Il Parkinson curato nei topi grazie a neuroni derivati da staminali

25 March 2008, scritto da Franco

Poretti (radicali): “Da oggi più vicini a una potenziale cura del morbo”

NEW YORK - Dai topi una speranza per contrastare il morbo di Parkinson. Nonostante il veto della Chiesa cattolica.

L’equipe di Lorenz Studer del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York ha curato con successo topolini malati di Parkinson con un trapianto di neuroni creati per la prima volta con cellule staminali embrionali su misura ricavate da embrioni geneticamente identici al ‘paziente-topo’ e ottenuti con la clonazione terapeutica.

Si tratta di uno degli utilizzi delle cellule staminali vietati in Italia e messo al bando dal Vaticano.

L’esperimento è raccontato sulla rivista Nature Medicine. Gli esperti hanno usato il metodo della clonazione con cui nacque la pecora Dolly (trasferimento nucleare da cellule somatiche) per produrre cellule staminali embrionali su misura dei topi malati di Parkinson.

Trasformate in neuroni e trapiantate nel loro cervello, queste staminali migliorano il quadro della malattia, oggi incurabile, senza problemi di rigetto essendo perfettamente identiche ai neuroni dei topolini.

Il metodo Dolly consiste nel prendere cellule di pelle dalla coda del topo, isolarne il Dna (il nucleo), introdurlo in cellule-uovo precedentemente enucleate.

Poi l’uovo viene avviato alle prime fasi di sviluppo embrionale, e giunto allo stadio di ‘blastocisti’ da esso vengono estratte le staminali embrionali.

Possibilità di sperimentare la stessa metodologia sugli uomini? Al momento nessuna vista che finora non è stata dimostrata la possibilità di ottenere staminali embrionali umane con il metodo del trasferimento nucleare.

Senza contare poi i problemi di ordine etico: ottenere le staminali in questo modo significherebbe comunque creare embrioni umani ad hoc da ’sacrificare’ a fini terapeutici.

Articolo completo da Repubblica;

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