Italia.it: il peggio deve ancora venire? Rutelli conferma: “Arriverà un nuovo Italia.It”
Un’appendice a quanto descritto in prcedenza sulla porcata digitale del portale Italia.It
Scandalo Italiano, il blog che fin dalla prima ora ha seguito i passi di Italia.it, sentenzia: il progetto è semplicemente una macchina per spostare capitali e interessi, per questo il tutto non muore. E infatti già si parla di rilancio. Partendo da zero.
Qualche ora per fare il punto della situazione e poi anche Scandalo Italiano ha proposto il proprio punto di vista sulla chiusura di Italia.it. E non è soltanto una presa d’atto di quanto successo nel weekend, con la chiusura improvvisa e taciturna del famigerato sito web, ma è un approfondimento importante che getta una diversa luce interpretativa sull’accaduto.
Il resoconto parte dalla cronistoria della dipartita del sito. I primi segnali online nel pomeriggio del 18 gennaio, Webnews ne da notizia (con tanto di commenti di sdegno raccolti nel weekend) la mattina del 19, con l’inizio della settimana inizia il tam tam sulla blogosfera.
«Poi, il 19 gennaio alle 13.37, l’Agr batte un’agenzia in cui fa capolino una nostra vecchia conoscenza: l’ineffabile ingegnere Ciro Esposito, colui che firmò i dinieghi alle richieste di accesso ai documenti di italia.it avanzate in primis da questo blog.
L’agenzia, immancabilmente imprecisa (a sentire essa, infatti, la decisione di staccare la spina sarebbe stata presa da Nicolais il 18 sera, laddove il portale era già offline dalle 8 del mattino), contiene un virgolettato di Esposito in cui si conferma, seppur implicitamente, che di chiusura ufficiale si tratta. Ma attenzione, con un’importante quanto sibillina precisazione: “Ora siamo pronti per ricominciare in maniera diversa“».
A parte tutta una serie di imprecisioni delle quali il blog chiede conto, a far riflettere è la chiosa di Ciro Esposito: « […] abbiamo deciso di procedere ad un momento di ripensamento. (…) Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro, bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore».
Il tutto fa il paio con le parole di Margherita Bozzano, assessore al turismo della regione Liguria, la quale va al dunque battendo semplicemente cassa: «Vogliamo avere i 21 milioni che le Regioni, pur avendo in gran parte approvato i progetti relativi ai contenuti da inserire nel portale, non hanno mai ricevuto».
Chiude pertanto Luca Carlucci per Scandalo Italiano:
«italia.it non è morto né chiuso. Perché italia.it non è e non è mai stato un portale, non è un progetto, non sono contenuti, non è interesse comune, non è collaborazione, non è miglioramento.
Italia.it è solo tanto denaro pubblico, interessi di combriccole e un oceano di incompetenza.
E quelli sono ancora lì, identici a prima, vivi e vegeti: soldi, interessi e incompetenza. Ecco perché italia.it continua».
Articolo completo da WebNews;
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di Giacomo Dotta
Rutelli conferma: arriverà un nuovo Italia.it. Articolo completo da Punto Informatico;
Francesco Rutelli conferma quanto preannunciato da Ciro Esposito: Italia.it non chiude, anzi, riparte con nuovo slancio. Rutelli nel frattempo scarica ogni responsabilità per il primo fallimento su Lucio Stanca e sul Governo che ha avviato le pratiche
La vicenda di Italia.it, pur registrata una nuova puntata proprio ad inizio weekend, inizia a far discutere oltre certi limiti se è vero che da più parti spuntano i soliti scaricabarile e strumentalismi propri delle vicende che, in qualche modo, possono portare pubblicità, negativa o positiva che sia.
Ed è così che ai blog ed alle testate del settore non resta che raccogliere le dichiarazioni che hanno seguito lo spegnimento dei server del portale del turismo. E non sono solo dichiarazioni di circostanza.
Lo scaricabarile è quello di Francesco Rutelli, il ministro che ad oggi ha in mano le sorti del progetto (fermo restando l’instabilità improvvisa del Governo al cospetto del caso Mastella).
Le parole di Rutelli sono affidate ad Apcom: «Se si cercano responsabilità per l’inefficacia della soluzione tecnologica e l’incongruità dei finanziamenti ci si rivolga al governo della passata legislatura […] Rutelli ha a più riprese dichiarato e confermato che la veloce obsolescenza di strumenti informatici come il portale Italia.it consiglia, anche se si vuole non disperdere il patrimonio di dati acquisito, di trasferire la promozione online delle opportunità turistiche italiane all’Enit».
Questo quanto diramato dall’ufficio stampa di Rutelli, da cui giunge inoltre conferma sul fatto che un nuovo Italia.it è già in cantiere (ipotesi già preannunciata dall’ing. Ciro Esposito): «è l’Enit infatti ad avere la responsabilità di promuovere il turismo italiano presso i potenziali visitatori e chi se ne occupa professionalmente; nel suo board sono presenti congiuntamente lo Stato e le regioni italiane, alle quali compete in via esclusiva la gestione delle politiche turistiche, ed è guidato da una persona competente in materia come l’ingegner Umberto Paolucci.
L’Enit sta preparando dunque un più aggiornato, efficiente e razionale portale turistico».
Spunta nel frattempo una serie di detrattori che stanno cavalcando l’ondata di protesta per affondare colpi propri ai fatti evidenziati dalla rete ormai da mesi. Spunta ad esempio la protesta del Codacons («Il Codacons annuncia la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti […] Chiediamo alla Corte dei Conti di aprire una indagine per accertare come sono stati spesi nel dettaglio questi 7 milioni di euro e quali vantaggi concreti il portale abbia portato al turismo italiano, verificando eventuali sprechi di denaro pubblico a danno della collettività»), nonché due interrogazioni parlamentari firmate da Massimo Saverio Ennio Fundarò e Stefano Morselli.
September 23rd, 2008 at 18:38
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