Ciechi e infallibili come i pipistrelli un algoritmo per “vedere” con l’udito
di SARA FICOCELLI
SARA’ anche cieco, ma il pipistrello sa distinguere un frutto da una scarpa da tennis molto meglio di noi, e non tanto per una questione di odore.
Il suo segreto si chiama “ecolocalizzazione”, la capacità che hanno alcuni mammiferi di emettere suoni nell’ambiente e decifrare gli echi che rimbalzano.
Studiando il suo biosonar, i ricercatori dell’Università di Tubinga, in Germania, hanno programmato un algoritmo che permette di definire la realtà circostante semplicemente “ascoltandola”, decifrando cioè gli echi sonori prodotti dallo scontro tra le vibrazioni e l’oggetto.
Tutto senza far ricorso alla vista. Un’ottima notizia per i non vedenti, anche se la tecnica per il momento è stata testata solo sul mondo vegetale, e gli esperti preferiscono non creare premature speranze.
Di certo c’è che le prime sperimentazioni, su cinque diverse specie di alberi, hanno avuto esito positivo al 100%.
Tutto è partito da una semplice domanda: come fanno i pipistrelli a individuare i propri frutti preferiti anche in mezzo a rami, foglie e altre bacche per loro non commestibili?
Grazie all’ecolocalizzazione questi e altri animali sono in grado di determinare non solo la direzione in cui stanno andando, ma anche se in giro ci sono o meno predatori, insetti prelibati o frutti, pur in mezzo a una vegetazioni fittissima.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica americana PLoS Computational Biology, potrebbe avere importanti sviluppi a livello pratico: la tecnica, se perfezionata, permetterebbe di distinguere i caratteri somatici di un criminale anche in mezzo alla folla.
Una volta “registrati” i connotati e collegati a una particolare vibrazione sonora, diventerebbe possibile diffondere i suoni in mezzo alla gente e decifrare le vibrazioni di ritorno, fino a incontrare quella corrispondente al volto del ricercato.
Ciechi e infallibili come i pipistrelli un algoritmo per “vedere” con l’udito
Articolo completo da Repubblica;