formidabile. è un rischio che i suoi dirigenti non hanno saputo calcolare.
Dal massacro di Piazza Tienanmen nell’89, mai il regime era apparso così vulnerabile.
Pechino voleva usare l’´atmosfera epica e corale dei Giochi per celebrare la propria ascesa nel cielo delle nazioni rispettabili. Rischia di accadere il contrario.
I simboli a volte vengono rovesciati. Dopo il popolo tibetano altre opposizioni interne che il regime ha soffocato possono cercare nelle Olimpiadi l’occasione unica per ritrovare la voce.
Articolo completo da Vittorio Pasteris;