Australia, il flop dei filtri antiporno è clamoroso
di Dario D’Elia
Roma - È bastato il classico “ragazzetto brufoloso” a sconvolgere completamente la crociata antipornografia del Governo australiano.
La scorsa estate il sedicenne Tom Wood aveva craccato il filtro software che avrebbe dovuto salvare i giovani Oz dall’indecenza online; oggi lo stesso Ministro della Comunicazioni ha ammesso che gli 85 milioni di dollari australiani (52 milioni di euro) spesi per il software sono stati uno spreco di denaro pubblico.
Come riporta The Register, “Safe Eyes” sarebbe dovuto essere la punta di diamante del programma governativo NetAlert.
Un’iniziativa da 189 milioni di dollari australiani per proteggere i minori dai contenuti pornografici e dagli adescatori online.
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