Epilogo dello scandaloso portale Italia.It
Vi ricordate i precedenti articoli sullo scandaloso portale Italia.It ?
Ecco l’indegno quanto vergognoso epilogo … tanto per cambiare con i soldi NOSTRI !!!
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Italia.it è scomparso, le domande rimangono. Articolo completo da Punto Informatico;
A leggere l’ultimo illuminante post apparso su Scandalo Italiano, il blog osservatorio su Italia.it, ce lo si poteva attendere: da un paio di giorni il controverso portalone del turismo italiano non è raggiungibile.
Qualcuno sostiene che l’improvvisa sparizione dalla rete sia definitiva e che anzi vada considerata una sorta di “operazione cancellazione” sulla quale il Governo si è ben guardato dal produrre proclami ufficiali.
A onor del vero, però, il vicepremier Francesco Rutelli già lo scorso ottobre aveva anticipato che il portale sarebbe stato chiuso.
Ciò che rimane in piedi, come osserva a più riprese proprio Scandalo Italiano, sono le innumerevoli domande dei cittadini su come sia possibile che un progetto del genere abbia visto la luce, sul come e perché siano stati spesi dei soldi pubblici e su quanti denari sia effettivamente costata questa impresa.
Come noto il Governo per due volte ha negato ai netizen e ai consumatori di venire in possesso di copia delle carte e dei documenti che hanno portato alla realizzazione del portale.
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di Giacomo Dotta
Italia.it non esiste più. Articolo completo da WebNews;
Qualcuno ha spento l’alimentazione: Italia.it è offline da alcune ore, giusto in tempo per approfittare della morsa allentata della blogosfera e dell’informazione sul problema. Italia.it non c’è più e si lascia sulla strada danni per 5.8 milioni di euro
Sito irraggiungibile. Finisce così, in un assordante silenzio, il portale delle polemiche, il progetto di cui si sono riempiti la bocca in tanti, il baraccone messo in piedi da uno schieramento tanto super partes quanto ripetutamente orgoglioso della possibilità di fare qualcosa per rianimare un progetto nato errabondo.
Finisce così: si digita Italia.it e Italia.it non c’è più. Irraggiungibile. Semplicemente qualcuno ha aspettato il venerdì per schiacciare “OFF” sperando che il weekend avrebbe permesso di aggirare la presa della blogosfera passando sottovoce la fine ingloriosa del famigerato portale. Solo una voce si solleva dal silenzio e riporta dall’interno un certo dissenso per quanto operato.
La voce è quella di Luca Palamara, caporedattore di Italia.it, il quale anticipa il tutto con una mail inviata ad Anna Masera de La Stampa: «Volevo comunicarle la situazione paradossale in cui versa il portale in questo momento. Questo è sempre in bilico tra la chiusura ed il rilancio, tra il passaggio all’Enit ed il prolungamento del contratto con il vecchio Rti a causa del rimpallo di non-decisioni che rischiano di mandare definitivamente all’aria un investimento cospicuo (pari a circa 5 milione e ottocentomila euro).
Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell’ultimo mese sono aumentati anche gli accessi). Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano che in Italia produce continuamente delitti reati e sperperi senza arrivare mai a determinare colpevoli e cause.
Le Regioni sono adesso fortemente interessate al contributo promesso per il portale e quindi sono passate dalla fase di rifiuto di un anno fa ad una di adesione, attiva partecipazione e promozione per la sopravvivienza del portale stesso. Ma ovviamente le risposte non arrivano perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità e i quasi 6 milioni spesi fino ad adesso saranno a breve l’unica eredità visibile di tutta questa assurda vicenda».
Palamara, dunque, quantifica il danno già maturato (senza considerare tutta una serie di gravi conseguenze per tempo e occasioni perdute nel frattempo, ivi compresa quest’ultima bozza cestinata dall’alto): 5.8 milioni di euro da dimenticare. O da ricordare, a seconda del punto di vista. Le polemiche non chiuderanno però così facilmente e tutto quanto portato avanti dai blog che si sono occupati della vicenda costituisce la base necessaria per evitare che anche questo ennesimo malaffare non venga insabbiato per andare dritto dritto nel dimenticatoio.
