L’Erario incassa 6,5 mln di euro a Telecom, ma dovrà versargliene 385
di Dario Bonacina
Roma – Solo due settimane fa, Telecom Italia ha deciso un’oblazione di 6,5 milioni di euro per sanare la propria posizione per alcune contestazioni mosse dell’Authority TLC.
E da ieri si ritrova in credito verso lo Stato per 385 milioni.
Merito della Corte di Giustizia Europea del Lussemburgo, che ha stabilito che l’incumbent – dieci anni fa – ha pagato un canone non dovuto.
I giudici si sono pronunciati su richiesta del TAR del Lazio per una causa intrapresa dalla compagnia telefonica. Nel 1998, infatti, Telecom Italia aveva versato allo Stato un canone di 385 milioni di euro a titolo di diritto esclusivo di concessione sui servizi di telecomunicazione pubblica.
Un canone che secondo l’incumbent, il primo gennaio dello stesso anno era stato abolito con l’apertura alla concorrenza del mercato.
Il Governo Italiano ha invece sempre sostenuto la tesi che l’obbligo di pagamento sarebbe dovuto rimanere in vigore fino a fine 2008.
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