Se possibile, col senno del poi, diviene ancor più paradossale quel noto messaggio di benvenuto che Francesco Rutelli consegnò al web in lingua inglese. Se non altro, anche in questo aspetto, il web rappresenterà la memoria storica di quel che Italia.it è stato.
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di ALESSIA MANFREDI
Chiude il portale turistico Italia.it. Articolo completo da Repubblica;
una vetrina costata molto cara. Spesi sette milioni solo per la creazione e la gestione.
Chiude il portale turistico Italia.it
una vetrina costata molto cara
Francesco Rutelli alla presentazione ufficiale del logo It, marchio turistico per l’Italia
ROMA – Doveva essere la vetrina del Belpaese nel mondo, una porta d’accesso web immediata e ricca, una carta da visita d’eccezione per promuovere il patrimonio turistico e “riportare l’Italia al posto che le spetta”. Ma Italia.it ha chiuso i battenti dopo numerose polemiche ed una vita breve e travagliata. Per il portale – presentato dal ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli alla BIT 2007 – la fine più volte annunciata è arrivata, come conferma il capo dipartimento per l’Innovazione Tecnologica, Ciro Esposito.
Termina così, dopo innumerevoli peripezie, critiche a 360 gradi e accuse di sprechi contro il “mostro” per cui sono stati stanziati 45 milioni di euro, un’avventura che fin dall’inizio ha diviso più che unire. Da oggi cliccando www.italia.it, l’indirizzo più logico e immediato che chiunque, in qualsiasi parte del mondo, possa digitare intuitivamente per cercare informazioni sul nostro Paese, si riceve un messaggio di errore. Il dominio nazionale per eccellenza non è più operativo: gira a vuoto e lascia un vuoto imbarazzante.
“A ottobre il ministro per i Beni Culturali con delega al Turismo Francesco Rutelli – ha spiegato Esposito – disse che il portale non era più funzionale. Noi di conseguenza abbiamo deciso di procedere ad un momento di ripensamento. Il contratto che era stato siglato con una società di cui l’Ibm era la capofila, era valido fino al 31 dicembre. Dal 1 gennaio abbiamo attivato le procedure di chiusura”. E ora che succederà della vetrina turistica promossa con tanto entusiasmo?
“Ora si dovrà decidere come procedere”, ha spiegato Esposito. Dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne sono stati spesi, in due anni e mezzo, circa 7 per la costruzione e la gestione.
L’ultima parola, forse, non è ancora detta e il portale potrebbe rinascere: “Ci sono dunque tutte le risorse per riprendere il lavoro – ha proseguito Esposito – bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore”.
Il portale, frutto della collaborazione tra governo, ministro Nicolais e le Regioni italiane ha da subito raccolto critiche: impostazione vecchia, troppi clic per arrivare alle pagine interne, perfino contenuti errati. Condanna quasi unanime anche per i costi eccessivi ed i tempi di realizzazione del sito, voluto inizialmente dall’ex ministro per l’Innovazione e la Tecnologia Lucio Stanca ed “ereditato” dal ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli. Già più volte il vicepremier aveva detto nei mesi scorsi che il progetto aveva dimostrato di non funzionare, ammettendo durante un’audizione in commissione Industria al Senato che le responsabilità erano sia dello Stato che delle Regioni.
“Le decisioni sono state prese dal governo nazionale, ovvero dai ministeri di Rutelli e Nicolais”, ha detto l’assessore della Regione Liguria Margherita Bozzano, che è responsabile dei contenuti del portale per le Regioni.
Il Codacons ha annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti. “Va aperta un’indagine per accertare come sono stati spesi nel dettaglio questi 7 milioni e quali vantaggi concreti il portale abbia portato al turismo italiano, verificando eventuali sprechi di denaro pubblico”.
gennaio 21st, 2008 at 18:28
[...] a quanto descritto in prcedenza sulla porcata digitale del portale [...]
gennaio 20th, 2009 at 11:18
[...] Epilogo dello scandaloso portale Italia.It; [...]
gennaio 21st, 2009 at 19:01
[...] Epilogo dello scandaloso portale Italia.It; [...]
giugno 10th, 2009 at 10:23
[...] Epilogo dello scandaloso portale Italia.It; [...]
giugno 12th, 2009 at 16:29
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